InfoAut

Morfologia dell’ “essere padano”

Il caso “Belsito”, tesoriere della Lega ed ex sottosegretario, chiude il cerchio intorno ad un partito, la Lega Nord, che negli ultimi anni era finito in inchieste e scandali giornalistici “poco rivendicabili”.

Le prime accuse di fuoco al partito sono uscite nel libro “Metastasi. Sangue, soldi e politica tra nord e sud.” Nel testo si ipotizza che il ministro Castelli, beneficiò volente o nolente, dei servigi del ‘ndrangheta dopo l’incontro con un boss avvenuto poco prima del boom elettorale. Da quel giorno Franco Coco Trovato, uno dei capi delle ‘ndrine milanesi e lecchesi, disse ai suoi: “Votate lega e fate buona pubblicità”.

Un mese fa è la volta di Davide Boni, vicepresidente del consiglio regionale lombardo, travolto da un’inchiesta per tangenti da 1.000.000 di euro per la realizzazione di alcuni centri commerciali.

Oggi invece è la volta di Belsito che, dopo essere stato scoperto ad investire soldi del partito in fondi speculativi in Tanzania, è accusato di aver girato soldi dei rimborsi elettorali direttamente alla famiglia del Senatùr, nonché di avere rapporti economici con con la ‘ndrangheta.

È interessante per capire la parabola leghista e comprendere l’essenza attuale del partito del Nord, andare a rileggere le origini del movimento, e capire che fine hanno fatto alcune questioni delle origini. La prima: il territorio e l “essere padano”. La seconda: la sintesi fra neoliberismo sfrenato ed etnocentrismo.

L’essere padano emerse con lo sconvolgimento all’interno del mondo del lavoro degli anni ’80 e con i nuovi confini simbolici degli stili di vita che si ridisegnarono in quegli anni e che diedero vita a nuove gerarchie e nuove forme di cooperazione sociale che fecero del territorio in un senso ampio una risorsa strategica. In un testo del 1993 su Vis a Vis, Primo Moroni scrive: “il posizionamento territoriale diventa fattore strategico della produzione ovvero essere padano significa anche avere la possibilità di produrre meglio.”

Questioni come la Tav ci mostrano come si è tradotta questa “possibilità di produrre meglio”. Ovvero, per dirlo in modo diretto: di fronte alla possibilità di far circolare finanziamenti nelle proprie reti economiche non importano né popolazioni, né territori, ma il cemento e la ‘ndranghera vanno benissimo a braccetto.

La Val di Susa, infatti, nonostante rientri nei confini territoriali della loro padania, e nonostante i classici slogan come “Padroni a casa nostra”, ci mostra come il partito della Lega Nord sia uno strumento per la costruzione di reti clientelari e il territorio sia diventato fattore strategico per la finanziarizzazione del capitale. L’essere padano del partito leghista attuale significa quindi possibilità di appartenere a queste reti e di fare profitti col territorio.

Con l’essere padano si chiude anche il cerchio intorno alla sintesi ipotizzata fra neoliberismo ed etnocentrismo. Gli anni dell’emergere del discorso leghista erano gli anni della fine delle ideologie, per cui il liberismo leghista era il prodotto della caduta dell’idea di trascendibilità del reale, e quindi di qualsiasi ipotesi di trasformazione del sistema capitalista. La sinergia nata in quegli anni fra etnocentrismo e capitalismo ci mostrava che erano due aspetti speculari in cui l’assolutizzazione comunitaria del primo serviva a compensare gli effetti di straniamento e le sfide all’identità generati dal secondo, secondo una logica che caratterizzava e caratterizza le tendenze del capitalismo: mondializzazione e messa a valore delle comunità”.

La crisi economica e le lotte hanno distrutto questa strada leghista. Ed anche qui la lotta NoTav diventa il paradigma per capire questa impossibilità di sintesi fra territorio, comunità e neoliberismo. Semplicemente perché quest’ultimo si nutre della distruzione dei precedenti.

E così, il partito razzista nato intorno all”idea conservatrice di territorio e contro la corruzione dei partiti, lo ritroviamo venti anni più tardi a guidare la distruzione delle sue montagne e popolazioni, e ad investire in Tanzania per soddisfare le spese del figlio del capo.

 

Redazione Infoaut

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Editorialidi redazioneTag correlati:

corruzionecrisilega nordnotav

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Midterm USA: come sta la seggiola di Trump?

A due anni dall’inizio del secondo mandato di Trump il tempo delle elezioni del Midterm è stato raggiunto in modo da rinnovare il Congresso intero e un terzo del Senato, come indicato dalla Costituzione statunitense.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Sciopero generale: l’Italia si blocca

Giornata di sciopero generale: numeri ancor più massicci delle prime manifestazioni dell’autunno scorso. Blocchi in tutta Italia e cortei da decine di migliaia di persone, dalle metropoli alle province.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Pisa: IL 30 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE – Insieme possiamo bloccare tutto

Lo sciopero generale del 30 ottobre, proclamato da USB e sostenuto da tanti sindacati di base, è l’occasione per reagire a una crisi che pesa ogni giorno sulle nostre vite.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Torino verso lo sciopero generale

Riprendiamo indizione della mobilitazione da parte dei coordinamenti cittadini di Torino per Gaza e Torino contro il riarmo in vista della mobilitazione dello sciopero del 30 ottobre. In allegato anche un registrato delle voci del 24 ottobre a cura di Radio Blackout.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Meloni fallisce: l’Italia vuole tutto

L’Italia si sta ribellando al carovita di guerra ed è ciò che i giornali e il governo non possono ignorare. Centinaia di migliaia di persone sono tornate a manifestare anche sabato 24 ottobre da nord a sud, mettendo evidentemente in crisi Meloni e la sua cricca.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Incendiato il Presidio di Borgone

Questa notte hanno dato fuoco al presidio di Borgone. E la prima cosa che sentiamo è la rabbia.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli espropri di Milano, i riot di Belfast, la guerra ibrida

L’impiego inflazionato del concetto di «guerra ibrida» nel dibattito pubblico impone una chiarificazione. Nella dottrina strategica e nella sociologia dei conflitti, la guerra ibrida (hybrid warfare) non indica qualsiasi turbolenza sociale che transiti per le reti digitali, bensì una precisa architettura offensiva e deliberata in cui un attore statale o para-statale  combina operazioni informative, guerra psicologica e manipolazione computazionale per destabilizzare un sistema bersaglio mantenendosi sotto la soglia dello scontro militare aperto.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il 30 ottobre scendiamo in piazza uniti!

Il 30 ottobre sarà sciopero generale. Sarà una grande occasione per tornare in piazza, in tanti e tante, in tutte le piazze d’Italia per far sentire la voce di questo grande movimento che sta nascendo contro la guerra e il carovita. Grazie all’Unione Sindacale di Base ci sarà la possibilità per molti di poter scioperare e non entrare a lavoro e a scuola.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Fermare i cantieri per fermare i costi

Secondo il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, le mobilitazioni contro il Tav costerebbero allo Stato oltre 200 milioni di euro ogni anno. Una cifra che, a suo dire, deriverebbe dai mesi di fermo dei cantieri, dai costi della sicurezza e da tutte le spese «a cascata» legate alle proteste.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Spagna chiama Italia: casa e finanziarizzazione

La lotta per il diritto alla casa negli ultimi trent’anni è sempre stata un’invarianza della rigidità che le classi subalterne hanno imposto al potere nella più generale tendenza neo liberista di attacco alle condizioni materiali di vita delle persone.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Italiani veri

Contro il carovita, contro il caro carburante e quindi anche contro la guerra. Piazze di molte città d’Italia in questo 17 ottobre si sono riempite in aperta opposizione al governo Meloni, causa della crisi sociale dilagante. Piazze piene anche oggi quindi, dopo una giornata di mobilitazione studentesca significativa per tutto il Paese.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

I giovani lo sanno.

Oltre 40 città si sono mobilitate nella giornata di sciopero studentesco di venerdì 16 ottobre. Il tema è chiaro: contro la guerra e contro chi vuole mandarci in guerra. Una guerra che si traduce in crisi sociale e impoverimento a tutti i livelli, la scuola è uno di questi.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Diecimila in marcia da Sant’Ambrogio ad Avigliana

Ci sono giornate in cui una valle intera decide di mostrarsi per quello che è.
Ieri è successo tra Sant’Ambrogio e Avigliana. Un numero enorme di persone ha percorso insieme la Valsusa, in una marcia popolare che ha attraversato i due paesi portando in strada una cosa che forse è ancora più importante del numero dei partecipanti: la capacità di una Valle di riconoscersi, ancora una volta, nella difesa del proprio territorio.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

E’ la bolla: quanta energia nelle mani dei padroni

Stiamo entrando mani e piedi in un sistema di capitalismo finanziario in cui l’energia è la principale merce di scambio.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Elezioni 27: i partiti di fronte alla guerra e le basi materiali del movimento 

Le elezioni del 2027 si avvicinano, nessuno sa ancora bene quando saranno, ma la macchina elettorale e la conseguente campagna martellante è già partita alla grande.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Giorgio è tornato a casa!

Giorgio era stato portato a scontare gli ultimi 40 giorni di condanna al carcere delle Vallette, dopo che il giudice di soverglianza gli aveva revocato le misure alternative per aver violato le prescrizioni impostegli: l’obbligo di dimora nel comune di Bussoleno – era stato fermato a San Giorio – e il divieto di comunicazione, avendo risposto ad alcune telefonate.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

UniTo: dentro l’università della guerra digitalizzata e lo human-washing. Accogliamo le sfide del presente.

L’anno accademico a Torino si apre con la decadenza di 19 clausole etiche in materia di dual-use e accordi bellici. Proviamo ad analizzare più da vicino cosa questo significa e di che processo si fa portavoce. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

La morte del lavoro

Oggi scrivere dell’omicidio sul lavoro di Andrea Moretti, operaio rocciatore, non è facile.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

No Tav: estate di mobilitazione in Val Susa, dal campeggio di lotta all’Alta Felicità

Sarà un’estate di mobilitazione del movimento No Tav in Val di Susa con una serie di appuntamenti che accompagneranno le prossime settimane. Si parte dal 17 al 19 luglio con il tradizionale Campeggio di lotta a Venaus, tre giorni di iniziative, dibattiti e momenti di presidio nei luoghi simbolo.

Immagine di copertina per il post
Culture

10 Anni di Festival Alta Felicità: costruiamoli insieme!

24- 25 E 26 LUGLIO: FESTIVAL ALTA FELICITA’ 2026 – 10 ANNI DI MUSICA, SOCIALITA’, CULTURA E RESISTENZA
Costruiamo insieme la decima edizione del Festival Alta Felicità!