InfoAut
Immagine di copertina per il post

Militari israeliani in “libera uscita” in Italia

Da pressenza di Stefano Bertoldi 28.5.25

Stress da genocidio? Se vuoi rilassarti vieni nel Bel Paese! Non è uno slogan pubblicitario di un mondo distopico, ma potremmo rappresentarcela così l’offerta, comprensiva di relax,  tour turistici alle bellezze naturalistiche e culturali delle Marche, di cui ha usufruito a fine 2024 un gruppo di giovani militari israeliani in “libera uscita”, ma pur sempre scortati e protetti dalla DIGOS per garantirne la massima riservatezza.

L’IDF, insomma, cerca varie strategie per mandare in decompressione i propri soldati alle prese con droni che valicano corridoi e scale e che per colpirne uno ne ammazzano altri dieci, venti o trenta, spesso bambini. In patria sono stimati in almeno 6.500 quelli sottoposti a percorsi di psicoterapia  ovvero in un breve periodo, tre volte tanto le terapie somministrate in tutto il 2022 (fonte: ministero israeliano ripresa in Italia dall’agenzia Nova). Il centro di riabilitazione psichiatrica del Ministero della Difesa di Israele assiste più di 64.000 soldati, tra cui 8.000 affetti da disturbi da stress post-traumatico. Per alcuni invece, l’anomalo pacchetto turistico è stato organizzato da un’agenzia marchigiana specializzata proprio in “itinerari ebraici marchigiani” che facendo tappa fissa tra Fermo e Porto S. Giorgio, ha poi raggiunto anche mete naturalistiche di grande pregio come la riviera del Conero o le grotte di Frasassi, entrambe a poca distanza una dall’altra.

Dalla nostra inchiesta giornalistica emergono diverse testimonianze dirette che raccontano di gruppi di giovani israeliani, con la kippah indosso, che hanno girato di recente le Marche apprezzandone i numerosi siti naturalistici e culturali, bellissimi e rilassanti, ma soprattutto un po’ più “defilati” rispetto a città d’arte come Roma o Firenze. A parte le guide che hanno aperto le porte di sinagoghe semisconosciute e altri luoghi di interesse ebraico, le altre persone che non indossavano la kippah erano appunto gli agenti della DIGOS. Questi turisti con particolari esigenze di riservatezza, “vengono presentati agli albergatori – ci ha rivelato la fonte presso una di queste agenzie specializzate – con nomi di fantasia e solo all’ultimo con quello reale, al momento della loro registrazione. Nei siti naturalistici e culturali – ha aggiunto – si può accedere in via riservata con visite a loro dedicate, in via del tutto esclusiva”. Più di una guida, incuriosita dagli insoliti gruppi con scorta al seguito, ci ha confermato la loro presenza nel fermano e il fatto che non fossero dei semplici cittadini israeliani, ma appunto, dei militari in libera uscita “defatigante”.

“Sono guida ambientale AIGAE” ci ha rivelato la nostra fonte “e lavoro da anni tra il Parco del Conero e quello dei Sibillini. A inizio dicembre 2024, mentre stavo a Sirolo sul Conero per lavoro, ho visto in paese un gruppo di giovani dai tratti mediorientali, alcuni dei quali indossavano la kippah. Con loro un uomo di età più matura. Erano accompagnati da un italiano mio conoscente. Incontrandolo ho chiesto chi fossero e mi ha risposto che erano dei militari israeliani che sotto la copertura di semplici turisti stranieri, trascorrevano un periodo di vacanza nelle Marche, dopo essere stati impiegati in servizi operativi a Gaza. Poi sarebbero tornati in servizio. Un periodo di decompressione dallo stress del combattimento. Durante la loro permanenza nelle Marche, venivano accompagnati in altre località naturalistiche e città d’arte della regione”.

La Regione Marche, dove ad Ancona e in altri centri minori, sono attive alcune delle più antiche comunità ebraiche italiane, con una legge regionale ha istituito del 2021, proprio l’”Itinerario Ebraico Marchigiano” che mette a sistema il patrimonio ebraico di 25 Comuni tra i quali Fermo, dove sembrerebbe abbiano fatto tappa fissa i giovani dell’IDF. I militi ebrei insomma, per superare i traumi dei massacri perpetrati pochi giorni prima contro donne e bambini palestinesi, si ritemprano, lontani da occhi e orecchie indiscrete, con le bellezze italiche di una regione che ha dato i natali a musicisti, pittori, scrittori e architetti del calibro di Rossini, Raffaello, Leopardi e Vanvitelli, solo per citarne alcuni. D’altra parte, l’Itinerario Ebraico Marchigiano rappresenta uno dei tanti tasselli di iniziative sparse finalizzate a riscoprire le radici comuni delle comunità giudaico-cristiane nel quadro di un dialogo interreligioso dove spicca, per iniziative di rilievo e organizzazione, il Cammino Internazionale Neocatecumenale, con sede proprio tra Porto S. Giorgio e Fermo.

Ma è invece in Galilea dove, sul Monte delle Beatitudini, vicino al lago di Tiberiade, viene ospitata la cosiddetta Domus Galilaee. Il Cammino Internazionale Neocatecumenale, esattamente dieci anni fa, si è reso protagonista dell’incontro forse più significativo della storia delle due religioni, cristiana ed ebraica: 120 rabbini provenienti da ogni parte del mondo si sono incontrati con laici e religiosi cristiani, tra i quali 20 vescovi e 7 cardinali. Il tentativo, più che lodevole, di avvicinare le due religioni prosegue tuttora anche con visite svolte presso la Domus Galilaee addirittura dell’esercito israeliano. “A scaglioni vengono a visitare il nostro centro” ci spiega il direttore, don Rino Rossi “incuriositi dalla struttura, ma soprattutto per conoscere la fede cristiana”. Una curiosità che deve aver contagiato anche un alto ufficiale dell’IDF, che visitando la Domus “ne è rimasto impressionato”.

Ciò che sorprende, però, vista la vicinanza tra questo centro di preghiera e i luoghi ad altissima intensità bellica, dove l’esercito insieme a coloni ebrei ultra-ortodossi sta spianando interi villaggi palestinesi in Cisgiordania, imprigionando decine di migliaia di persone attraverso l’abuso della cosiddetta detenzione amministrativa, è che la realtà del momento non traspare in nessun modo nelle parole dei responsabili del Cammino intervistati. Nemmeno le notizie di guerra in un periodo tragico come quello recentissimo, intorno ai giorni di Pasqua, hanno fatto sì che durante l’incontro che ha coinvolto nella Domus 250, tra vescovi e arcivescovi, provenienti dai cinque continenti, per un totale di 500 persone tra laici e religiosi da tutto il mondo, si facesse il minimo cenno a un dialogo interreligioso che comprendesse, in maniera sistematica e concreta, la terza più importante religione monoteista al mondo, quella mussulmana, ampiamente maggioritaria, proprio lì, in Medio Oriente: insomma un dialogo interreligioso a dir poco sbilanciato verso la sola riscoperta delle comuni radici culturali giudaico-cristiane, considerato che musulmani e i cristiani rappresentano, ognuna, una fetta di circa il 30% della popolazione mondiale, mentre l’ebraismo sfiora lo 0,2%.

Leggendo il sito web ufficiale della location neocatecumenale di Porto S. Giorgio, l’unico scossone emotivo degno di essere riportato nella newsletter è stata la morte di Bergoglio. Il cammino neocatecumenale, per quanto riguarda il dialogo interreligioso tra ebrei e cristiani, secondo le testimonianze rilasciate al telefono dai responsabili, è molto attivo in numerosi Paesi del mondo, tra i quali gli USA, dove si cita anche un memorabile concerto a New York offerto dalla comunità ebraica locale.  Per quanto riguarda invece un’eventuale accoglienza in Italia di ebrei organizzati in gruppi, tutte le fonti laiche e religiose intervistate si sono trincerate dietro un generico “no-comment”; anzi, di eventuali presenze sul territorio marchigiano di gruppi provenienti da Israele non se ne vuole proprio parlare.

Su un piano invece laico, accademico e strategico-militare, prosegue a gonfie vele l’impegno dell’Italia, in questo caso lontano dai riflettori mediatici, in sostegno attivo all’IDF. È di non molte settimane fa, infatti, la notizia riportata da “Il Manifesto”, dell’ennesimo carico di armi che il tribunale del riesame di Ravenna ha definitivamente bloccato in porto confermando la sentenza di sequestro di 14 tonnellate di componenti per un valore di 250 mila. La fornitura proveniva dalla Valforge di Lecco ed era destinata alla IMI System, principale produttore di armi e munizioni per l’esercito israeliano. Il tutto in violazione di quel che resta della legge 185 del 1990 e senza essere iscritta nell’infame registro nazionale degli esportatori di sistema d’armamento.

La spiaggia di Sirolo, una delle località marchigiane visitate dai soldati israeliani in “libera uscita” in Italia (Foto di Luca Boldrini, Wikimedia Commons)

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

coneroesercito israelianoMARCHEsirolo

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cuba: acqua, medicinali, carburante, energia elettrica. Il peso del bloqueo nella vita quotidiana.

A Cuba la crisi economica e sociale ha raggiunto livelli sempre più drammatici.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele dichiara guerra anche agli aquiloni di Gaza

Dopo aver distrutto scuole, ospedali e case, Israele trasforma anche il gioco dei bambini palestinesi in una «minaccia letale». Aquiloni di carta senza esplosivi vengono equiparati ai droni e diventano il nuovo pretesto per minacciare bombardamenti e sfollamenti nella Striscia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pisa: boeing militare del Kuwait transitato dall’areoporto Galilei, movimentato materiale bellico

Nella notte di lunedì 24 agosto velivoli militari provenienti dal Kuwait sono transitati dall’aeroporto Galilei di Pisa, come denunciato da attivisti e attiviste del Movimento No Base e altre realtà pisane.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cagliari, il Muro di Coscienza prende vita in aeroporto: “Le rotte con Israele passano anche da qui”

Si è formato questa mattina dalle 8.30 alle 12:00 il Muro di Coscienza all’aeroporto di Cagliari Elmas parte di una giornata coordinata attraverso Giovedì Bianco (giovedibianco.it) che ha coinvolto anche Verona e Milano questa mattina e che prosegue oggi pomeriggio e stasera a Roma Fiumicino e Venezia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Toscana sacrificata

Ripubblichiamo questo testo originariamente apparso su Scrivania Autogestita di Informazione che ha il pregio di tessere i fili di ciò che si sta verificando sulla regione Toscana, individuando le tendenze e gli interessi in campo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Dalla Vlora a Sazan: il programma della Global Sumud Flottilla a sostegno della Flaminio Revolution

Riceviamo e diffondiamo il comunicato stampa che annuncia l’imminente partenza di una nuova missione della Global Sumud Flottilla: verso l’Albania per sostenere la mobilitazione per la Palestina della Flaminio Revolution. Buon vento!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Il filo rosso della distruzione: da Colleferro a Domusnovas, le ragioni per la riconversione civile

La terra trema, un boato squarcia l’aria e una colonna di fumo si alza verso il cielo, lasciando dietro di sé una pioggia di detriti incandescenti. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cisgiordania: “In corso una vera e propria pulizia etnica incoraggiata dalle autorità israeliane”. Testimonianza da Qusra

In Cisgiordania è in atto un’enorme campagna di pulizia etnica portata avanti dai coloni israeliani nella totale impunità. Ad agire sono gruppi di giovanissimi che assomigliano sempre piu’ a delle vere e proprie squadracce fasciste.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Da Colleferro a Pisa, il campo minato dei territori di sacrificio

Pochi giorni fa abbiamo visto un’enorme esplosione coinvolgere una fabbrica di munizioni a Colleferro, la KNDS Ammo Italy, ex Simmel Difesa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La tigre di carta: il fallimento della macchina da guerra americana da mille miliardi di dollari

 Il popolo americano ha fatto enormi sacrifici per finanziare questa macchina da guerra obsoleta, troppo costosa e inefficace. Molti hanno pagato con la vita, con l’integrità fisica o con la salute. Tutti noi paghiamo il costo della bellicosità dei nostri leader e dello sperpero sconsiderato della nostra ricchezza nazionale, che ci lascia privi dei sistemi di supporto fondamentali che i nostri vicini negli altri paesi sviluppati danno per scontati, dall’assistenza sanitaria universale gratuita e un’istruzione pubblica di qualità a salari dignitosi e ferie retribuite.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La guerra che trasforma

Condividiamo il testo di presentazione del laboratorio politico a cura di Glomeda.org che si terrà sabato 6 giugno presso lo Spazio Autogestito Grizzly, Fano

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Aggiornamento Adalah riguardo ai membri della Flottiglia detenuti illegalmente da Israele

Numerosi partecipanti della flottiglia hanno denunciato maltrattamenti fisici, umiliazioni e trattamenti disumani durante e dopo l’intercettazione

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele attacca la Flotilla. In mattinata ancora diverse navi in marcia verso Gaza

Ieri sera sono iniziate le operazioni di abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte dell’esercito israeliano. Ad ora solo venti navi sono state intercettate, le altre sono ancora in navigazione verso le coste di Gaza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Strage di giornalisti a Gaza: Anas Al-Sharif e Mohammed Qreiqea assassinati da Israele

Questa notte i giornalisti Anas Al-Sharif e Mohammed Qreiqea sono stati assassinati da Israele in un attacco con drone che ha colpito una tenda di giornalisti davanti all’ospedale Al-Shifa nella città di Gaza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Haaretz: soldati israeliani sparano deliberatamente contro richiedenti aiuti disarmati vicino ai siti di distribuzione sostenuti dagli USA a Gaza

“È un campo di sterminio“, ha detto un soldato. “Dove ero di stanza, venivano uccise da una a cinque persone ogni giorno. Vengono trattate come una forza ostile”

Immagine di copertina per il post
Editoriali

L’invasione della Striscia di Gaza per continuare il genocidio e imporre il controllo biopolitico

Il piano di invasione della Striscia di Gaza annunciato da Benjamin Netanyahu aggiunge orrore ad orrore. Non ci sono sufficienti parole per descrivere quanto disgusto provochi il piano ideato e approvato dal Gabinetto di Guerra israeliano per l’invasione della Striscia di Gaza. Il piano prevede l’occupazione militare del 90% della striscia e rinchiudere l’intera popolazione […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Freedom Flotilla: dopo l’attacco israeliano, Malta impedisce i soccorsi

L’incredibile vicenda della nave Conscience della Freedom Flotilla colpita da un attacco di droni in acque internazionali nei pressi di Malta mentre tentava di raggiungere Gaza con un carico di aiuti umanitari è ancora una volta indicativa dell’ipocrisia che regna in Occidente sul genocidio dei palestinesi. Non solo il fatto è stato rapidamente archiviato dai […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Attacco di droni contro la Freedom Flotilla diretta a Gaza con aiuti umanitari

Nel cuore della notte tra giovedì 1 maggio e venerdì 2 maggio 2025, la nave della Freedom Flottilla Coalition per Gaza è stata colpita da un attacco di droni. La prua è stata colpita due volte. Le esplosioni hanno provocato un incendio e hanno aperto una breccia nello scafo. Colpito in particolare il generatore di […]