InfoAut
Immagine di copertina per il post

Gaza: è partita la terza Freedom Flotilla

E’ salpata ieri sera dal porto svedese di Goteborg Marianne, la nave che guiderà la terza Freedom Flotilla diretta a Gaza con l’obiettivo di rompere il blocco imposto da Israele 8 anni fa. Il peschereccio, acquistato da Ship to Gaza Svezia e Ship to Gaza Norvegia, percorrerà circa 5 mila miglia nautiche fermandosi man mano nei porti europei – quelli finora resi noti sono Helsingborg, Malmo e Copenhagen –  prima di giungere nella Striscia carica di attrezzature mediche e pannelli solari.

Questi ultimi, dono di ETC-El, serviranno a dare alla popolazione la possibilità di produrre energia in autonomia e a provare a far ripartire la Striscia di Gaza completamente distrutta dall’ultima operazione militare israeliana, “Margine Protettivo”, che nell’estate del 2014 ha ucciso oltre duemila persone e annientato la maggior parte delle infrastrutture della piccola enclave palestinese.

Il peschereccio svedese si unirà ad altre navi, che insieme formeranno la “Freedom Flotilla III”, e tenterà di sbarcare a Gaza con un’azione pacifica. A bordo, oltre all’equipaggio composto da 5 persone, ci saranno altri 8 attivisti a tratta: fino al prossimo porto ospiterà – tra gli altri – Maria Svensson, portavoce del partito F.I. (Feminist Initiativ), Mikael M Karlsson, presidente di Ship to Gaza Svezia; Henry Ascher, professore associato di Pediatria; il regista Lennart Berggren e Dror Feiler, musicista e portavoce di Ship to Gaza.

Tra i personaggi che dovrebbero far parte della Flotilla per ora è stato fatto solo il nome dell’ex presidente tunisino Moncef Marzouki, che annunciato la propria adesione all’iniziativa a conclusione dei lavori del Social Forum di Tunisi lo scorso marzo. Marzouki, che ha alle spalle un passato da attivista per i diritti umani, ha guidato la Tunisia dal 2011 al 2014, nel periodo di transizione che ha seguito le rivolte della primavera araba.

Si tratta della terza flotta che tenta di rompere il blocco imposto da Israele a Gaza dopo la vittoria di Hamas alle elezioni palestinesi del 2007: nel 2010 la prima Freedom Flotilla fu fermata dalla marina israeliana mentre navigava in acque internazionali. I militari aprirono il fuoco sulla nave Mavi Marvara, uccidendo nove attivisti, di cui otto cittadini turchi. Ne scaturì una rottura diplomatica tra Tel Aviv e Ankara. Nel 2011 una flotta era pronta a salpare dalla Grecia, ma le pressioni israeliane fecero in modo che Atene impedisse alle navi di partire.

da Nena News

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Freedom Flotillagazaisraelepalestina

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

CONTRO I SIGNORI DELLA GUERRA E PADRONI DELLA CITTÀ, BLOCCHIAMO TUTTO!

Oggi, nell’ambito dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base, come realtà autorganizzate del movimento milanese abbiamo deciso di bloccare l’ingresso principale della sede dirigenziale di ENI S. p. a. di San Donato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Linee gialle e zone verdi: la divisione di fatto di Gaza

Crescono i timori che il nuovo mosaico di zone diverse di Gaza, separate da una Linea Gialla, possa consolidarsi in una partizione permanente del territorio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Germania è in crisi e vaga nella nebbia

Le ultime notizie dal paese teutonico indicano che la sua crisi economica non si arresta ed entra ormai nel suo quarto anno.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bombardamenti israeliani contro il Libano: 5 morti, tra cui l’Alto comandante di Hezbollah, Haytham Ali Tabatabaei

Beirut-InfoPal. Il ministero della Salute Pubblica libanese ha diffuso il bilancio ufficiale dell’attacco israeliano senza precedenti contro un’area residenziale alla periferia sud di Beirut, domenica 23 novembre: cinque morti e 28 feriti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Verso il 28 novembre: i comitati sardi chiamano alla mobilitazione

Diffondiamo l’appello uscito dalla rete Pratobello24 che invita tutti i comitati che lottano contro la speculazione energetica a unirsi allo sciopero e alla mobilitazione del 28 novembre.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Non ci sarebbe mai stata una fase due, il cessate il fuoco era la strategia

Il cessate il fuoco, come i negoziati, sono diventati un altro campo di battaglia in cui Tel Aviv temporeggia e Washington ne scrive l’esito.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cile: le grandi possibilità del nazi Kast di essere presidente

Il primo turno delle elezioni presidenziali in Cile di ieri sono terminate in modo triste e prevedibile.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bologna: corteo “Show Israel Red Card” contro la partita della vergogna tra Virtus e Maccabi Tel Aviv

Ieri, venerdì 21 novembre, corteo a Bologna contro la partita della vergogna, quella di basket tra Virtus e Maccabi Tel Aviv prevista alle 20.30 al PalaDozza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Ecuador: il trionfo di un popolo che non rinuncia alla sua sovranità

Nel referendum del 16 novembre il popolo ecuadoriano ha detto NO

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Levante: il Giappone ai tempi del neogoverno nazionalista della Premier Sanae Takaichi

A livello internazionale, una delle prime mosse della Takaichi è stata aprire un profondo scontro diplomatico con Pechino

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Colpirne uno: Mohamed Shahin, il rischio deportazione e la repressione della solidarieta’ con il popolo palestinese

Un attacco che utilizza le procedure amministrative che regolano ingressi, deportazioni e centri di permanenza per il rimpatrio (CPR) per colpire e intimorire chi non gode del privilegio dei cosiddetti “giusti documenti”.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Giornata contro la violenza sulle donne: “boicottiamo guerra e patriarcato”. La diretta dalle manifestazioni

Oggi è la Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere. Una giornata che non ha visto grandi miglioramenti, a 26 anni dalla sua proclamazione, nel 1999, da parte dell’Onu. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Free Shahin! Appello alla mobilitazione

Apprendiamo con grande preoccupazione del mandato di rimpatrio emanato dal ministro Piantedosi su richiesta della deputata Montaruli nei confronti di Mohamed Shahin, compagno, amico e fratello.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: Mohamed Shahin libero subito!

Ripubblichiamo e diffondiamo il comunicato uscito dal coordinamento cittadino Torino per Gaza a seguito della notizia dell’arresto di Mohamed Shahin, imam di una delle moschee di Torino che ha partecipato alle mobilitazioni per la Palestina.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Il caso di Ahmad Salem, in carcere da 6 mesi per aver chiamato alla mobilitazione contro il genocidio

Ahmad Salem è un giovane palestinese di 24 anni, nato e cresciuto nel campo profughi palestinese al-Baddawi in Libano, arrivato in Italia in cerca di protezione internazionale e che dopo il suo arrivo, si è recato a Campobasso per presentare richiesta di asilo politico.