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Palermo scende in piazza contro il femminicidio

Sono circa un’ottantina, infatti,  le donne rimaste vittime di omicidio dall’inizio dell’anno; uno scenario che ormai si ripete quasi quotidianamente ma che i media fanno passare come delitto passionale o come il raptus  di qualche fidanzato, che folle di gelosia, decide di farla pagare alla propria compagna. Un muro di silenzio, che i media mainstream, innalzano rendendosi complici di questa violenza tanto scellerata quanto ingiustificata, che no fa altro che offuscare e nascondere l’ampiezza del fenomeno. E’ del tutto incomprensibile che parole come amore, passione o romanticismo possano essere accostate dai media ad episodi di tale brutalità. Ecco che le cronache ci raccontano di Stefania, giovane studentessa uccisa nella provincia di Catania dal fidanzato che dopo un anno di molestie non accettava  il fatto che la ragazza si era ripresa in mano la propria vita e lo aveva lasciato, oppure della donna incinta di nove mesi di Trapani, bruciata dal marito perché non accettava il ruolo di subalternità cui il marito l’aveva relegata. 

Fatti di cronaca che i media rivestono di eccezionalità ma che invece ci raccontano di una realtà che le donne si trovano ad affrontare ogni giorno.Quelle stesse donne che oggi insieme a tante altre e a tanti altri hanno deciso di affrontare la difficile situazione  della violenza scendendo nelle piazze, spogliandosi una volta per tutte di quella veste ingombrante ed inappropriata che le vuole vittime e vittimiste allo stesse tempo. Quelle stesse donne che ieri hanno dimostrato dirifiutare quei  soliti stereotipi che le ingabbiano per intraprendere la via dell’emancipazione e della lotta.

 

 

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