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Il lavoro è tempo perso

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Sfogliando i quotidiani di questi giorni, abbiamo trovato molto interessante questo commento del sole 24 ore ai dati ISTAT sul tempo libero a disposizione delle persone in alcuni dei principali paesi europei.

Il senso di questa ricerca è delineare una fotografia del tempo libero a disposizione delle persone in base al paese d’origine, al sesso e all’età. Per tempo libero “s’intendono attività come partecipazione sociale e religiosa, vita sociale, divertimenti e attività culturali, riposo e tempo vuoto, sport, attività all’aperto, arti e passatempi, informatica e comunicazione, giochi e fruizione di mass media.”

Quel che è chiaro da subito, a vedere le tabelle, è che in generale di tempo libero, dalla Finlandia alla Grecia, ce ne sia veramente poco. Ora più, ora meno. Per quanto riguarda l’Italia ci assestiamo su un inquietante 4 ore e 54 minuti. Poco meno di 5 ore, che comunque vengono impegnate in attività che attraverso il meccanismo della mercificazione totale della vita, vengono in tutti i modi spremute dal sistema per trarne profitto.

Interessante è vedere come le restanti 19 ore siano impegnate in grossa parte in lavoro/studio, lavoro gratuito, cura personale (lavoro di cura!), spostamenti (per lavorare!). Ovviamente se si approfondisce, si vede subito l’asimmetria di genere e generazionale della questione.

Le donne, infatti, subiscono una contrazione del tempo libero di un’ora in termini generali, e se fra i 25 e 45 anni con figli, arrivano ad avere poco più di 2 ore e mezzo di tempo libero al giorno! Non che ci fosse bisogno dello studio dell’ISTAT per rendersene conto, ma la sproporzione della distribuzione del lavoro in generale e del lavoro di cura, fotografa un sistema profondamente patriarcale.

Per quanto riguarda i giovani, a spulciare le percentuali di tempo libero per i ragazzi in età scolare, siamo ad un misero 22%, per poi scendere al 16 dopo i 24 anni. Altro che fannulloni e bamboccioni, i dati parlano chiaro: donne e giovani sono le persone a cui il sistema ruba più tempo in assoluto! E ancora non gli basta. La flessibilità non è altro che un modo per rendere più efficiente la rapina di tempo da parte del padrone collettivo.

Il tempo è, più che mai in questa fase storica, lavoro e valore, e prenderne coscienza la necessità delle nostre vite.

Per chi volesse approfondire il tema, consigliamo qui una riflessione di Franco Piperno su Lavoro e tempo di lavoro in Marx.

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