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Non è tempo di cittadini

Alla fine ci siamo arrivati. Nella bocca del presidente della Repubblica l’anti-politica (ossia “l’essere-contro-i-politici”) diventa “malattia” poi addirittura “eversione”, sancendo infine lo stato di eccezione che a rigor di logica può ormai applicarsi a chiunque in questo paese.

Davanti a una sparata tanto grossa, Grillo spergiura di non essere altro che un cittadino “che paga le tasse e non ruba”, confondendo ancora una volta l’onestà con la legalità, chi ruba per campare e chi campa per rubare. D’altronde, che il Movimento Cinque Stelle non voglia far tassativamente altro che prendere voti ce l’ha ricordato pochi giorni fa Casaleggio. Nel giorno dello sciopero generale, il fondatore del M5S è arrivato a inveire contro i manifestanti no-expo, rei di essersela presa con le forze dell’ordine schierate a protezione del palazzo di una Regione che sta allegramente lucrando su quest’ennesima grande opera. Ma, purtroppo per Gianroberto e soci, al giorno d’oggi non c’è professione di fede democratica che tenga: niente spazio per la partecipazione civile nell’epoca Renzi.

Numerosi sono i commentatori che promettono che il premier sta uscendo indebolito da queste ultime settimane di “Matteo contro tutti”, senza capire che è proprio questo governare dall’opposizione che rappresenta la chiave di volta del progetto renziano. Il disegno di potere della controparte non è la rottamazione bensì l’abolizione pura e semplice di tutte le mediazioni politiche e delle conchiglie vuote che le simboleggiano: dal sindacato – percepito come più “casta” dello stesso Renzi – alle Regioni, per arrivare ovviamente al partito stesso.

Gli editorialisti – dal Corsera alla Stampa – che professavano fino a ieri la loro assoluta devozione al Fare, presi da vertigine, ora frenano e invocano vagamente il dialogo. La voglia di recuperare rapidamente una parvenza di cuscinetto sociale è rivelatrice della paura della classe dirigente verso una violenza impalpabile quanto certa e che cova ormai da troppo tempo. I (rari) momenti di contestazione di cui è vittima Renzi e i suoi ministri assumono quasi un aspetto catartico per chi è in alto. La sovraesposizione mediatica di cui sono oggetto è il riflesso di questa convinzione: qualsiasi immagine, dal sindacato agli “antagonisti dei centri sociali”, è più rassicurante dell’incomprimibile negativo all’opera. Non è tempo di cittadini questo.

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