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‘Que se lixe a Troika!’:proteste anti-austerity in tutto il Portogallo

Il corteo più imponente è stato quello che ha attraversato Lisbona ma la protesta si è estesa anche a più di 40 altre città del Portogallo; si stima che in tutto il paese sia sceso in piazza più di un milione e mezzo di persone. Alcuni quotidiani locali riportano anche di manifestazioni e sit-in di solidarietà da parte di portoghesi residenti all’estero (in particolare a Boston e a Londra).

Si è trattato della più grande manifestazione degli ultimi anni, in continuità con la massiccia mobilitazione dei mesi autunnali che aveva costretto il governo a rivedere in parte i piani di austerity richiesti dalla Troika.

Il paese si trova al terzo anno consecutivo di recessione, con un tasso di disoccupazione altissimo, un debito pubblico destinato a crescere ancora almeno fino al 2014 e una situazione sociale sempre più esasperata dalle ricette di austerità imposte dall’Europa come strategia di uscita dalla crisi.

Una settimana fa i creditori internazionali si sono radunati per valutare il settimo piano di ‘salvataggio’ per il Portogallo: ancora una volta la strada obbligata che viene indicata al governo di Coelho è quella di spremere ulteriormente il paese con le parole d’ordine di sacrifici ed austerity.

Con i pesantissimi tagli già approvati e quelli in programma per i prossimi mesi per rispettare il volere di Fmi, Bce e Commissione europea, il governo in carica ha raggiunto un altissimo livello di impopolarità e per le strade di ieri, oltre agli slogan che invocavano le dimissioni di Coelho, sono risuonate anche alcune canzoni di protesta risalenti al movimento contro la dittatura fascista di Salazar.

Dopo l’imponente mobilitazione di ieri il governo si trova quindi una volta di più incalzato da una parte dalle imposizioni della Troika e dall’altra da una sempre più ampia opposizione da parte dei cittadini esasperati e determinati a far fare le valigie ad una classe politica completamente supina ai diktat dell’austerità.

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