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Termini Imerese: gli operai occupano due banche

Dopo aver occupato nei giorni scorsi gli uffici di agenzia delle entrate e Serit (il corrispettivo siciliano di Equitalia) questa mattina i lavoratori riuniti in una nuova assemblea hanno rilanciato i loro programmi di lotta.

Da piazza Duomo sono quindi partiti con un corteo che ha attraversato le vie cittadine ed è terminato con l’occupazione di due filiali di banche (Unicredit e Intesa San Paolo) ritenute colpevoli di speculare sulla vita di un intero paese e di esitare a stanziare i fondi necessari per la riconversione degli stabilimenti. Queste due banche sono infatti tra quelle che si rifiutano di stanziare i milioni di euro che permetterebbero la ripartenza della produzione negli stabilimenti Bm-Sud.

Senza esprimerci ancora sull’effettiva capacità di Dr-motors a sobbarcarsi una tale riconversione e la conseguente produzione (si rimanda in tal senso agli scorsi articoli sulla questione), è chiaro come la rabbia dei lavoratori di Termini si sia indirizzata contro quegli istituti che in questo momento sono responsabili dello stato di assoluta incertezza di vita in cui si trovano 2200 operai e le loro famiglie.

Il sistema bancario e finanziario tutto insomma viene individuato come il reale arbitro decisore sulle condizione di vita di ognuno di noi. Queste due banche, nello specifico, sono in questo momento in grado, con la decisione o meno di un finanziamento, di invertire le sorti lavorative e di vita di migliaia di persone. Gli operai di Termini, dopo averne discusso, hanno ancora una volta fatto seguire all’individuazione di una controparte reale degli strumenti di lotta per metterla in difficoltà, e da stamattina stanno occupando le filiali locali di queste due banche.

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