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Chiomontistan

Dopo varie indiscrezioni che circolavano nei giorni scorsi ora pare certo che il governo farà ricorso ai militari per il controllo del fortino de la Maddalena. Da domani saranno in 150 alpini del 3° btg Susa in ritorno da Kabul e di stanza a Pinerolo. Probabilmente avranno il compito nel tempo di sostituire le forze dell’ordine nella difesa di quello che ancora oggi non è un cantiere ma un vero e proprio fortino militare.
Parlare di militarizzazione allora oggi ha un senso diverso dei giorni scorsi perché se già lo stato aveva deciso di gestire militarmente la Torino Lione, oggi lo fa con i suoi soldati. Un’ottica di guerra dichiarata che si trasforma in una vera e propria occupazione militare di un territorio che non può essere tollerata.
La valle di Susa è ormai allergica alle occupazioni in divisa blu o mimetica, come a quelle del doppiopetto. I tifosi del Tav sono accontentati, finalmente contro un popolo in lotta possono schierare i professionisti della democrazia del mondo. Ma sicuri che servirà? Sicuri di mettere timore o pacificazione laddove il conflitto è pane quotidiano?
Già oggi l’occupazione de la Maddalena è un’operazione che ha dei costi superiori all’opera e l’ottica statuale consiste nel  costruire prima una caserma e poi a fianco, forse fare un cantiere per ricevere i tanto agognati  fondi europei. Oggi  l’occupazione conta 1.920 uomini delle FFOO divisi su 4 turni. Domani chissà?
Il movimento notav è un movimento serio, con un vivaio d’altri tempi e come in tutte le occupazioni militari, si cresce con il conflitto. Sicuri che bastino i vostri professionisti della guerra a sedare un sogno di libertà così forte?
In ogni conflitto le manovre regolari portano allo scontro, e quelle imprevedibili alla vittoria” (Sun Tzu, L’arte della guerra)
+’ militant

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