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Torino: nuovi blocchi degli studenti. 10 fermi portati in questura

Continuano le manifestazioni studentesche nate a Torino sull’onda del 9 dicembre: oggi è stata la terza giornata in cui migliaia di studenti e studentesse sono scesi in piazza, determinati a portare la protesta avanti.

Stamattina l’appuntamento è stato lanciato per le 9 a Porta Susa, da lì circa mila studenti si sono mossi verso piazza Castello. Lungo il percorso si sono aggregate tante altre scuole, raggiungendo il numero di circa 3 mila studenti. Il corteo, arrivato in piazza Castello, ha presidiato per un po’ di tempo la Regione, in seguito si è spostato sotto il Comune di Torino: sotto entrambi i palazzi, individuati come roccaforte della controparte, sono stati intonati cori contro i politici. Tappa successiva è stata piazza Solferino, dove i giovani hanno bloccato il traffico e da lì sono tornati verso Porta Susa per poi arrivare al Rondò della Forca, attuando un nuovo blocco del traffico.
Dopo una mezz’oretta, il corteo si è spostato in piazza Statuto all’angolo con corso Inghilterra per proseguire con la pratica dei blocchi. Gli agenti, i quali hanno corso per tutta la città tentando di star dietro al corteo, prima hanno provato a fermare il corteo e in seguito hanno dovuto chiamare i rinforzi: due cordoni ausiliari hanno diviso gli studenti e le studentesse in due. Gli studenti rimasti in mezzo ai cordoni, sono stati spintonati e schiacciati sempre di più dagli agenti. I ragazzi hanno intonato diversi cori per esigere il rilascio dei compagni bloccati e il ricongiungimento del corteo. Poco dopo, senza alcun motivo, gli agenti hanno iniziato a fare una meticolosa selezione tra gli studenti bloccati, scegliendo alcuni studenti del Kollettivo Studenti Autorganizzati, della Verdi15 e del Collettivo Autonomo Universitario. Dunque, a discapito di quel che riportano i giornali, i quali gridano agli infiltrati dei centri sociali, si tratta di studenti universitari e medi. L’isteria degli agenti è un chiaro segnale di come gli studenti, che da sempre vivono la piazza per portare avanti in maniera determinata le proprie lotte e rivendicazioni, facciano paura perché sono capaci di intercettare una vasta componente studentesca, la quale vive gli stessi disagi ed è pronta a riprendersi ciò che le spetta. Del resto, la digos torinese ha parecchio faticato in questi giorni a governare una piazza non prevedibile, ossessionata dal non far entrare in contatto compagn* degli studenti medi e dell’università con le scuole della periferia.

Il corteo non si è fatto intimidire da questa provocazione della polizia e, dopo essersi ricompattato, si è diretto verso la questura di corso Vinzaglio per chiedere il rilascio dei fermati. In seguito, il presidio si è trasformato in corteo, il quale è arrivato in piazza Castello, dove si sono susseguiti diversi interventi per esigere la liberazione degli studenti e delle studentesse fermate.

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