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Il riesame conferma il sequestro del Muos

Una scelta giudiziaria che, ponendosi in continuità con quella emessa nell’aprile scorso, conferma nuovamente ragioni e legittimità del movimento No Muos; ma soprattutto la sua capacità di esercitare una pressione reale nei confronti di istituzioni politiche e magistratura. Vengono così al pettine tutte le contraddizioni: se da un lato la giustizia conferma la nocività dell’impianto, dall’altra i governi regionale e nazionale riservano ormai da tempo, fogli di via e divieti di dimora a chi legittimamente si oppone all’imposizione e alla devastazione del mostro americano sui nostri territori. La conferma dunque di quanto il movimento sia riuscito a radicare in questi anni una volontà d’opposizione in tutta l’isola, di larga opinione quando non effettiva, e quanto abbia avuto il merito di determinare, parzialmente, le decisioni prese sul territorio niscemese negli ultimi mesi.

A seguire il comunicato del Coordinamento regionale comitati No muos.

 

Nuova importante affermazione delle ragioni del Movimento No MUOS nell’ordinanza che respinge il ricorso avverso il sequestro dell’impianto disposto lo scorso primo aprile dal tribunale di Caltagirone.

Che l’impianto di guerra (ad uso esclusivo degli Stati Uniti) sia stato costruito abusivamente dalla US Navy trova ora una nuova conferma nella sentenza odierna che si pone in continuità con quanto già acclarato dal Tribunale Amministrativo Regionale, dal Consiglio di Giustizia Amministrativa e dalla Procura della Repubblica di Caltagirone.

Gli attivisti hanno sempre sostenuto il pericolo che il MUOS rappresenta e sono riusciti a dimostrarlo in tutte le sedi istituzionali, giudiziarie e politiche, sinora coinvolte. Come del resto hanno conquistato il consenso della grande generalità della pubblica opinione in Sicilia e nel resto del mondo. Una pubblica opinione che condivide per intero la costellazione di ragioni di chi si oppone al MUOS: perché pericoloso per la salute, perché abusivo e pericoloso per l’ambiente, perché è una minaccia bellica nei confronti della popolazione siciliana e italiana, perché mina la sovranità nazionale dell’Italia, perché, insieme con le 46 antenne esistenti nella stessa base NRTF di Niscemi, arreca disturbo a ogni dispositivo elettrico  o tecnologico, ivi comprese le apparecchiature elettromedicali e quelle degli aeromobili in transito sino a interferire con la sicurezza del traffico aereo civile e militare dei vicini aeroporti di Comiso, Catania e Sigonella.

Certo qualcuno dovrà raccontare – in un futuro che ci auguriamo quanto più prossimo possibile – la storiella di un governo locale, italiano e regionale, che ricorre con ogni mezzo e usando tutta la sua forza contro i cittadini che, invece, in ottemperanza a un mandato elettorale, dovrebbe rappresentare, difendere e tutelare.

 

 

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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