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Scuola, 23mila precari dell’infanzia beffati (due volte) dal governo Renzi

Dopo la grande farsa dell’assunzione di 100.000 precari, a lungo sbandierata come una delle colonne portanti della “Buona Scuola” ma di fatto rivelatasi una beffa buona solo a sponsorizzare il decreto Renzi-Giannini (vedi qui e qui), ora anche i precari della formazione dell’infanzia si trovano a fare i conti con le false promesse del governo.

La loro è un’odissea durata mesi, che ora si conclude con la candida ammissione da parte del premier che non ci sono i fondi necessari a procedere alla regolarizzazione della loro condizione lavorativa.

Inizialmente, infatti, anche i precari della prima infanzia avrebbero dovuto essere inseriti all’interno del piano di assunzioni della riforma Renzi-Giannini, ma successivamente il governo li aveva esclusi, annunciando contestualmente la creazione di un progetto a parte che avrebbe fatto slittare di un anno la loro assunzione. Questo progetto, sempre stando alle vane promesse di Renzi, doveva inserirsi all’interno della Legge di Stabilità approvata in via definitiva dal Senato lo scorso 22 dicembre. Peccato che, ora che la manovra è diventata esecutiva a tutti gli effetti, si scopre che non ci sono i soldi necessari ad avviarlo.

Insomma, la creazione di un progetto a parte si è rivelata una mossa buona solo a prendere tempo, l’ennesima presa in giro per i 23mila precari della scuola dell’infanzia che, dopo essere stati esclusi una prima volta dalla riforma di Renzi e Giannini, ora si vedono chiudere la porta in faccia per la seconda volta.

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