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Nuovo golpe militare in Africa: è la volta del Gabon. Gli affari di ENI & C.

Colpo di Stato militare in Gabon – Un gruppo di ufficiali annuncia di aver preso il potere – Deposto il presidente Ali Bongo

di Antonio Mazzeo, da Osservatorio Repressione

Un gruppo militari gabonesi ha annunciato con un comunicato stampa letto sul canale televisivo statale Gabon 24 l’annullamento delle elezioni e lo scioglimento di “tutte le istituzioni della Repubblica” del paese dell’Africa centrale. Il presidente Ali Bongo Ondimba, al potere da 14 anni, era stato rieletto qualche giorno fa per un terzo mandato con il 64,27% dei voti.

La presenza italiana più significativa in questo paese è rappresentata dal colosso energetico ENI: a partire del 2008 sono stati conclusi sei contratti di esplorazione e nell’estate 2014 è stata annunciata un’importante scoperta di gas e condensati a circa 13 chilometri di distanza dalla costa gabonese e a 50 chilometri dalla capitale Libreville. ENI, inoltre, vende in Gabon lubrificanti attraverso contratti di compravendita tramite le società DIESEL e ECIG.

Altre aziende di proprietà di gruppi economici italiani operano neli settori dello sfruttamento di legname, nella ristorazione, nelle costruzioni, nell’arredamento e nel turismo.

Nel novembre 2022 l’unità della Marina Militare “Comandante Borsini” in missione anti-pirateria nel Golfo di Guinea aveva fatto uno scalo in Gabon per testimoniare “la stretta amicizia e la collaborazione tra Roma e Libreville”, come riporta un comunicato dello Stato maggiore della Difesa.

In quell’occasione l’ambasciatore d’Italia in Gabon, Gabriele Di Muzio, aveva accompagnato il rappresentante del ministro della Difesa gabonese, generale Jude Ibrahim Rapontchombo, ed il vice capo di Stato maggiore della Marina gabonese, ammiraglio Roland Tombot Mayila, a visitare la nave da guerra italiana.

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