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Grecia: migliaia di contadini dicono no alla tassa sui terreni

Ieri diverse migliaia di contadini sono arrivati nella capitale greca per protestare contro il disegno di legge che prevede la tassazione delle proprietà terriere che superano i mille metri quadri. Molti bus sono arrivati da Creta e altre regioni della Grecia, i bus che arrivavano dal Peloponneso sono stati bloccati in via Stadiou dagli agenti, i quali hanno identificato i viaggiatori. I contadini hanno sfilato per le vie centrali con cartelli “No alla doppia tassazione” “Terra e libertà”, in seguito hanno allestito banchetti dove offrivano ai passanti frutta e verdura coltivate nei campi e altre leccornie . Allo stesso momento in parlamento si discuteva la legge, fortemente voluta dalla Troika, che prevede la tassazione delle proprietà terriere, senza tenere conto che gli agricoltori già pagano una tassa sugli introiti annui. Il settore agricolo, essenziale per l’economia greca, ha subito nel corso degli ultimi anni una recessione pari al 30%, mettendo sul lastrico molte famiglie, per le quali la coltivazione rappresenta anche il mezzo primario per la sussistenza. Inoltre, la legge proposta introduce una serie di facilitazioni per mettere all’asta cascine, fattorie e terreni coltivabili che appartengono a persone che non riescono a restituire i prestiti concessi dalle banche.
Dunque la legge proposta darà il coup de grace al settore agricolo, il quale versa già in condizioni disastrose. Per questi motivi i contadini sono scesi in piazza per difendere quel poco che rimane loro, tentando di raggiungere il parlamento, il quale obbedisce prontamente alla Troika, massacrando la popolazione con tasse e misure d’austerity. Una volta giunti in piazza Syntagma, completamente blindata dalla polizia, la tensione è salita e gli agenti hanno spintonato i manifestanti e lanciato gas lacrimogeno per allontanarli dalla piazza. Gli agricoltori hanno reagito lanciando arance contro gli schieramenti.
Negli ultimi anni, da quando la Grecia si trova sotto le cure dell’Unione Europea, Banca mondiale e FMI, un terzo della popolazione greca si trova sotto la soglia della povertà, alla quale si aggiungono gli immigrati senza lavoro e assistenza. Si tratta del sesto anno di recessione, sesto anno di disoccupazione, tasse che lievitano e gente che vede la propria vita distrutta a suon di continue misure d’austerity.

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