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“Sabotaggio della pace”. Euskadi si mobilita contro l’arresto del leader dell’ETA, Josu Urrutikoetxea

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L’arresto di Josu Urrutikoetxea  ha provocato numerose reazioni in Euskal Herria, dove ieri sera si sono svolte le prime proteste contro la sua detenzione.

Euskal Herria Bai ha convocato manifestazioni a Maule, Donibane Garazi e Baiona. Sotto la prefettura di Lapurdi, il suo portavoce, Anita Lopepe, ha denunciato l’arresto e convogliato la sua solidarietà alla famiglia di Urrutikoetxea. Dopo aver ribadito l’impegno della formazione alla pace, ha invitato tutti a partecipare alla catena umana che con lo slogan “Orain presoak” si svolgerà l’8 giugno a Biarritz. Sortu ha anche organizzato dei raduni ieri sera nei villaggi, mentre sabato ci sarà un corteo a Ugao, la città natale di Urrutikoetxea. LAB ha esortato tutti a sostenere queste mobilitazioni “a favore della pace e della libertà”. Il sindacato nazionalista ha definito come una “vendetta” l’arresto del Urrutikoetxea, mentre il segretario generale della Sortu, Arkaitz Rodriguez ha detto che con l’arresto di una persona di riferimento nella ricerca della pace si afferma che mostrano di voler “ostacolare il processo di risoluzione e il cammino intrapreso dalla la società basca.”  Anche l’ex presidente del PSE Gesù Eguiguren, che ha incontrato Josu Urrutikoetxea sia nella fase alla Camera di Gasteiz, che e soprattutto come principale referente della delegazione negoziale del’ETA prima in Svizzera e poi in Norvegia, ha riconosciuto il veterano militante nazionalista come un “pezzo chiave “nel processo che ha portato alla fine dell’ETA, tanto che definito dai microfoni Euskadi Irratia, Urrutikoetxea come “un’eroe”‘. Vicent Bru, deputato della maggioranza di La République en Marche (LRMS) e membro della delegazione basca che mantiene un dialogo aperto con il Ministero della Giustizia francese ha evitato di entrare nalla discussione procedimento giudiziario, ma ha riconosciuto che l’arresto di Urrutikoetxea “arriva in un brutto momento”, quando, spiega, c’erano stati “segnali positivi” derivati da quel dialogo con Parigi. In ogni caso, si e’ augurato che l’arresto dell’ex leader dell’ETA non nuoccia “alla  questione dei prigionieri e al processo di pace”.

La capo delegazione basca, Anaiz Funosas, ha  ricordato, nel frattempo, che la registrazione con la dichiarazione finale di ETA è stato letta nel centro Henri Dunand di Ginevra e quel messaggio dalla voce di Urrutikoetxea, “ha permesso alla società basca di entrare in un nuovo contesto”. Sia Bake Bidea che Artisans of Peace hanno ribadito, attraverso un comunicato, il loro impegno per raggiungere una pace definitiva e costruire la stabile convivenza di cui Euskadi ha bisogno. Le organizzazioni hanno accusato “gli stati spagnolo e francese di non capire gli otto anni di lavoro svolto dalla società civile.” Le piattaforme hanno incoraggiato tutti i settori della società basca  di convergere alla grande manifestazione che si terrà invece il 7 giugno a Biarritz. Da parte sua, il coordinatore generale di EH Bildu, Arnaldo Otegi, è apparso davanti ai media per definire l’arresto di Josu come un tentativo di tornare al passato. “Non abbiamo intenzione di far compromettere questo percorso di pace”. L’Ibarretxe della Comunità autonoma basca, Iñigo Urkullu, ha espresso fiducia nell’arresto di Josu Urrutikoetxea e nel processo giudiziario “sviluppato nella normalità dei principi, procedure e garantisce lo stato di diritto” ha detto , mentre difende la risoluzione di “tutto ciò che è in attesa di chiarimenti, se commesso dall’ETA o da altre organizzazioni terroristiche o bande criminali”. Il lehendakari di Nafarroa, Uxue Barkos, ha rifiutato di commentare l’arresto.

 

da lesenfantsterribles.org

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