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Tunisia: assassinato Chokri Belaid del Fronte Popolare Tunisino

Lo scorso martedì Belaid rivolgendosi pubblicamente contro il leader di Ennadha e il ministro degli interni aveva denunciato “dei tentativi di smantellamento dello stato e la creazione di milizie per terrorizzare i cittadini, e trascinare il paese in una spirale di violenza tramite la Lega della Protezione della Rivoluzione”. Affermazioni pubbliche di verità che Belaid aveva coraggiosamente rivolto alle autorità accusando la sedicente organizzazione della “Lega della Protezione della Rivoluzione” di funzionare da ala paramilitare al servizio del progetto di islamizzazione violenta architettato dal partito islamista al governo e dalle fazioni salafite. Al lettore di Infoaut non saranno certo sfuggite le similitudini con l’omicidio Matteotti. L’augurio militante e solidale, è che la storia questa volta finisca radicalmente in altro modo, e che lo sciopero generale di domani sia il primo giorno di questa nostra storia.

 

Aggiornamento 16:30: “non abbiamo paura della morte!”, e Hamma Hammami, storico esponente della sinistra comunista tunisina e membro del Fronte Popolare Tunisino, lancia lo sciopero generale per domani di concerto ad altri partiti e associazione dell’opposizione al regime islamista. Pochi minuti fa l’Avenue Bourguiba, già teatro durante la mattinata di violenti scontri tra polizia  e manifestanti, si è riempita dei compagni e delle compagne di Belaid che accompagnavano la salma dentro un’ambulanza. Nei pressi del ministero degli interni la celere ha caricato il corteo funebre mirando il lancio di lacrimogeni sull’ambulanza [guarda il video della provocazione poliziesca]. Gli scontri tra manifestanti e polizia hanno ripreso coinvolgendo tutto il centro. 

Nel resto della Tunisia è collera: sia nelle città del centro che della costa moltissime sedi del partito Ennahdha sono state assaltate e incendiate dai manifestanti. A Sidi Bouzid è stata attaccata anche la centrale della polizia. Gli slogan che si stanno ripetendo nelle strade del paese magrebino fanno tornare l’eco delle insurrezioni del 2011. Intanto il presidente della repubblica Moncef Marzouki prova a balbettare condanne contro la violenza che non convincono nessuno. 

 

seguiranno aggiornamenti…

 

 

Questa mattina è stato assassinato con quattro colpi di pistola Chokri Belaid, leader del Partito dei Patrioti Democratici, e tra le figure di spicco del Fronte Popolare Tunisino (raggruppamento che unisce partiti e associazioni dell’estrema sinistra, e della sinistra di classe in Tunisia). Avvocato originario della regione di Sousa, ha dedicato la sua vita al fianco degli oppressi dai regimi, e degli ultimi della società. L’omicidio politico si iscrive in un clima ad altissima tensione che scuote la Tunisia da mesi e sul cui sfondo si muovo le strategie di normalizzazione neoliberista orchestrate da Obama e petrol-monarchie. L’instabilità della transizione si manifesta nelle contraddizioni interne alla maggioranza, guidata dal Partito Ennahdha, che sei mesi fa, durante il congresso del movimento, aveva annunciato la necessità di riorganizzare il governo. Le lacerazioni interne al partito islamista provocate dalle due correnti, una di governo e più pragmatica, l’altra decisamente ideologica e orientata a islamizzare il prima possibile la società tunisina, si sono approfondite di settimana in settimana. Da una parte le continue rivolte sociali che costellano ad intermittenza tutta la Tunisia, e dall’altra una “governance” compiacente delle fazioni salafite radicali, minoritarie ma compatte e determinate, stanno facendo emergere la fragilità della così detta transizione democratica a guida Ennahdha. L’omicidio politico di oggi, che ha visto i famigliari di Belaid accusare direttamente il governo ed Ennahdha, va letto sia come effetto dei giochi di potere interni alla maggioranza, che come strategia di attacco all’opposizione radicale tunisina. Da mesi Belaid riceveva minacce a causa del suo impegno politico e per essere una delle voci della verità e della giustizia sociale in Tunisia. Non aveva mai perso l’occasione per denunciare pubblicamente i misfatti e le ingiustizie degli islamisti al potere. Ed oggi è stato punito a morte. Non appena si è diffusa la notizia in moltissime città del paese si stanno susseguendo manifestazioni di protesta, tra la rabbia e la rivendicazione di quella giustizia per cui Chokri Belaid ha dato la vita. A Tunisi sotto il ministero degli interni nell’avenue Bourguiba si sono radunati tantissimi manifestanti che rilanciano gli slogan delle insurrezioni del 2011 e la polizia ha iniziato a caricare e a lanciare la crimogeni. In altre città diverse sedi del partito Ennadha sono state saccheggiate e date alle fiamme

 

Seguiranno aggiornamenti…

 

Per approfondire il quadro sociale e politico della Tunisia rimandiamo al nostro approfondimento “La crisi di Ennahdha e il ritorno alle miniere

 

Di seguito pubblichiamo il comunicato del Fronte Popolare Tunisino in Italia

 

 

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