InfoAut

Notav 4 – procura&lobby del tav 0

In una settimana il movimento notav ha messo a segno 4 successi che fanno bene al morale e al cammino della resistenza

Sabato scorso (10 maggio) oltre 20.000 “colpevoli di resistere” hanno manifestato a Torino in sostegno di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò e di tutti gli oltre mille notav denunciati in questi anni.

In una Torino blindata all’inverosimile il movimento notav ha fatto quello che di consueto fa, ovvero mantiene le promesse e porta avanti le proprie iniziative in completa autonomia.

Da un lato un fiume di gente orgogliosa della propria lotta e dei “propri ragazzi“, per nulla spaventata e determinata a proseguire con vigore la propria lotta ultra ventennale; dall’altro una prova di forza utile solo a garantire la sopravvivenza ad un potere sempre più zoppicante, con lo sfoggio di mezzi e uomini (e reti) funzionare ad isolare il corteo dalla città.

Così non è stato e proprio la partecipazione della citta di Torino ha segnato un passo importante in una nuova stagione notav.

Mercoledì 14 una conferenza stampa del movimento ha fatto ancora una volta luce su come avviene la comunicazione del sistema tav. Un documento dell’Unione Europea ha dimezzato dal 2013 il contributo per la Torino Lione ma nulla è trapelato in Italia. Questo per continuare l’opera distruttrice, di territorio e denaro pubblico, da parte di Ltf e della lobby del Tav. Sono molti gli aspetti emersi dal lavoro congiunto tra notav italiani e francesi,  tra cui il ritmo a rilento dello scavo, la consapevolezza del non rispetto dei tempi e le difficoltà burocratiche e amministrative dichiarate (!) nel proseguire il ruolino di marcia, cosa che la procura di Torino ha accollato ai 4 notav per rendere l’accusa di terrorismo nei ancora più concreta.

Ieri poi la giornata si era aperta con la notizia data a malincuore da parte dei fedeli scrivani del tav, che l’aggressione all’autista di uno dei due pm con l’elmetto Rinaudo, era falsa e inventata di sana pianta. Di fronte all’evidenza persino procura e giornali han dovuto ammettere la bufala, cosa che i notav avevano fatto due giorni dopo il fatto.

In questo modo, e in seguito alla pubblicazione del dossier sulle strane amicizie del pm Rinaudo, la credibilità dei pm elmettati scricchiola e diventa palese il gioco in campo tutto centrato nell’indebolire il movimento notav. Chissà quali altre bufale ( e i notav le hanno indicate da tempo) dovranno venire a galla!

In nottata poi la sentenza della Cassazione, che non convalida l’accusa di terrorismo nei confronti dei 4 notav, minando seriamente il teorema dei pm torinesi, che proprio su quello hanno imbastito arresti e processo.

Un macigno sulla testa e sulla credibilità delle due toghe che peserà non poco nella prima udienza del processo il prossimo 22 maggio

E’ la caparbietà del movimento notav ad avere la meglio, la sua abnegazione nell’accettare qualsiasi campo di battaglia; nel sapere superare le piccole sconfitte e lavorare su altrettante vittorie, con un progetto preciso però, quello di vincere questa battaglia.

Quattro a zero insomma e palla al centro

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Editorialidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate e deportate da Israele

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate lo scorso 22 ottobre dalle forze di occupazione israeliane a Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata, e successivamente espulse dal Paese. Le cinque si trovavano insieme ad altre sei persone internazionali in visita a una famiglia palestinese quando sono state fermate da coloni israeliani e successivamente […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Nosso Povo Tá Na Rua

La notte del ballottaggio tra Lula e Flávio Bolsonaro si conclude con una enorme manifestazione di gioia della classe lavoratrice brasiliana: l’avenida Paulista di São Paulo è piena da scoppiare di gente e di bandiere rosse; nelle favelas delle principali città del paese i fuochi d’artificio scoppiano insieme a colpi di armi da fuoco sparati in aria per festeggiare. La vittoria di Lula al secondo turno è data matematicamente per certa intorno alle 9 di sera, ora brasiliana, con oltre 4 milioni di voti di differenza rispetto al candidato dell’estrema destra e il capovolgimento del risultato del primo turno, tenutosi il 4 ottobre.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Continua l’accanimento nei confronti di Sara: da venerdì sera ai domiciliari

La Questura e la Procura di Torino hanno confezionato un aggravamento delle misure preventive nei confronti di Sara, giovane e generosa compagna del movimento torinese.

Immagine di copertina per il post
Formazione

“Soffia il vento dei ’20!” Torino, Campus Einaudi occupato

Pubblichiamo la piattaforma di rivendicazioni uscita dall’Assemblea di CPS – Culture, Politica e Società del campus Einaudi di Torino che da ieri è stato occupato a seguito di una partecipatissima assemblea generale universitaria

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Appello processo Sovrano: come criminalizzare il conflitto sociale. Richieste le condanne

Ripubblichiamo il resoconto di Notav.info sull’udienza di ieri del processo di appello che vorrebbe ribaltare la sentenza in primo grado per quanto riguarda l’accusa di associazione a delinquere per Askatasuna, Movimento No Tav e Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Testimonianze dalla piazza di Torino del 24 ottobre: violenze poliziesche

Sono state raccolte una serie di testimonianze video e foto rispetto alla violenza poliziesca attuata nei confronti del corteo contro il riarmo e il carovita tenutosi a Torino sabato 24 ottobre.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Movimento 24 ottobre: la generazione Z rompe i divieti e si prende le piazze

Italia-Città blindate, quasi 5mila identificati, 371 fermati di cui 110 minorenni, 9 persone arrestate, tensioni e scontri in diverse piazze al termine di manifestazioni pacifiche molto partecipate.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma: alcune riflessioni sul corteo di ieri contro carovita ed economia di guerra

Ieri mattina il clima a Roma era surreale per giorni non avevano fatto altro che militarizzare sempre di pro la città e cercare di dissuadere le persone dallo scendere in piazza.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino è contro riarmo, carovita e data center: più di 20 mila persone sfidano il Governo Meloni

In decine di migliaia ci siamo radunati in Piazza Castello, riempiendola fino a farla traboccare.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Meloni fallisce: l’Italia vuole tutto

L’Italia si sta ribellando al carovita di guerra ed è ciò che i giornali e il governo non possono ignorare. Centinaia di migliaia di persone sono tornate a manifestare anche sabato 24 ottobre da nord a sud, mettendo evidentemente in crisi Meloni e la sua cricca.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il 30 ottobre scendiamo in piazza uniti!

Il 30 ottobre sarà sciopero generale. Sarà una grande occasione per tornare in piazza, in tanti e tante, in tutte le piazze d’Italia per far sentire la voce di questo grande movimento che sta nascendo contro la guerra e il carovita. Grazie all’Unione Sindacale di Base ci sarà la possibilità per molti di poter scioperare e non entrare a lavoro e a scuola.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Italiani veri

Contro il carovita, contro il caro carburante e quindi anche contro la guerra. Piazze di molte città d’Italia in questo 17 ottobre si sono riempite in aperta opposizione al governo Meloni, causa della crisi sociale dilagante. Piazze piene anche oggi quindi, dopo una giornata di mobilitazione studentesca significativa per tutto il Paese.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

I giovani lo sanno.

Oltre 40 città si sono mobilitate nella giornata di sciopero studentesco di venerdì 16 ottobre. Il tema è chiaro: contro la guerra e contro chi vuole mandarci in guerra. Una guerra che si traduce in crisi sociale e impoverimento a tutti i livelli, la scuola è uno di questi.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

E’ la bolla: quanta energia nelle mani dei padroni

Stiamo entrando mani e piedi in un sistema di capitalismo finanziario in cui l’energia è la principale merce di scambio.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Elezioni 27: i partiti di fronte alla guerra e le basi materiali del movimento 

Le elezioni del 2027 si avvicinano, nessuno sa ancora bene quando saranno, ma la macchina elettorale e la conseguente campagna martellante è già partita alla grande.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

UniTo: dentro l’università della guerra digitalizzata e lo human-washing. Accogliamo le sfide del presente.

L’anno accademico a Torino si apre con la decadenza di 19 clausole etiche in materia di dual-use e accordi bellici. Proviamo ad analizzare più da vicino cosa questo significa e di che processo si fa portavoce. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

La morte del lavoro

Oggi scrivere dell’omicidio sul lavoro di Andrea Moretti, operaio rocciatore, non è facile.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

(E)lezioni tedesche

Chiamati alle urne gli abitanti del land della Sassonia-Anhalt hanno scelto: oltre il 44% dei voti è andato all’Alternative für Deutschland.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il governo cambia passo: prospettive di guerra in Europa?

Mykhailo Fedorov ex ministro ucraino alla Difesa, oggi tra i maggiori oppositori di Zelensky, annuncia il piano per una nuova impresa sostenuta da Peter Thiel in qualità di primo investitore, dopo essere stato nominato consigliere alla Difesa dal nostrano Crosetto.