Bergamo. La manifestazione studentesca boccia Profumo
L’avevano annunciato con anticipo e non sono mancati all’impegno preso. Oggi, nel contesto della giornata di mobilitazione studentesca nazionale, le scuole della provincia hanno risposto all’appello del neonato Coordinamento dei Collettivi e degli Studenti, dando vita ad una manifestazione decisamente partecipata: quattrocento persone s
Già a metà settembre gli studenti e le studentesse si erano incontrati in una partecipata assemblea pubblica in cui la riforma Profumo e le politiche di austerity erano state oggetto di approfondimento critico. Quello che rappresenta il dato politico più interessante della mobilitazione di oggi era emerso fin da allora: una volontà di prendere parola, di produrre contenuto, di tradurre in un percorso di lotta un disagio che appare palpabile e viene formulato sempre in maniera concreta. La manifestazione di oggi è stata innanzitutto l’espressione di questa esigenza, e la cadenza continua di interventi dal carro, la maggior parte del tutto spontanei e non solo in lingua italiana, ne da conferma. Un’esigenza di confronto e scambio che ha faticato a spegnersi anche a manifestazione conclusa, quando circa 250 studenti e studentesse si sono seduti in assemblea perché quella di stamattina costituisca soltanto la prima tappa del percorso. Gli studenti e le studentesse non hanno parlato quasi mai della crisi in modo astratto, ma sempre riferendosi alla propria condizione soggettiva, denunciando lo stato di salute dell’istruzione pubblica: scuole fatiscenti, aule sovraffollate, infrastrutture obsolete e per questo pericolose, pressione degli interessi privati e precarizzazione della professione di insegnante, che inevitabilmente penalizza la qualità della formazione. Una chiarezza vertenziale che non è passata inosservata: chi conosce bene la realtà bergamasca sarà rimasto senz’altro sorpreso nell’osservare le non poche persone che, a più riprese, hanno applaudito il passaggio della manifestazione. Chissà che l’entusiasmo di questa mattina non diventi contagioso.
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