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Verso l’11 novembre: SAVE SCHOOLS, NOT BANKS

Moltissimi gli interventi al megafono che parlavano di rifiuto di pagare il debito, ma soprattutto sottolineavano con determinazione di voler uscire da questa crisi dilagante attaccando in maniera diretta i fautori di questa situazione: banche e politicanti di palazzo.

Obiettivo della mobilitazione odierna è stata una filiale della banca Unicredit sulla quale è stato affisso lo striscione “SAVE SCHOOL, NOT BANKS”.

Con il presidio di oggi gli studenti medi hanno rilanciato un intensa agenda di appuntamenti per questo mese di novembre: la rabbia e la voglia di mettersi in gioco si fa sempre più forte, la consapevolezza di vivere uno stato di precarietà dentro e fuori dalla scuola fa ormai parte della nuova coscienza politica costruita giorno dopo giorno nelle lotte e nelle mobilitazioni.

La forte opposizione alla riforma Gelmini dell’anno scorso, si è trasformata in voglia di riappropriazione di tempi e spazi di vita; un salto qualitativo del movimento che trova le sue parole d’ordine nel rifiuto di pagare il debito.

La giornata di oggi è soltanto un trampolino di lancio per le lotte di quest’anno, dove gli studenti medi vorranno e sapranno essere ancora una volta protagonisti.

da Studaut.it

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