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Sciopero alla P&G di Reggio Emilia, la lotta paga: Tutti riassunti!

I licenziamenti del caso, accompagnati da altre 20 lettere disciplinari, avvengono dopo che i lavoratori misero in campo alcuni scioperi contro le pessime condizioni di lavoro presenti all’interno della “Mazzoni &Bizzaglia srl”, che lavora in appalto con la P&G di Reggio Emilia. Dei provvedimenti tutti di natura politica verso i lavoratori e il SI COBAS, che già da Agosto erano riusciti – grazie ad altre vertenze – a costringere l’azienda all’applicazione del contratto nazionale del lavoro.

Il boccone sembra essere stato troppo amaro per i propietari della Mazzoni srl. che hanno deciso, questa volta, di adottare il licenziamento collettivo come strategia in reazione alle spinte operaie e sindacali. Un azienda che tra l’altro non ha proprio un passato “cristallino”, dato che i proprietari sono coinvolti con un caso di evasione fiscale da 600.000 euro legato alla cooperativa – legata a lega coop – che successivamente si è trasformata nell’attuale della “Mazzoni &Bizzaglia srl.”.

In questo contesto, i lavoratori – composti in maggioranza da migranti africani e sud africani di prima\seconda generazione, ma anche italiani- che da prima della pausa invernale avevano già messo in campo alcuni scioperi in rapporto con le condizioni di lavoro e con la condotta dei dirigenti verso i lavoratori, si sono ritrovati nelle scorse settimane sariate lettere con i provvedimenti atti al licenziamento. Questo ha portato già ad un primo momento di lotta mercoledì scorso ( per leggere di più guarda qua : ) .
Ieri, invece, i lavoratori sono tornati per prendersi con tenacia la loro dignità e il loro posto di lavoro.

Un tentativo provocatorio quindi, che sembra nascondi l’intento di delegittimare sia a livello vertenziale che a livello pubblico la lotta dei facchini per il reintegro.
Ancora una volta: la lotta paga

Il picchetto, ha visto già dalle 5.00 di mattina numerose decine di persone appartanenti all’azienda radunarsi davanti ai cancelli del colosso statunitense. All’arrivo lo scenario che ci si presenta, è di una “zona rossa” -costruita con reti metalliche- allestita appositamente per i picchetti, atta a tenere lontani i lavoratori dall’ingresso reale dei magazzini. Nonostante questa prima mossa intimidatoria i lavoratori hanno iniziato la giornata bloccando totalmente la produzione e la merce sopra i camion; un picchetto che poco più tardi è stato anche raggiunto da studenti e facchini solidali da Bologna, Piacenza e Fidenza.

Dopo alcuni blocchi anche all’ingresso della sede distaccata del magazzino dell’srl, il presidio si ricompatta davanti alla P&G. Verso le 10 del mattino iniziano poi ad arrivare le prime camionette di f.d.o, richieste dall’azienda, che tramite la loro copertura tenta di fare i primi passi per intimidire il picchetto e riprendere la produzione. Infatti è proprio il caso di un camion merci, fatto uscire con l’apposito intento di investire i lavoratori, accellerando a ridosso del presidio per disperderlo, che però ha trovato di frotne a se la determinazione e laforza dei facchini. Nonostante il bilancio di questo sporco tenativo, che ha più l’aria di una provocazione, si conti con un paio di contusi, l’azienda e le f.d.o che sono poi arrivate in difesa del camion, si sono trovate d’inanzi alla combattività di questi lavoratori, che hanno fatto indietreggiare il camion, costringendolo a tornare all’interno del recinto dell’azienda.

Dei calcoli venuti male probabilmente, dato che nessuno si è fatto intimorire, ma anzi la risposta data, ha permesso di dare ancora più forza al presidio che ormai conta un centinaio tra lavoratori e solidali, con gli studenti del Cua e i militanti del Laboratorio Crash accorsi da Bologna. Il blocco poi è continuato fino a sera, finchè ,alle 18.00 circa, arriva la notizia della convocazione di un tavolo con sindaco, provincia e azienda per discutere della questione. Dopo un paio d’ore di trattativa il risutato è : vittoria!

La lunga giornata di lotta portata avanti con tenacia ha dato prova all’azienda, ma non solo, della forza dei lavoratori uniti nella lotta, che sono riusciti a conquistarsi nuovamente il posto di lavoro mantenendo il vecchio contratto; il tutto entro Giovedì.

Una lunga giornata, che si è conclusa con la migliore delle aspettative, ma per la quale gli operai sono già disposti a intonare un “torneremo” nel caso di falsi mantenimenti degli accordi.

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