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Chiude l’Università Nazionale di Atene

Come riporta Atene Calling, l’Università Nazionale Capodistriana della capitale greca,(AUO) la seconda per numero di iscritti di tutto il Paese, ha comunicato l’imminente chiusura.

L’ Ateneo, sorto nel 1837, denuncia che a causa dei ripetuti ed asfissianti tagli susseguiti in questi anni, tra Governi non-eletti, Memorandum e ricatti della finanza internazionale, fino ad arrivare all’Esecutivo guidato da Samaras, non sarà materialmente più in grado di garantire alcuna continuità del servizio.

Una notizia che gravava nell’aria da tempo, ma che pesa come un macigno sulle teste dei dipendenti e di tutti quegli studenti che erano intenzionati a intraprendere il loro percorso di studi post-diploma nella capitale.

Nella breve ma risoluta delibera emanata dal Senato Accademico dell’Ateneo è esplicitata la ferma condanna agli enti governativi responsabili con la reiterazione delle loro politiche austericide del collasso non solo del loro Istituto, ma di voler minare l’istruzione superiore delle nuove generazioni in Grecia nel loro complesso. Una delibera, dunque, che non parla solo al Governo richiedendo l’immediata revoca delle misure imposte all’Università di Atene, ma denuncia il distastroso smantellamento dell’ istruzione.

E’ chiaro come, con la scusa di ripianare il debito e risanare i conti pubblici, la classe politica greca stia operando senza scrupoli nei confronti dei diritti sociali acquisiti nei decenni precedenti, bypassando di fatto la costituzione formale che tutelava la gratuità e l’accesso universale all’ istruzione secondaria superiore.

Dopo l’ondata di proteste e scioperi agita a inizio Settembre dagli insegnanti e dal personale tecnico dell’Università, passato in secondo piano a seguito dell’ uccisione di KillahP a cui ha corrisposto la rabbia popolare nelle strade delle città greche, è ancora il mondo della formazione ad essere terreno di scontro frontale tra popolazione e casta dominante.

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