InfoAut
Immagine di copertina per il post

Tunisia: proteste in tutto il paese contro austerità, l’esercito uccide a Tebourba

||||

A quasi 7 anni dallo scoppio delle rivolte che portarono alla destituzione dal basso del rais Ben Ali, tornano ad infiammarsi le piazze tunisine.

Sono le zone del centro e del sud del paese, le più povere e da sempre marginalizzate rispetto alle regioni costiere, ad essere protagoniste.

In particolare a Tebourba, circa 40 chilometri dalla capitale, e a Cité Zouhour (governatorato di Kasserine) ci sono stati violenti confronti tra manifestanti e forze dell’ordine, che hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i cortei.

A Tebourba un manifestante di 43 anni sarebbe stato ucciso dalla polizia, la quale afferma che invece sarebbe stata vittima di malore. Secondo alcuni tweet, il nome dell’uomo sarebbe Khomsi Ben Sadek Eliferni.

Diverse sono le persone ferite dopo l’intervento dell’esercito, che afferma di essere entrato in azione per fermare alcuni ragazzi intenti a dare alle fiamme un palazzo governativo.Miccia alle proteste sono stati gli aumenti dei prezzi e delle tasse di alcuni beni (carburante, autovetture, telefonia mobile) previsti dalla finanziaria entrata in vigore con il nuovo anno. Già domenica una manifestazione giovanile di protesta contro la Finanziaria, lanciata con lo slogan “Fech Nestanew” (traducibile con “Cosa stiamo aspettando?”) era stata repressa dalle forze dell’ordine di Tunisi.

I provvedimenti economici hanno esacerbato una situazione sociale di povertà e marginalizzazione che non si è purtroppo invertita in seguito ai fatti del 2011, riassorbiti in chiave repressiva e di law and order dai governi post-rivoluzionari.Mobilitazioni oltre che nelle regioni succitate sono in corso nelle zone di Thala, Kasserine, Sbeitla, Bouhajla, Oueslatia, Douz, Kebili, Gafsa, ma anche a Citè Ettadhamen (quartiere della capitale), unendo sia le aree ricche che quelle più povere del paese in un’ondata di proteste. Trecento persone sono scese in piazza a Sidi Bouzid, dove l’immolazione di Mohamed Bouazizi fu la scintilla che portò allo scoppio dei moti rivoluzionari di sette anni fa.

Il portavoce del Ministro degli Interni, in piena continuità con lo stile Ben Ali, ha parlato di bande di violenti in azione, cercando di negare ogni tipo di politicità alle iniziative ed elencando una serie di furti che sarebbero stati compiuti dai manifestanti per svilire le motivazioni delle proteste.Una scena già vista, in un paese tuttora fortemente segnato dalla rivoluzione del 2011 ma tornato ad essere ostaggio e pedina delle potenze globali.

Le richieste delle istituzioni internazionali come il FMI, in pieno stile neo-coloniale, stanno venendo accolte dal governo di Tunisi con potenti iniezioni di austerità nel paese. La repressione sistematica di ogni istanza sociale ha inoltre spalancato le porte al jihadismo, che sfrutta le debolezze dello Stato post-rivoluzionario e la debolezza dei confini con Algeria e Libia dove lo Stato Islamico ha ancora zone di radicamento importanti, e negli scorsi anni ha tentato di indebolire il settore turistico, fondamentale per il paese, con diversi attentati come quello del Bardo del 2015.

I giornali immediatamente cercano di sfruttare l’effetto domino, assimilando quanto successo in Tunisia con i fatti iraniani, al di là di ogni possibile analisi in profondità su contesti tanto diversi.

Le proteste in Tunisia infatti, sebbene segnate da una profonda difficoltà e da una forte disillusione dovuta ai fatti post-rivoluzionari, non si sono mai fermate. E nelle ultime settimane avevano già ripreso rilevanza in territori come quelli di Meknassi, Sidi Bouzid e Ben Guerdane, contraddistinti da una dilagante povertà e da un altissimo tasso di disoccupazione giovanile.

A testimonianza che l’esito delle rivolte del 2011 non è sufficiente, in Tunisia è ripresa la rivolta. Seguiranno aggiornamenti..

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

TEBOURBAtunisia

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Oltre un solo uomo: perché le guerre di Israele non finiranno con Netanyahu

Per rompere questo paradigma, i palestinesi devono generare una leva, una leva reale. Questa non può derivare da inutili negoziati o da appelli al Diritto Internazionale a lungo ignorato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Salpa la Flottilla da Augusta! Buon vento!

Ieri la partenza dal porto di Augusta oltre 60 imbarcazioni di nuovo verso Gaza. Riceviamo un video da parte di Simone del Gruppo Autonomo Portuali che ricorda l’attualità dei valori della resistenza e la necessità della lotta contro sionismo, colonialismo e imperialismo, in occasione del 25 aprile. Intanto le navi della flottilla sono partite per […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino, Vanchiglia, Festival Altri Mondi / Altri Modi: video del dibattito “Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenza”

Si è conclusa la prima settimana di Festival Altri Mondi / Altri Modi che riprenderà dal 28 Aprile al 3 Maggio con la programmazione. Pubblichiamo il video del dibattito che si è tenuto domenica 26 Aprile con Youssef Boussoumah e Brahim Baya. Un momento di riflessione attorno alla lettura della guerra imperialista, quali sono le […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Città in guerra: dalla distruzione sistematica dello spazio urbano alla sua occupazione militare

Dalla Sarajevo degli anni 90 fino a Gaza, la guerra attraversa le città e le trasforma. I conflitti contemporanei assumono una dimensione sempre più urbana, sia nei teatri di guerra aperta sia nei contesti apparentemente in “pace”. Da Radio Blackout L’operazione militare israeliana contro Gaza ha dimostrato che i bombardamenti e le demolizioni puntano alla sistematica distruzione degli […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Shannon, uomo arrestato per il C-130: danneggiato aereo militare USA

Le denunce di Mick Wallace sull’uso militare dello scalo irlandese si intrecciano con il danneggiamento di un aereo americano: un episodio che riporta al centro il ruolo controverso di Shannon tra guerre, deportazioni e diritti umani, mettendo in discussione la neutralità di Dublino. Da Les Enfantes Terribles Le parole di Mick Wallace riaprono una ferita […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina, colonizzazione armata e guerra permanente: uccisi ragazzi in Cisgiordania, Gaza spezzata dalla “linea gialla”

Coloni armati seminano morte nei villaggi palestinesi, aumentano violenze e sfollamenti in Cisgiordania. Nella Striscia Israele consolida l’occupazione del 53% del territorio trasformando la zona cuscinetto in frontiera militare stabile. Da Osservatorio Repressione La violenza contro i palestinesi prosegue senza tregua, tra l’espansione coloniale in Cisgiordania e la progressiva spartizione militare di Gaza. Nelle ultime […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: i primi passi di una fragile tregua

Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi politici e militari alla base del conflitto. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Una nuova partenza verso Gaza

Partirà a giorni la nuova missione per rompere l’assedio a Gaza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Livorno portuali bloccano il transito di una nave carica di armi USA. La polizia sgombera il presidio

All’alba di sabato 18 aprile i lavoratori del porto di Livorno hanno bloccato il transito di una nave che stava trasportando armamenti statunitensi verso la base militare Usa di Camp Derby. Non appena ricevuta l’informazione sul transito della nave cargo, il sindacato di base Usb, il Gruppo Autonomo Portuali e l’Ex Caserma Occupata di Livorno hanno organizzato il presidio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Per la Palestina e contro la guerra: appello dei palestinesi all’unità e alla convergenza sindacale.

Abbiamo colto con entusiasmo l’indizione di sciopero generale da parte di CUB, SGB, ADL Varese, SI COBAS e USI-CIT per il 29 Maggio 2026.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Culture

Terra e dignità

Si tratta di un documento bilingue, in arabo e francese, sul neocolonialismo in Tunisia per il pubblico tunisino e francese, ma anche di lingua araba e francese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tunisia, a Gabes respirare è diventato un atto di resistenza

Abbiamo tradotto questo articolo di inkyfada.media che racconta la vicenda di Gabes, un paese in Tunisia dove da mesi continuano proteste significative a causa di un polo chimico che mette a rischio la salute della popolazione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tunisia in rivolta: proteste e scioperi contro l’inquinamento dell’impianto chimico

Il 21 ottobre 2025, la città tunisina di Gabès è stata paralizzata da uno sciopero generale e da massicce proteste contro l’inquinamento causato dall’impianto chimico statale gestito dal gruppo Tunisian Chemical Group (CGT)

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global March to Gaza: migliaia di persone in marcia nel Convoglio Sumud dalla Tunisia e da molti altri Paesi del mondo

Di seguito il comunicato della Global March to Gaza che vede l’adesione e il ricongiungimento anche con il Convoglio Sumud partito dalla Tunisia lunedì 9 giugno e alcuni aggiornamenti e corrispondenze dalle carovane.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tunisia: la repressione si abbatte sul dissenso al governo

In Tunisia si stringono le maglie della repressione contro il dissenso interno. A termine di un’interrogatorio durato tutta la notte, all’alba di giovedì 20 aprile è stato convalidato l’arresto del leader storico del partito islamico tunisino Ennahdha, Rached Ghannouchi e all’opposizione del governo di Saied.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tunisia: proseguono le proteste contro le politiche del presidente e per avere verità per i morti di Zarzis

Nel mirino in particolare l’accordo con l’Fmi, che prevede fondi per tagliare il debito statale a fronte degli ennesimi sacrifici per le classi più popolari.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Guerra in Ucraina, crisi alimentare in Libano e Tunisia

Diversi paesi del Nordafrica importano materie prime, in particolar modo cereali, dall’Ucraina. Una situazione dovuta, in parte, alla scelta di puntare sulle monoculture, a scopo di esportazioni. La guerra in Ucraina, quindi, ha determinato una crisi alimentare in questa regione, l’aumento dei prezzi di beni di prima necessità che ha ulteriormente acuito le differenze sociali. […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tunisia: rimpasto istituzionale o colpo di Stato?

di Karim Metref da La Bottega del Barbieri La Tunisia, il più piccolo Paese del Nord Africa, attraversa un momento cruciale. La pandemia sta compiendo una vera e propria strage. La povertà spinge migliaia di giovani a tentare la fuga tramite le micidiali rotte del Mediterraneo centrale. Ci sono proteste e violenze per le strade. La […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

TUNISIA. PARLAMENTO DIMISSIONATO DAL PRESIDENTE SAIED. ESERCITO NELLE STRADE

Momenti di tensione stamani davanti all’ingresso del Parlamento, la cui sicurezza è affidata da questa notte all’esercito dopo che il presidente tunisino Kais Saied ha dimissionato il governo sospendendo il parlamento per 30 giorni, revocare l’immunità ai deputati e licenziare il premier Hichem Mechichi. Si sono formati due gruppi contrapposti, da un lato i sostenitori […]