InfoAut
Immagine di copertina per il post

Sciopero globale per il clima : ora o mai più!

||||

Il 23 settembre in tutte le città del mondo si terrà lo sciopero per la giustizia climatica e sociale.

In Italia, in un momento in cui la priorità dei partiti è la campagna elettorale risuona ancora più forte la centralità delle rivendicazioni che i giovani e le giovani da anni portano in piazza. Siccità, scarsità energetica, devastazione ambientale, “catastrofi” naturali sono tutti temi a partire dai quali si vuole lottare, espressione di percorsi che oltrepassano di gran lunga le promesse mai mantenute della politica istituzionale. In particolare, è interessante sottolineare il filo rosso che chi si mobilita su queste questioni ha tracciato con la crisi sociale ed economica. Infatti, risulta evidente il nesso tra la lotta per la giustizia climatica e la giustizia sociale, tutta da costruire, volta a individuare i responsabili di queste crisi. Essi si trovano nelle aziende energetiche che speculano e mettono a profitto i loro utili, nelle amministrazioni che non si occupano della gestione e della messa in sicurezza dei territori, perchè il sistema che sfrutta l’ambiente è lo stesso che sfrutta i lavoratori e i giovani. Proprio a causa dell’alternanza scuola-lavoro, progetto targato PD messo in discussione da fortissime mobilitazioni durante lo scorso inverno, pochi giorni fa è morto un altro giovane, Giuliano. Anche per questi motivi quindi domani ragazzi e ragazze, studenti, attivisti, collettivi scenderanno in piazza per l’inizio di un autunno che si prospetta ricco di mobilitazioni.

Abbiamo ascoltato le parole di F4F Chieri, di XR Pinerolo e della Laboratoria Berta Caceres per capire come ci si è preparati a questa data nei differenti territori e quali temi saranno portati domani.

{mp3remote}https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2022/09/Sciopero-clima-23-sett-2022_09_22_2022.09.22-09.00.00-escopost.mp3{/mp3remote}

In seguito abbiamo approfondito un altro aspetto, più locale, sempre legato alla questione della vivibilità dei territori e alla possibilità di scegliere di chi li abita. Parliamo del Comitato Salviamo i Prati che, a Parella, ha portato avanti una battaglia negli scorsi mesi in merito alla difesa di un parco nel loro quartiere.

Ai nostri microfoni Maria ci racconta il percorso di lotta di questi mesi e il risultato ottenuto.

{mp3remote}https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2022/09/prati-parella-2022_09_22_2022.09.22-10.00.00-escopost.mp3{/mp3remote}

Da Radio Blackout

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

CRISI CLIMATICAFRIDAYFORFUTURETRANSIZIONE ECOLOGICA

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La COP 27 dalle mille e una contraddizioni

Il messaggio principale di questa Cop è che non c’è giustizia climatica senza giustizia sociale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Neocolonialismo nell’Amazzonia brasiliana: il caso del colonialismo del carbonio a Portel

Un nuovo studio illustra il caso di un’iniziativa nel comune di Portel, nello stato del Pará, nell’Amazzonia brasiliana, che indica quello che può essere definito “colonialismo del carbonio”.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Guerra e risorse energetiche. Perché l’Italia non ha bisogno di nuove infrastrutture nel settore del gas

Nei primi 6 mesi di quest’anno, secondo le stime del Ministero della Transizione ecologica – Dipartimento Energia – DGIS, l’Italia ha esportato più di un miliardo e ottocento milioni di metri cubi di metano; si tratta di un record assoluto…

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Torino: come continua la lotta EsseNon

Il comitato EsseNon, nato per difendere una delle poche aree verdi presenti nella zona e contestare l’ennesima svendita di terreni alla grande distribuzione, non si è fermato, ma continua nel suo percorso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

TAP: interdetta la pesca, l’ancoraggio e le immersioni presso la spiagga di San Foca

La Capitaneria di Porto ha emesso un’ordinanza in cui viene interdetta la spiaggia di San Foca. Ecco un altro esempio di come impatta sui territori l’intreccio tra devastazione ambientale e guerra.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il peso degli eserciti e delle spese militari sull’aggravarsi della crisi climatica

Il comparto militare è tra i principali responsabili a livello globale delle emissioni climalteranti ma non sta facendo nulla per ridurre il proprio impatto.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Contro il capitalismo del disastro

«La decrescita nella sfera materiale dell’economia è un dato. Il declino di energie e materiali, o la diminuzione delle raccolte che vengono colpite dal cambiamento climatico o i problemi dell’acqua sono fatti. Né il modello alimentare attuale, né quello dei trasporti, né quello energetico, né il consumo potranno essere sostenuti in un contesto di contrazione materiale. Subire contrazione materiale nell’ordine economico e politico attuale, senza trasformare i rapporti che esistono al suo interno, vuol dire mettere la politica nella zattera della Medusa, dove le uniche possibilità sono uccidere o morire.»

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il parco delle teste di cuoio. Reparti speciali a Coltano (Pisa)

Pisa si candida a divenire una delle capitali internazionali delle Teste di cuoio per la conduzione delle guerre sporche del XXI secolo.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La lotta a Sainte Soline contro il progetto di mega bacino idrico.

Lo scorso weekend si è tenuta una manifestazione importante a Sainte Soline, nel nord ovest della Francia, dove migliaia di persone messe in rete dal movimento Soulevement de la Terre si sono ritrovate per opporsi al progetto del mega bacino idrico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

5 Novembre: il Movimento No Base converge a Napoli e Roma

Riportiamo il comunicato del MOvimento NO Base né a Coltano né altrove sulle giornate di mobilitazione del 5 novembre a Roma e Napoli.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Francia: scommessa vinta per il movimento No Bassines: più di 7000 invadono il sito di Sainte-Soline!

A Sainte-Soline, nelle paludi di Poitevin, più di 7000 oppositori ai mega-bacini si sono riuniti sabato scorso prima di riuscire a entrare nel cantiere del più grande bacino in costruzione, nonostante i pesanti divieti e una presenza di polizia senza precedenti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Manifestazione di XR Torino: purtroppo momenti di sproporzionato uso della forza da parte delle forze dell’ordine

“Abbiamo deciso di bloccare l’ingresso del Consiglio Regionale del Piemonte, perché non è più possibile accettare che un governo regionale possa portare avanti politiche drammaticamente distanti da quello che la comunità scientifica chiede da anni, raccontandosi invece come il governo attento al lavoro e all’economia regionale”

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Europa alla canna del gas: disastri e profitti in tempo di guerra

Paradossalmente, dopo il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 (NS1 e NS2), questa possibilità non è più a portata di mano della stragrande maggioranza della popolazione europea la quale, ben lungi dal volersi suicidare, avrebbe voluto continuare a “succhiare” il gas russo (magari tappandosi il naso).

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il clima come arma

Qual è il nesso, davvero, tra cambiamenti climatici e sicurezza?

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

The Gangster Socialists of the Red State Beaches – La crisi climatica in riva al mare

Traduciamo questo interessante articolo di In These Times a firma Hamilton Nolan sugli effetti dei cambiamenti climatici nel mercato immobiliare degli stati costieri repubblicani USA. Una vicenda che riporta alla mente le lamentazioni di Briatore e Santanchè dopo la distruzione del Twiga di quest’estate.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il Movimento No BASE sostiene e partecipa allo sciopero generale a Piombino contro il rigassificatore

La base militare a Coltano e il rigassificatore di Piombino sono infatti figlie della stessa logica e della stessa narrazione manipolatoria: da un lato, la guerra viene sbandierata come motivo per legittimare queste grandi opere, dall’altro la logica emergenziale viene usata strumentalmente per erodere la partecipazione delle comunità e imporre procedure sempre meno trasparenti.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

RADURA || OTTAVA PUNTATA: “LUCE FU”. IL SISTEMA ENERGETICO ITALIANO

Ottava puntata. Andiamo ad affrontare il tema caldo del momento, ma come sempre con uno sguardo situato all’interno delle periferie e delle provincie del nostro paese. L’energia. Pensate a serie come Dark, film come Sindrome Cinese ed Erin Brockovich, cartoni come i Simpson: il copione è piuttosto consumato, cittadine di provincia che ruotano attorno ad […]