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Egitto: ‘stiamo tornando a piazza Tahrir’

Ad abbassare i toni, come c’era da aspettarsi, non sono serviti gli annunci di Tantawi che ha dichiarato la fine dello stato d’emergenza in vigore da decenni, salvo poi rettificare che il provvedimento non si applica sui casi di teppismo. Come hanno fatto notare numerosi militanti politici e attivisti per i diritti dell’uomo la rettifica conferma le modalità fin ora conosciute della gestione dell’ordine pubblico e della repressione che ad esempio durante le mobilitazioni di novembre e dicembre ha fatto largo uso di armi da fuoco e gas nervini per attaccare le manifestazioni. Per tentare di depotenziare la piazza lo Scaf ha anche ordinato la liberazione di alcuni militanti del movimento ma anche in questo caso la manovra dell’ultima ora non ha sortito nessun effetto visto che molti di loro non appena tornati a casa hanno pubblicato su youtube video di fuoco contro la giunta militare puntando il dito sulle ingiustizie sociali che ancora attanagliano l’egitto post-Mubarak.

Intanto a piazza Tahrir sono arrivati tutti i cortei che dalla periferia hanno portato in centro città la variegata composizione sociale e politica del movimento rivoluzionario egiziano. Sui palchi si susseguono gli interventi compresi quelli dei Fratelli Musulmani che con il resto delle formazioni islamiste più o meno radicali si sono conquistati i due terzi dei seggi del neo-eletto parlamento.

La giornata sembra essere appena iniziata e diverse voci parlano che queste ore di protesta e contestazione contro lo Scaf potrebbero essere solo i primi momenti di una ben più lunga ondata di movimento rivoluzionario.

 

Seguiranno aggiornamenti

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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