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Dopo l’incendio del Cartella, corteo sabato 26 maggio

Un incendio questo che segue una serie di intimidazioni denunciate all’inizio di maggio, denunce che avrebbero potuto evitare tutto ciò. Ma in questo clima di impunità storica, avallato da un crescendo di ideologia nostalgica del ventennio, alimentata dagli stessi palazzi del potere, non ci si poteva attendere altro che una banalizzazione del pericolo, con la naturale conseguenza della semidistruzione del Cartella.
Le firme lasciate sulle pareti non lasciano dubbi sulla manovalanza utilizzata, ma la portata dell’attentato ricorda molto gli atti dinamitardi mafiosi siciliani, pertanto non si può minimizzare l’accaduto come il gesto di semplici “ragazzate”. La violenza dell’attentato evidenzia il fatto che sotto vi siano motivazioni pesanti, preoccupanti se consideriamo che questo avviene in una città dove il connubio di interessi fittamente intrecciatisi negli anni ’70, tra ‘ndrangheta, eversione di destra, massoneria, politica ed economia, ha creato quel mix esplosivo, quell’area grigia, quei comitati d’affari che controllano interamente l’economia del territorio.
E questo non lo diciamo noi, ma tutte quelle inchieste in corso a livello locale e nazionale.
In questi giorni ci siamo scervellati nel cercare di trovare una spiegazione plausibile, il perché di una  escalation di violenza così rapida nei nostri confronti. Una vecchia canzone dei Gang diceva che se si vuole trovare la verità, è necessario seguire i flussi di denaro. Flussi di denaro che in questi anni abbiamo seguito, quelli per la costruzione del ponte sullo Stretto, quelli legati alle esternalizzazioni dei servizi pubblici, quelli che potrebbero arrivare con l’area metropolitana, quelli connessi alle speculazioni che vorrebbero questi territori immolati in nome del profitto di pochi.
Flussi che, per poter essere indirizzati, vogliono l’assenza di testimoni scomodi ed il silenzio. Noi non taciamo. Noi non andremo via. Noi attraverseremo questo territorio che ci ha circondato con uno straordinario abbraccio solidale, con una manifestazione che farà sentire forte anche a chi non vuole, la voce della Reggio e di Gallico che non si lascia intimidire.
L’appuntamento è sabato 26 maggio alle 16.30 proprio al c.s.o.a. Cartella. É quello che ci hanno chiesto le tantissime persone che hanno partecipato all’immediato sit-in di risposta e all’assemblea che ne è scaturita tra le macerie ancora fumanti.
Per costruire insieme a noi questo grande corteo, invitiamo chi è ancora capace di indignarsi, le forze sane, l’associazionismo, la gente, tanta, con la quale in questi dieci anni di esperienza del Cartella abbiamo incrociato cammini culturali, sociali e politici, a partecipare all’assemblea pubblica di mercoledì 23 maggio alle ore 17.30 al Teatro Siracusa. Un’occasione per riflettere non solo sui fatti che ci hanno visto direttamente interessati, ma anche sulla preoccupante deriva che sta coinvolgendo l’Italia tutta, tristemente rappresentata dalla tragedia di Brindisi. La violenza per spaventare, terrorizzare, zittire le voci di dissenso favorendo militarizzazioni del territorio e soluzioni autoritarie.
All’assemblea di mercoledì così come alla Manifestazione del 26 a Gallico, invitiamo tutti coloro che in questo decennio hanno condiviso con noi le nostre tante battaglie di libertà e dignità, ed anche tutti coloro che solidarizzando con noi sono convinti che sia possibile costruire una città, una società diversa per noi e i nostri figli.
 
Lottiamo affinché il c.s.o.a. Cartella sia restituito a tutti al più presto, impegnandoci a viverlo più grande e più bello.

Per sostenere la campagna di solidarietà al Cartella, è possibile inviare sottoscrizioni al  C/C postale 1006384406, intestato a “IO STO CON IL CARTELLA”, IBAN IT14I0760116300001006384406

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