InfoAut
Immagine di copertina per il post

L’altro fronte di Erdogan, invaso il Kurdistan iracheno

||||

Non solo raid aerei, contro il Pkk inviati i soldati. Protesta Baghdad, Erbil in silenzio. Dal 1992 a oggi un’operazione dietro l’altra. Per nascondere le debolezze interne

Forze del Pkk in Iraq

di Chiara Cruciati 

Roma, 18 giugno 2020, Nena News Ad appena due giorni dal lancio della nuova operazione nel Kurdistan iracheno, ribattezzata Artiglio di Tigre, l’esercito turco ha invaso ieri il nord dell’Iraq. Da aerea l’operazione è diventata terrestre: dopo giorni di pesanti bombardamenti sulle montagne di Qandil, sulla yazidi Sinjar, sul campo profughi di Makhmour, ieri il ministero della Difesa di Ankara ha annunciato l’ingresso di truppe speciali ad Haftanin, territorio iracheno.

I soldati, aggiunge la nota che non ne specifica il numero, saranno supportati da caccia, elicotteri, artiglieria pesante e droni. Tutto in chiave anti-Pkk, il Partito curdo dei lavoratori che tra le montagne di Qandil ha trovato rifugio e base politica e militare. Una presenza che la Turchia non ha mai tollerato, sebbene la sovranità sia altrui.

Raid e incursioni si susseguono fin dall’autunno del 1992, quando fu lanciata l’operazione Iraq del Nord. E poi le operazioni Acciaio nel 1995, Martello e Albanel 1997, Sole nel 2008, Martire Yalçın nel 2015, Scudo del Tigri nel 2018 e Artiglio iniziata nel 2019 e terminata il 14 giugno di quest’anno per essere subito seguita dall’attuale.

Migliaia i combattenti curdi uccisi, ma tantissimi anche i civili, con le bombe cadute su campi profughi e villaggi nel silenzio complice del Governo regionale del Kurdistan che, da stretto alleato turco, da anni ormai attribuisce la colpa del conflitto al Pkk. Protesta invece Baghdad, l’esecutivo centrale iracheno, del tutto inascoltato. E protesta anche la Lega Araba che parla con il segretario Ahmed Aboul Gheit di violazione della sovranità. Anche stavolta il governo iracheno ha manifestato la sua contrarietà convocando l’ambasciatore turco, martedì, a 48 ore dai primi bombardamenti. Ancora nessuno stivale turco era entrato.

Ora sì, ci sono, a ricordare quanto tentato quattro anni fa: Ankara dispiegò centinaia di soldati a Bashiqa, nord est di Mosul ancora occupata dall’Isis, nel chiaro tentativo di dettarne il futuro. Una regione sunnita filo-turca, questo l’obiettivo del presidente Erdogan, all’epoca impegnato ad allargarsi in Medio Oriente via esercito (l’anno precedente, nel 2015, fu lanciata la prima operazione terrestre in Rojava, Kurdistan siriano).

Un allargamento che passa per la distruzione di ogni esperienza autonoma curda: il governo dell’Akp è impegnato da anni a descrivere il confederalismo democratico di Rojava come una malattia che potrebbe propagarsi al sud-est turco. Da cui invasioni e occupazioni.

Anche stavolta il ministero della Difesa si giustifica parlando «di crescenti tentativi di attacco» alle basi militari turche al confine da parte del Pkk e di altri gruppi terroristi non meglio identificati. Per fermarli, ha aggiunto il vice presidente dell’Akp Omer Celik, la Turchia ricorre a metodi «fondati sul diritto internazionale». In realtà viola la sovranità irachena oltre a colpire in modo indiscriminato anche dei civili.

Al momento, secondo l’esercito turco, caccia e F16 avrebbero colpito 150 posizioni del Pkk. Lo scopo è tagliare le vie di approvvigionamento usate dal Pkk tra Turchia, Iraq e Iran. Il Pkk risponde tramite l’Ap, che registra la voce dell’ufficiale Kawa Sheikhmous: «È un atto in contrasto con gli interessi del popolo. Il nostro messaggio è al governo iracheno: non dovrebbe tollerare questa interferenza». Non dovrebbe, ma è debolissimo. Schiacciato dal Covid, dalle proteste di piazza, dal susseguirsi di esecutivi uno più fragile dell’altro.

C’è anche chi, nella stampa araba, avanza l’ipotesi di un via libera dietro le quinte da parte dell’Iran. Di certo c’è l’ampliamento continuo di fronti di guerra da parte della Turchia, dalla Siria alla Libia all’Iraq. Erdogan opera attraverso quella che a inizio anno l’agenzia Anadolu definì «strategia dalle priorità multiple», una politica bellica con piedi nel terreno pressoché ovunque, con alleanze che variano a seconda delle esigenze.

Ma che invece che dimostrare forza, è sintomo di debolezza. Quella derivante da un quadro interno sempre più instabile, in piena crisi economica, lira svalutata e inflazione crescente, con una repressione che si fa sempre più brutale e pervasiva nel tentativo di arginare la lenta risalita delle opposizioni – le amministrative dello scorso anno ne sono state esempio – e screzi continui con i principali partner, gli Stati uniti e la Russia. Nena News

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

curdierdoganiraq

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Toscana non è zona di guerra: respinto un treno carico di mezzi militari ed esplosivi

Ieri pomeriggio tra Pisa, Livorno e Pontedera era previsto il transito di un treno carico di mezzi militari ed esplosivi diretti all’hub militare toscano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele ostacola la ripresa dell’istruzione a Gaza a causa del continuo Scolasticidio

Oltre il 90% delle scuole di Gaza è stato danneggiato e la stragrande maggioranza è ancora utilizzata come rifugio per gli sfollati.

Fonte: English version da Invictapalestina

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX RESISTE

CON LA STESSA RABBIA E IMMUTATO AMORE Era il 16 marzo 2003 quando Davide, Dax, Cesare è stato ucciso a coltellate da mani fasciste. Vent’anni fa, il 27 agosto 2006, Renato Biagetti viene assassinato sul litorale romano dalle stesse lame. Da allora le storie di Dax e Renato si sono intrecciate, da allora compagni e […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Continua la guerra americana ed israeliana in Medio Oriente: aggiornamenti su Libano e Iran

L’escalation a cui Israele e Stati Uniti sottopongono il Medio-Oriente dopo l’aggressione contro l’Iran continua a produrre effetti su scala regionale, e uno dei fronti più esposti è il Libano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Guerra in Iran: “coalizione Epstein”?

La complicità delle grandi banche nei confronti di Epstein è un fatto, lo scrive Lorenzo Tecleme in un articolo dal titolo Jeffrey Epstein, la banca che lo ha sostenuto e la banalità del male apparso su Valori.it e racconta degli interessi tra banche come JP Morgan e altre nel supportare i traffici illegali e violenti di Epstein.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Si riaccende il fronte tra Pakistan e Afghanistan

Tra il 26 febbraio e il 2 marzo sono avvenuti raid pakistani contro l’Afghanistan riaprendo il fronte tra i due Paesi, la guerra tra i due paesi è ancora in corso, e ancora non si hanno previsioni su una fine certa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Livorno: ancora mezzi militari imbarcati su navi dirette a Tangeri

Sei mezzi militari imbarcati su una nave porta-container della Hapag-Lloyd, la Kobe Express, direzione Tangeri (solito scalo utile ad aggirare la legge 185/90).

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Iran: terzo giorno di aggressione Usa-Israele. Da Cipro all’oceano indiano, un intero pezzo di mondo è in fiamme

Da Cipro all’Oceano Indiano; un intero quadrante del mondo gettato nel caos e in fiamme dopo l’aggressione militare Usa – Israele contro l’Iran, partita sabato 28 febbraio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stati Uniti e Israele stanno attaccando l’Iran, bombardamenti in corso su tutto il Paese. Teheran risponde al fuoco

Gli Stati Uniti e Israele stanno attaccando l’Iran. Dalle 7 del mattino locali di sabato 28 febbraio 2026 i due eserciti stanno bombardando la capitale iraniana Teheran in quello che definiscono un “attacco preventivo”, rispetto a cosa non si sa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Novara: Mappare, denunciare e organizzare la resistenza alle fabbriche di guerra

Sabato 28 febbraio alle ore 14 si svolgerà a Novara un convegno-assemblea dal titolo Mappare, denunciare e organizzare la resistenza alle fabbriche di guerra organizzato dalla Rete Antimilitarista piemontese e dai comitati locali. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“La resistenza ha fermato, per ora, i piani delle potenze capitaliste contro l’autogoverno in Rojava” Intervista ad Havin Guneser

Riprendiamo questa intervista a Havin Guneser, un punto di vista situato che offre uno sguardo sui molteplici aspetti che vanno analizzati in questa fase per comprendere la situazione in Rojava, svolta da Radio Onda d’Urto.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Siria: resistono i quartieri curdi di Aleppo all’attacco di Damasco. 140mila i civili in fuga

In Siria, le milizie salafite del governo di transizione continuano ad attaccare i quartieri autogovernati a maggioranza curda di Aleppo, ovvero Sheikh Maqsoud e Ashrefyie, con colpi d’artiglieria e tentativi di entrare con carri armati.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Anche con l’avvenuto scioglimento del Pkk, la fine del conflitto curdo-turco appare lontana

Nonostante il PKK si sia auto-dissolto con il XII Congresso, da parte di Ankara non si assiste a comportamenti speculari.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Turchia: l’arresto di Imamoglu scatena nuove proteste contro Erdogan

In Turchia sono scoppiate massicce proteste dopo che le autorità giudiziarie – all’interno di una vasta operazione contro centinaia di persone –  hanno arrestato Ekrem Imamoglu, il sindaco di Istanbul, pochi giorni prima che venisse scelto come candidato del partito di opposizione laico CHP alle presidenziali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Kurdistan: appello storico di Ocalan. “Tutti i gruppi devono deporre le armi e il PKK deve sciogliersi”

cL’atteso appello del leader e cofondatore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, Abdullah Ocalan, è stato diffuso oggi pomeriggio, giovedì 27 febbraio 2025, ma senza l’atteso video-messaggio, evidentemente bloccato da Ankara. A parlare quindi deputate-i del partito della sinistra curda e turca Dem che si sono recati recata sull’isola-carcere di Imrali, dove Ocalan è detenuto da 26 anni. […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’escalation di Erdogan contro il Rojava

La Turchia e le milizie islamiste filo-turche, in particolare l’Esercito nazionale siriano (SNA), stanno sfruttando lo spostamento di potere a Damasco per colpire le aree di autogoverno controllate dai curdi nella Siria settentrionale e orientale. Ankara giustifica queste azioni sostenendo che i gruppi che operano nella regione, in particolare le Unità di difesa popolare curde […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Siria: attacchi continui (ma respinti) dei turcojihadisti tra Manbij e la diga di Tishreen. L’aggiornamento con Jacopo Bindi dell’Accademia della Modernità Democratica

Nella Siria del Nord e dell’Est, dove da una dozzina d’anni è attiva l’esperienza rivoluzionaria dell’Amministrazione autonoma (Rojava), continuano gli attacchi incessanti contro le Forze democratiche siriane. Aerei da guerra turchi e droni dal cielo, oltre ai mercenari turcojihadisti via terra, colpiscono i fronti sud ed est di Manbij, per cercare di avanzare nella regione della […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele e Turchia premono sulla Siria del Sud-Ovest e del Nord-Est

In queste giornate di repentini cambiamenti vogliamo fare il punto con Eliana Riva, caporedattrice del giornale di informazione Pagine Esteri, rispetto a due elementi di particolare pressione sul territorio siriano, ossia Israele da un lato e la Turchia dall’altro.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Guerra globale, una sola egemonia da garantire

Ich kenne Schritte die sehr nützen und werde euch vor Fehltritt schützen Und wer nicht tanzen will am Schluss weiß noch nicht dass er tanzen muss Io conosco passi che sono molto utili  e che vi proteggeranno dai passi falsi  e chi alla fine non vuole ballare  non sa ancora che deve ballare (Amerika – […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Kurdistan: attacco ad Ankara, bombardamenti turchi, colloqui con Ocalan

Giovedì, dopo la notizia di un riuscito attacco della guerriglia (rivendicato venerdì mattina) curda del PKK contro la principale industria di ingegneria bellica turca ad Ankara, l’aviazione di Erdogan ha scatenato sanguinosi raid aerei sulla Siria del Nord e sul nord dell’Iraq, dove il PKK sta infliggendo dure perdite all’esercito turco.