InfoAut
Immagine di copertina per il post

TAV: un funerale a 5 stelle

||||

L’opposizione al TAV del Movimento 5 Stelle si conclude con una ridicola scenetta, una di memoria grottesca, da prima repubblica.

Un balletto in cui il premier Conte fa la parte, a seconda dei punti di vista, del cattivo e Giggino si presenta come quello buono, ma è proprio evidente la presa in giro e nessuno gli dà più credito. Il copione adesso dovrebbe procedere con un voto in parlamento dal risultato scontato che servirebbe a lavarsi la coscienza di fronte agli attivisti, ma il movimento NO TAV ha gia detto chiaramente che non si farà prendere per scemo con questa farsa. Il M5S si è suicidato molte volte da quando è al governo, ma questa volta è quella della pietra tombale. I profili facebook dei parlamentari grillini, il blog delle stelle esplodono della rabbia dei molti che avevano creduto che almeno un sussulto di dignità, un momento di alterità, di coerenza con i principi fondativi, sulla “madre di tutte le battaglie” ci sarebbe stato. A poco serve ricostruire la mutazione genetica che ha portato alla completa istituzionalizzazione i 5 stelle e ancora meno serve bearsi degli psicodrammi che si consumano e si consumeranno in chi finora aveva creduto che “almeno su questo”…

Una cosa è evidente a chiunque dopo questa resa, la compagine grillina in parlamento nonostante abbia la maggioranza relativa, non conta niente. Il 5 stelle non esiste più perché ormai il compito che assolve è quello del surrogato di bassa qualità dell’alleato leghista. Con questa conversione al SI ogni (immaginario) asse di contrapposizione ai poteri forti della “crescita” svanisce nella narrazione dei pentastellati e non si capisce dove sia a questo punto il confine che divide i grillini dagli altri. Di Maio forse pensa che la gente dimenticherà presto, che col passare del tempo questa battaglia territoriale passerà in secondo piano, ma non comprende e non comprenderà mai quanto la lotta NO TAV incarni da trent’anni un fronte, sì territoriale in senso geografico, ma generale nel senso dei contenuti che porta, di resistenza all’arroganza del potere e della devastazione ambientale. Il TAV non è semplicemente un treno, non è un fatto tecnico, ma di visione politica e scegliere dall’inizio di “tecnicizzare”, burocratizzare la questione è stato un grande errore. Non perchè i numeri non siano dalla nostra parte, ma piuttosto perchè se si estrae il NO TAV dalla sua opposizione al modello di sviluppo vigente, dalla sua critica radicale ai rapporti economici esistenti si perde tutta la sua potenza. Che i ministri grillini questo non l’avessero capito, o non volessero capirlo era chiaro. Non basta semplicemente aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, l’unica azione conseguente al NO TAV e alle lotte contro le grandi opere e la devastazione ambientale è opporsi senza tregua al partito del PIL. 

Dal nostro lato abbiamo assistito a molti funerali politici di forze istituzionali incoerenti che arrivate nella stanza dei bottoni hanno voltato le spalle al movimento NO TAV. Se questa è la progressiva fine della compagine pentastellata non lo è sicuramente dei movimenti che si oppongono alle grandi opere. Un altro compito ci attende nella fase che si delinea con un quadro istituzionale che vorrebbe disegnarsi funzionalmente come sovranisti contro europeisti, razzisti contro profughisti, ma che in realtà è portatore dello stesso sfruttamento, dello stesso impoverimento, della stessa devastazione e privatizzazione. Continuare a camminare con i NO TAV e con le altre lotte ambientali vuol dire oggi una battaglia ancora più dura e più profonda, ma ancora più generale nel contesto del cambiamento climatico. Vuol dire essere resistenza ancora una volta, resistenza al dilagare leghista nel punto in cui fa più male all’avversario: i territori, l’economia, la distribuzione delle risorse. Se una piccola valle in Piemonte per trent’anni con esercizio di coerenza è stata in grado far tremare industriali e governi un motivo ci sarà. Da questa ricchezza bisogna partire per costruire l’unica opposizione credibile in questo paese, senza scorciatoie istituzionali, senza ideologismi sterili, ma con la forza dei popoli in rivolta.

Abbiamo di fronte a noi nei prossimi giorni date importanti per segnare la differenza tra una ginnastica d’obbedienza e una pratica di coerenza, in alto i cuori, la lotta non si ferma.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Editorialidi redazioneTag correlati:

alta velocitàALTAFELICITAGOVERNO GIALLOVERDEnotavval susa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Apocalisse imperiale?

Dopo l’estrema minaccia che ha fatto pensare a un attacco nucleare Trump si ritira. Il passo indietro del presidente americano è di portata storica: un colpo per la credibilità dell’american dream. Da vedere quanto durerà. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Giovani Contro

Oggi la politica istituzionale in toto inizia ad avere un timore, ossia quello di vedere nei “giovani” un settore capace di organizzarsi, incidere e non avere alcuna fiducia nei confronti della delega e della politica dei partiti.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Autonomia energetica, sicurezza energetica: tutte favole

In questi giorni Meloni è volata in Algeria per definire nuovi accordi nuovi con Tebboune per aumentare l’importazione di gas dopo lo stop di gnl dal Qatar.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Tutti a casa!

Un voto contro il sistema e la guerra.
Ciò che abbiamo pronosticato qualche giorno fa alla fine si è avverato, stra-vince il No al referendum costituzionale e il Governo prende la più grossa batosta, in termini di consenso, di tutta la sua legislatura.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Quindi no!?!

La campagna referendaria sta giungendo al termine e lo scenario che si profila per il governo è più che incerto.
L’ennesima grossa magagna si interpone al cammino governativo che, fino alle mobilitazioni di settembre ottobre 2025, appariva privo di inciampi.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Guerra all’Iran: da un certo punto in là non c’è più ritorno

Ad oggi è possibile sostenere che gli USA non si aspettassero una durata della guerra di questo tipo. Nessun segno di de-escalation: gli attacchi aerei contro l’Iran si intensificano nella seconda settimana di guerra. I bombardamenti su Teheran sono indiscriminati, ospedali, scuole, civili, depositi di petrolio nel centro della città.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

L’Ordine imperiale e la Resistenza

Quello che inizialmente sembrava voler essere una sorta di guerra lampo, come successo in Venezuela, si sta trasformando in un conflitto che durerà nel tempo, scompaginando i piani iniziali.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

“Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune”

Si è da poco conclusa la due giorni di discussione “Per realizzare un sogno comune” del 21 e 22 febbraio a Livorno. Ore dense di scambio, di condivisione, di domande comuni in cui decine di realtà di lotta, centinaia di persone da tutta Italia e le isole, hanno provato a fare i primi passi per camminare insieme.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Ritratto di famiglia:Trump, Epstein e la Silicon Valley. Tra controllo dei corpi e nuovo ordine tecnologico

Trump pochi giorni fa al Congresso ha snocciolato una serie di orpelli discorsivi per dimostrare che tutto sta procedendo per “Rendere l’America Ancora Grande”.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Inizia la guerra totale in Medioriente? (in aggiornamento)

Questa mattina l’Iran è stato svegliato da un nuovo attacco congiunto di Israele e Stati Uniti. Numerose le città colpite e soprattutto, a finire sotto il fuoco dei missili sono state le strutture governative e dell’esercito. Non è ancora chiaro il volume distruttivo messo in atto e quanti membri dell’apparato iraniano ne abbiano pagato le conseguenze.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Vento, smarino e camion: la tempesta perfetta

In questi giorni il vento ha soffiato di nuovo forte sulla Valsusa. Raffiche che attraversano i paesi, sollevano polveri, entrano nelle case. È un fenomeno naturale, certo. Ma basta guardare a ciò che accadrà nei prossimi anni per capire che quel vento non sarà più lo stesso.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Non a caso Thelma Tank – Alice libera subito

È arrivata la sentenza definitiva per Alice: 12 mesi di arresti domiciliari senza possibilità di messa in prova per i fatti dell’8 dicembre 2017.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Torino-Lione, Delmastro: No Tav come la Mafia.

Ai prossimi politicanti di passaggio: continuate pure a parlare e ad accusare, ma fate attenzione, perché poi tutto torna indietro.
Voi passate. Vi bruciate, vi riciclate, sparite. Il movimento No Tav dovrete per sempre metterlo in conto.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Tratta Avigliana-Orbassano. Il “Comitato di supporto” e il gioco delle tre carte: interramento, illusioni e rimozioni

Mercoledì 18 marzo in Regione Piemonte è partito il “Comitato di supporto” per la tratta nazionale Avigliana-Orbassano.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Herrenknecht: dalla Germania alla Val di Susa, passando per l’occupazione israeliana

L’11 marzo 2026, nello stabilimento Herrenknecht in Germania, è stata “consegnata” la prima delle due gigantesche talpe destinate al lato italiano del tunnel di base del Moncenisio.

Da Notav.info

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Val Susa: accanimento contro Giorgio Rossetto, prolungata la detenzione a un giorno dalla fine della pena.Intervista a Nicoletta Dosio

E’ una persecuzione che ormai dura da tempo, che dura da anni, nei confronti di Giorgio ma anche nei confronti di tutto il Movimento No Tav”

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La réclame, ancor prima della talpa

Prosegue la narrazione sensazionalistica sull’avanzamento della Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’Autorità di Regolazione di Trasporti obbliga RFI all’apertura verso il concorrente francese

Mentre sullo sfondo resta il vero protagonista dell’intera vicenda – la Torino-Lione – con i suoi cantieri che continuano a incidere pesantemente sull’assetto del territorio, ancora una volta il nodo ferroviario torinese si trasforma in terreno di scontro tra grandi gruppi industriali.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Il PM Padalino, il finanziere magnaccia e le fatture

Ieri abbiamo visto una vecchia conoscenza del movimento No Tav, il Pm Padalino, andare in televisione a piangere miseria per fine della sua infausta carriera, da PM anti-notav al trasferimento di forza come giudice civile all’Aquila.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: rinviata al 17 febbraio la decisione sul carcere per Giorgio Rossetto. Ma tornerà “libero” con sorveglianza speciale

La giudice del Tribunale di sorveglianza di Torino questa mattina ha rinviato alla prossima camera di consiglio, fissata per il 17 febbraio, la decisione sulla richiesta della procura torinese di revocare gli arresti domiciliari e predisporre il trasferimento in carcere di Giorgio Rossetto, storico militante antagonista torinese, per l’intervista a Radio Onda d’Urto rilasciata poche ore dopo lo sgombero del CSO Askatasuna il 18 dicembre scorso.