InfoAut
Immagine di copertina per il post

Paesi Bassi. Migliaia in piazza: “No alla miseria”

La scorsa settimana a L’Aia, 17.000 persone hanno manifestato contro la legge “Lavorare secondo i propri mezzi”. Con questa legge, il governo spera di risparmiare fino a 1,8 miliardi di euro nel settore sociale. La legge sarà votata alla Camera dei Rappresentanti entro il mese di aprile.

Lo scorso dicembre, c’era già stata una manifestazione a Bois-le-Duc contro questa legge e per dire no alla miseria, mentre il sindacato olandese FNV aveva lanciato una petizione denominata “Non lasciamo cadere le persone più deboli”. Questa petizione ha già raccolto più di 93.000 firme. Giovedì scorso, il presidente del PS, Emile Roemer, ha pronunciato un discorso a L’Aia che non potrebbe essere più chiaro: “Questa legge dovrebbe essere abolita. Da trent’anni sono in politica e mai mi sono trovato davanti un piano così anti-sociale”.

Concretamente, questa legge prevede che 100.000 lavoratori attualmente occupati in imprese sociali – che costituiscono le nostre aziende protette – siano “rivalutati”. In altre parole, sarà misurata la loro capacità al lavoro e quelli ritenuti in grado di guadagnare oltre il 20% del salario minimo dovranno trovare un lavoro nel settore privato. Allo stato attuale, il loro status è regolato dalla Legge per l’occupazione delle persone disabili. D’ora in avanti però, quelli in grado di lavorare un tantum saranno assoggettati alla WWNV, la Legge “Lavorare secondo i propri mezzi”.

E non è tutto. Dal gennaio 2013, la legge Wajong, la legge relativa al lavoro e all’inquadramento professionale dei giovani disabili, sarà per principio riservata unicamente ai giovani che al 18esimo anno di età non hanno “alcuna possibilità di partecipare durevolmente al mondo lavoro”. Costoro percepiranno un assegno dell’importo equivalente al 70% del salario minimo. I giovani con disabilità con una capacità lavorativa minima saranno disciplinati dalla WWNV, la legge “Lavorare secondo i propri mezzi”.

Quasi come Hartz

Chi desidera presentare una richiesta di sussidio sulla base di WWNV, sarà assoggettato a obblighi e sanzioni altrettanto antisociali che quelli previsti in Germania con le “leggi Hartz”. Per esempio, non avranno diritto ad un’indennità che nel caso in cui non avessero dei risparmi e se tra i membri principali della famiglia, nessuno guadagna sopra il salario minimo. Oppure, se il reddito complessivo della famiglia non supera il reddito familiare base prestabilito. Queste persone semplicemente non avranno più diritto al sussidio. Al contrario, chi invece avrà diritto a un’indennità dovrà dimostrare che sta facendo tutto il possibile per trovare un lavoro. Se gli viene offerto un lavoro, dovranno accettarlo. I destinatari saranno inoltre tenuti al lavoro non retribuito per un periodo di tre mesi, ma con il mantenimento dell’assegno. Coloro che si rifiutano di cooperare possono perdere tutto o parte del loro assegno. Per quanto riguarda i contributi previdenziali, solo lo stipendio pagato dal datore di lavoro entra nel computo del trattamento pensionistico, al contrario dello stipendio complementare pagato dal pubblico. Ciò significa che le persone che lavorano in regime di esenzione non potranno contare che su una pensione misera, o forse nulla.

Lavorare per un salario inferiore al salario minimo

Secondo Rutte, chi conserva una capacità lavorativa minima è obbligato a trovare un impiego nel settore privato, quando le aziende del settore privato semplicemente si rifiutano di assumere persone con disabilità. Nei Paesi Bassi, solo il 4% dei lavoratori del settore privato sono disabili. Per questo motivo, il governo Rutte propone di autorizzare i datori di lavoro a pagare alle persone disabili uno stipendio commisurato alle loro capacità di lavorare. Concretamente, se un lavoratore “sano” è in grado di produrre 100 pezzi al giorno o a impilare 100 scatole all’ora, mentre la persona disabile non può che farne 20, il disabile riceverà un salario pari al 20% del salario minimo fissato nel CCNL. In questo regime denominato “esenzione di salario”, è il pubblico che si fa carico di compensare dal 70% fino al 100% del salario minimo legale. In caso di malattia, il datore di lavoro non sarà più obbligato a pagare gli stipendi, il disabile avrà diritto a una riduzione fiscale e potrà chiedere un alloggio o l’assistenza di un educatore… Inoltre, vi è una forte riduzione dei sussidi alle imprese sociali. Nel 2011, venivano ancora versati 25.000 euro per il tempo pieno, nel 2015 questa cifra passerà a 22.500 euro per raggiungere successivamente i 18.000 euro.

Nel mese di aprile, la Camera dovrà votare questo disegno di legge.

da  www.ptb.be/nieuws/artikel/pays-bas-17-000-fois-non-a-la-misere.html

__________

Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

crisiolandaprecarietà

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Movimento 24 ottobre: la generazione Z rompe i divieti e si prende le piazze

Italia-Città blindate, quasi 5mila identificati, 371 fermati di cui 110 minorenni, 9 persone arrestate, tensioni e scontri in diverse piazze al termine di manifestazioni pacifiche molto partecipate.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma: alcune riflessioni sul corteo di ieri contro carovita ed economia di guerra

Ieri mattina il clima a Roma era surreale per giorni non avevano fatto altro che militarizzare sempre di pro la città e cercare di dissuadere le persone dallo scendere in piazza.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino è contro riarmo, carovita e data center: più di 20 mila persone sfidano il Governo Meloni

In decine di migliaia ci siamo radunati in Piazza Castello, riempiendola fino a farla traboccare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Blocchi al porto di Livorno: la mobilitazione continua

Mentre lə lavoratorə e lə studentə in Europa e nel mondo, si ribellano contro un sistema che sfrutta e che schiaccia, e i perbenisti urlano alla violenza sulle vetrine, oggi arriva l’ennesima nave statunitense con rifornimenti militari per Sigonella.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli espropri di Milano, i riot di Belfast, la guerra ibrida

L’impiego inflazionato del concetto di «guerra ibrida» nel dibattito pubblico impone una chiarificazione. Nella dottrina strategica e nella sociologia dei conflitti, la guerra ibrida (hybrid warfare) non indica qualsiasi turbolenza sociale che transiti per le reti digitali, bensì una precisa architettura offensiva e deliberata in cui un attore statale o para-statale  combina operazioni informative, guerra psicologica e manipolazione computazionale per destabilizzare un sistema bersaglio mantenendosi sotto la soglia dello scontro militare aperto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: dal 17 ottobre al 24 la mobilitazione contro guerra e carovita continua

Riprendiamo due contributi da Radio Blackout per restituire alcune voci della piazza del 17 ottobre a Torino contro il carovita e la guerra e il rilancio al corteo di sabato 24 ottobre da parte del gruppo Italiainpiazza17.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Agricoltori e autotrasportatori campani: i blocchi e presidi continuano

Come viene riportato da questo articolo su Altra Agricoltura, l’obiettivo della giornata di oggi per gli agricoltori campani era quello di portare la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi all’attenzione della Regione:

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cerignola si ferma contro il carovita

Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento, continueranno a farlo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Viminale identifica i camnionisti per rimuovere i presidi. “Non ci fermiamo”, i blocchi a sud continuano

Contro il caro-carburanti Scaffali vuoti in Calabria, Basilicata, Campania (bloccata la A1) e in alcuni casi anche in Puglia e Sicilia; in queste 2 ultime Regioni solo alcune sigle sindacali hanno ritirato i blocchi mentre il governo, per bocca del ministro Urso, ha iniziato a identificare i camionisti “per rimuovere tutti i presidi nelle prossime ore”. I primi numeri del Viminale parlano di 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo, oltre a disporre scorte di polizia per i tir non in blocco.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La Francia si prepara all’atto secondo

Un’esplosione in termini di numeri, di atti significativi e di convergenze inedite. Inediti anche gli arresti che il regime di Macron ha portato a termine con il 17 ottobre 2026: il maggior numero di arresti avvenuti dal 17 ottobre 1961.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Spagna chiama Italia: casa e finanziarizzazione

La lotta per il diritto alla casa negli ultimi trent’anni è sempre stata un’invarianza della rigidità che le classi subalterne hanno imposto al potere nella più generale tendenza neo liberista di attacco alle condizioni materiali di vita delle persone.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Incubo di una notte di mezza estate. La pantomima Trump-Meloni e l’irresolubilità della subordinazione europea.

Negli ultimi giorni l’attenzione mediatica è tornata a concentrarsi sui dissapori tra Giorgia Meloni e Donald Trump. A quanto riporta lo stesso Trump, durante il summit G7 ad Evian Giorgia lo avrebbe “disperatamente implorato di fare una foto con lei”: secondo Trump, questa mossa sarebbe dipesa dalla popolarità “in calo” della premier italiana, che per risollevarla avrebbe cercato di trasmettere un segnale di unità e alleanza con il governo americano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Assemblea nazionale 7 febbraio

h 15:00 Villa Medusa-Casa del Popolo Bagnoli

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Niscemi non cade

La parola ai niscemesi

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: perquisizioni all’alba

Continua la criminalizzazione del movimento e delle mobilitazioni a Torino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Revolutionary block e The Hague for Palestine: esperienze di lotta al fianco della resistenza palestinese in Olanda

Il 5 ottobre 300.000 persone sono scese in piazza ad Amsterdam alle parole d’ordine di “fermare il genocidio”.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Continuano le piazze per la Palestina e nella notte nuovo abbordaggio della Flottilla

Ieri, 7 ottobre, in particolare in due città italiane, Torino e Bologna, si sono tenuti appuntamenti per continuare la mobilitazione in solidarietà alla Palestina. Entrambe le piazze sono state vietate dalle rispettive questure in quanto considerate “inopportune”.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

‘Nessun paradiso senza Gaza’: intervista esclusiva di Palestine Chronicle al rivoluzionario libanese Georges Abdallah

Traduciamo da The Palestine Chronicole questa lucida e approfondita intervista del 13 agosto 2025, a Georges Abdallah.