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Gli operai dei Canteri Navali non si arrendono (a Palermo e a Trapani)

Uno spettro si aggira per la Sicilia: le lotte degli operai dei cantieri navali!
A Palermo continua lo sciopero dei lavoratori Fincantieri che iniziano anche questa settimana incrociando le braccia. A seguito di un’assemblea molto partecipata hanno deciso di picchettare i cancelli dei cantieri impedendone ogni tipo di accesso. Lo sciopero di questa mattina, oltre ad avere per obiettivo quello di fare pressione in vista dell’incontro che si terrà domani a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico, vuole anche essere una risposta chiara dei lavoratori alle minacce di ripercussioni nei confronti di chi si rende protagonista delle lotte, che la direzione Fincantieri continua a millantare, anche mezzo stampa, in un disperato tentativo d’intimidazione.
Insieme a Palermo un’altra città dell’isola è da tempo in agitazione per opporsi ai tagli ed ai licenziamenti previsti dalla direzione dei cantieri navali. Nel pomeriggio di ieri, 8 Gennaio, a Trapani i lavoratori del cantiere con le loro famiglie hanno sfilato in corteo per le vie del centro ricevendo la piena solidarietà da parte dei loro concittadini. Questi stessi lavoratori sono da mesi protagonisti dell’occupazione di una petroliera che dal 26 Novembre è ormai diventata il simbolo, oltre che il centro reale, della loro lotta e che continuerà fintantoché tutti gli operai non avranno la garanzia di mantenere il loro posto di lavoro.
Insomma due situazioni simili che vedono anche simili risposte operaie che non abboccano alle parole delle retoriche padronali. Come quelle che a Palermo tentano di scaricare le eventuali responsabilità delle perdite, conseguenti al ritiro delle commesse delle navi ferme in porto, allo sciopero ad oltranza condotto dai lavoratori. Ma tutti sanno che il responsabile di una tale evenienza c’è ma è un altro ed è lampante: è il piano che prevede centoquaranta esuberi e che gli operai non sono disposti ad accettare.

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