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La protesta dei pronto soccorso

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Il definanziamento strutturale che tagli e riforme degli ultimi decenni hanno imposto sul Sistema Sanitario Nazionale (che solo nel 2010-2019 ha perso 37 miliardi di euro) scarica molte delle sue perverse conseguenze nel settore dei Pronto Soccorso, primo e privilegiato punto di accesso alla sanità pubblica da parte della popolazione, anche per effetto compensatorio della frammentazione della medicina territoriale e della sua inaccessibilità a chi è sprovvisto di documenti o residenza.

La crisi sanitaria innescata dall’epidemia di Covid-19 non ha fatto che aggravare la precarietà e l’insostenibilità delle condizioni di lavoro dentro i Pronto Soccorso, portando a licenziamenti di massa che esacerbano la carenza di personale, che appare sempre meno risolvibile con sporadici interventi emergenziali e limitati a promozioni salariali, per quanto necessarie. Infatti non solo la stima degli organici attualmente mancanti, 4000 tra medici e infermieri, è impressionante già di per sé, ma colpisce ancora di più se si tiene a mente che per ogni due professionisti che lasciano il settore si riesce a sostituirne solo uno e che sempre più spesso si ricorre ai medici in formazione specialistica o a personale assunto con contratti precari attraverso agenzie interinali o cooperative. Questa è la sintesi della denuncia portata in piazza a Roma questo mercoledì 17 novembre in occasione del sit-in convocato dalla Società Italiana di Medicina d’Emergenza e Urgenza, a cui hanno aderito i medici specializzandi di Cosmeu e Chi si cura di te?.

In questo quadro a deteriorarsi non sono solo le condizioni di lavoro degli operatori sanitari, ma anche la natura stesse delle cure che possono essere proposte alle persone che si presentano in Pronto Soccorso. Orari massacranti, riposi inadeguati e il conseguente acuirsi dell’affaticamento emotivo che caratterizza questo lavoro lasciano poco tempo e spazio a confronti collettivi dentro i reparti e, con essi, alla possibilità di pensare e ripensare le proprie pratiche lavorative.

Nonostante la gravità della situazione ci sono però medici e infermieri che quotidianamente continuano a sforzarsi per politicizzare le condizioni che vivono o osservano dentro l’ospedale e ad impegnarsi nella costruzione di esperimenti come gli ambulatori popolari. Riproponiamo quindi il podcast dell’approfondimento fatto durante l’Informazione di Blackout di questo venerdì con Federico e Giovanna, compagn* medic* della Microclinica Fatih, sulla situazione dei Pronto Soccorso.

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Da Radio Blackout

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