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Torino: gli studenti bloccano la commissione sulle borse di studio

Un bando proposto in fretta e furia scavalcando qualsiasi consultazione con gli studenti, che solo ieri sera ne sono venuti a conoscenza e si sono in breve organizzati per portare la propria voce alla commissione regionale.

Il bando stabilisce infatti un’ulteriore stretta nell’accesso al diritto allo studio (già ampiamente calpestato negli ultimi anni dal succedersi dei tagli portati avanti sotto la guida leghista della regione Piemonte) perché i criteri resi noti nella giornata di ieri introdurrebbero un innalzamento spropositato della media dei voti come vincolo per l’accesso alla borsa (per alcuni corsi di laurea si richiede una media del 29!).

Ancora una volta la strategia della giunta regionale e dell’ente per il diritto allo studio è quella di nascondersi dietro a un dito, il mantra della meritocrazia, per mascherare il taglio selvaggio dei fondi destinati al diritto allo studio e rendere di fatto impossibile l’ottenimento della borsa. Un diritto allo studio che si fa sempre meno diritto e sempre più un premio da ottenere in una guerra al più meritevole guidata dall’ossesione dell’ottenimento di una media alta.

Gli studenti hanno chiesto a gran voce di poter accedere alla seduta del consiglio e rifiutare che una scelta del genere venisse approvata sulle loro teste senza consultare il soggetto che ne risulterebbe colpito: una volta di più la riposta ottenuta è stata quella degli spintoni e degli scudi della polizia schierata all’ingresso del palazzo ma una delegazione è riuscita infine ad accedere alla commissione e, grazie al supporto che veniva dal presidio all’esterno, la mattinata si è chiusa con il rinvio dell’approvazione a lunedì mattina.

Emblematica è stata la comparsa, durante il presidio, dell’assessore alla cultura e alle politiche giovanili, Michele Coppola, che incalzato dalla richiesta di spiegazioni che si levava dagli studenti ha dimostrato chiaramente di non sapere nemmeno di cosa si stesse discutendo quella mattina in consiglio (affermando che il diritto allo studio non fosse di sua competenza…), collezionando una magra figura dal quale ha dovuto allontanarsi a gambe levate al grido di ‘Buffone’ e sommerso dai fischi.

Il rinvio ottenuto questa mattina è stato un risultato parziale ma importante dopo il quale gli studenti si sono mossi in corteo selvaggio fino alla sede dell’università, rilanciando su un’assemblea pubblica per la giornata di domani in cui decidere come proseguire la battaglia e per un nuovo presidio lunedì mattina in occasione della seduta del consiglio.

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