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Brescia, rioccupato l’hotel Sirio!


Brescia continua la propria battaglia, corpo a corpo, contro la crisi e la morosità incolpevole.

Poco dopo le ore 15 di giovedì 17 gennaio l’hotel Sirio occupato, sgomberato dalla Polizia lo scorso 14 gennaio dopo due mesi di vita da centro di emergenza abitativa dal basso, è tornato a vivere.

Attiviste e attivisti hanno liberato uno dei tantissimi immobili in disuso presenti in città: si tratta dell’ex sede dell’ospedale Poliambulanza, in centro storico a Brescia, all’angolo tra via Calatafimi e via Capriolo,poche centinaia di metri dall’occupazione dell’hotel Sirio di via Capriolo, 24.

L’azione di oggi si inserisce nella campagna contro gli sfratti che da settembre ad oggi ha visto oltre una cinquantina di azioni antisfratto, e che sabato vedrà un’altra grande giornata di lotta con il corteo che partirà dalle ore 15 da piazza della Loggia.

Il primo collegamento, delle 15.15, con Umberto della Redazione.

L’aggiornamento delle ore 16 sempre dalla Poliambulanza liberata.

 

Di seguito, il comunicato diffuso da attiviste e attivisti per il diritto alla casa di Brescia e provincia:


ANCORA UNA VOLTA: NESSUNA PERSONA SENZA CASA, NESSUNA CASA SENZA PERSONE!

A vedere le persone lasciate, senza un tetto, in mezzo alla strada, proprio non ci riusciamo.
Per questo, dopo soli due giorni dallo sgombero dell’Hotel Sirio occupato compiuto dalla questura, oggi abbiamo aperto ed occupato un altro stabile inutilizzato da molti anni. L’obiettivo è anche questa volta un centro per l’emergenza abitativa creato ed autogestito dal basso, per tutte e tutti: lavoratori, disoccupati, precari, studenti, nativi e migranti, single o famiglie.
Un’altra volta poniamo le istituzioni della crisi finanziaria di fronte a questo terremoto sociale in continua espansione. Quelle stesse istituzioni, cittadine e nazionali, che da un lato non danno alcuna risposta concreta all’emergenza abitativa, dall’altro sgomberano e attaccano chi prova a costruire, dal basso e con il proprio impegno in prima persona, una risposta tangibile.
Ancora una volta mostriamo come a fronte di centinaia e centinaia di famiglie colpite dalla spietata ed inumana macchina burocratica degli sfratti vi siano in città altrettanti edifici lasciati vuoti, in mano a speculazioni di ogni tipo o in attesa di progetti mai avviati.
Edifici come la torre Tintoretto a S.Polo che la giunta comunale è decisa ad abbattere, come le casette degli operai della metropolitana sempre in quella zona, che potrebbero tornare utili a chi in questa fase non può permettersi il costo di un affitto.

E’ di questi spazi che torniamo ad occuparci evidenziandone la possibile utilità per la creazione di un centro autogestito per questa ingombrante emergenza. In questo nuovo spazio ricominciamo da dove siamo stati costretti a lasciare il progetto che giorno per giorno abbiamo costruito all’Hotel Sirio occupato. Lo facciamo ancora con tutti quei soggetti e quelle componenti sociali che il 14 Novembre, in una mobilitazione europea contro la crisi e contro le politiche di austerità, avevano dato vita all’esperienza cui la Polizia ha messo fine lunedì mattina.

Affermiamo di nuovo la necessità di un provvedimento come la moratoria sugli sfratti per morosità incolpevole e l’assurdità del fatto che esistano così tanti spazi vuoti e così tante persone che non hanno una casa: paradosso di un sistema economico e politico basato sul mito del benessere, ma che ha sempre anteposto però i profitti, le speculazioni e il diritto di proprietà di pochi alla vita di molti.

La lotta per il diritto alla casa è per noi la traduzione più immediata e pratica di una lotta per un mondo migliore, dove i diritti e le vite di chi oggi paga la crisi vengono prima di qualsiasi diktat della Banca Centrale Europea. Una lotta dunque contro l’intero esistente che poi determina tutto questo.
Un diverso modo di vivere e gestire i rapporti sociali ed umani che, crediamo, si dimostri già in atto in esperienze come è stata quella dell’Hotel Sirio occupato. Una pratica di soddisfazione diretta di spazi e bisogni, un processo ed un progetto riapproriazione dal basso che riparte da questa nuova occupazione.

Questa la nostra mossa in attesa della manifestazione di sabato 19 gennaio 2013 che partirà da piazza della loggia alle ore 15.

LA CASA E’ UN DIRITTO!

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