InfoAut
Immagine di copertina per il post

Il burrone è sempre lì

un contributo di Marco Bertorello (Il Manifesto).

Le sirene continuano ad annunciare la fine della crisi. Le classi dirigenti collocate nelle istituzioni e nelle imprese sostengono che almeno sul versante finanziario sia in corso la ripresa e che presto si incominceranno a vederne gli effetti anche sul fronte dell’economia reale. Ogni occasione è quella giusta per confermare questa interpretazione ottimistica. Dalla ripresa del mercato immobiliare negli Usa alla crescita dei consumi interni della Cina, passando per la riduzione degli spread sui titoli pubblici europei. Tendenze che per il momento appaiono modeste, ma sufficienti per aggrapparcisi. D’altronde il sistema funziona se preliminarmente gode di fiducia. Tale approccio non solo è spinto in campo liberista, ma inizia a far proseliti anche fuori da questo perimetro fino a prefigurare un keynesismo statunitense da contrapporre alle politiche di rigore e austerity europee.

Federico Rampini recentemente ha sostenuto, in maniera piuttosto audace, che l’accordo parlamentare negli Usa, per scongiurare il cosiddetto burrone fiscale, rappresenti «la fine del pensiero unico» e sancisca che «equità e crescita devono venire prima del rigore». Tale accordo sembrerebbe invece un compromesso tra i repubblicani che accettano un aumento delle tasse e i democratici che rinunciano a una vera redistribuzione dei redditi. Gli elementi di continuità con il passato, infatti, sono più corposi di quanto si prova a sostenere, per quanto non vada sottovalutato l’aumento delle tasse per il 2% più ricco della popolazione, una novità rispetto agli ultimi 15 anni. Come va registrato un aumento, seppur modesto, della tassazione sulle rendite finanziarie. Ma il ritorno del principio di far pagare la crisi ai più ricchi è accompagnato dalla mancata esclusione dei tagli alle tasse e trattenute sui salari, per cui 160 milioni di americani avranno ridotta la prossima busta paga del 2%. Inoltre sono previsti dei tagli al Medicare (sanità) mentre vengono rinviati possibili tagli al Pentagono. Ma soprattutto tra le righe di questo accordo si registrano sgravi e incentivi destinati direttamente alle imprese per un importo pari a 46 miliardi di dollari annui.

Complessivamente, dunque, un accordo che se da un lato evita lo scatto automatico di tagli lineari alla spesa e aumenti fiscali diffusi, dall’altro produce un ulteriore aggravvio alle casse statali calcolato in 3900 miliardi in dieci anni. Questo è il punto. Il debito pubblico americano dalla crisi è quasi raddoppiato in termini nominali, la Fed inonda il mercato di carta moneta a tempo indeterminato e l’economia reale sopravvive mediante incentivi pubblici che è impensabile sospendere. L’accordo aggiunge un po’ di equità senza inaugurare nuove formule per la crescita. In questi anni i debiti privati si sono trasformati in debiti pubblici e questi crescono senza riuscire a far ripartire l’economia. Il capitalismo contemporaneo, come sostiene Christian Marazzi, prova a risolvere finanziariamente le proprie contraddizioni, anche se sono generate proprio nella dimensione finanziaria. Le costanti iniezioni di liquidità fanno crescere le borse e favoriscono il ritorno degli investimenti azionari, ma non si vede nessuna ricaduta sulla vita delle persone. I nodi sono più strutturali di quanto si voglia far credere. Se l’economia in carne e ossa non si riprende, il rischio bolle non è certo risolto. Gli artifizi finanziari non possono durare a lungo.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

crisifiscal cliffobamastati uniti

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Militarizzazione della ricerca: il Politecnico e il suo ruolo nella fabbrica della guerra

Il 24 novembre 2025, a Torino, un incontro pubblico ha messo al centro una domanda sempre più difficile da eludere: che ruolo stanno giocando le università nella nuova fase di riarmo? 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La flottiglia del “Sumud” sfida di nuovo il blocco di Gaza: 70 imbarcazioni in mare

Ripubblichiamo questo articolo della redazione di PagineEsteri nell’ottica di dare visibilità e diffondere il più possibile la nuova missione della Flotilla per Gaza. Rompere l’assedio con un gesto collettivo come questo rimane un’iniziativa non scontata e a cui va data importanza nonostante il livello mediatico sia al momento disinteressato da questa missione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“Cuba non è una minaccia”: a Roma manifestazione nazionale contro il bloqueo Usa

Manifestazione nazionale oggi pomeriggio, sabato 11 aprile a Roma, al fianco di Cuba, strangolata da fine gennaio 2026 dall’embargo totale energetico degli Usa, che segue l’infame bloqueo in vigore fin dagli anni ’60.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Porto di Genova 6 aprile 2026

Sì stanno mettendo in viaggio diverse flottiglie che non puntano solo ad arrivare a Gaza, impresa già vissuta con alti rischi durante la navigazione, abbordaggi con forze speciali e detenzione israeliana , ma a restare a Gaza!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palantir e il capitale europeo: chi investe?

Chi finanzia le tecnologie della sorveglianza e della guerra? Ne parliamo con Daniele Grasso, data journalist di El País e dell’ICIJ, a partire da un’inchiesta sugli investimenti europei nel colosso Palantir di Peter Thiel.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Quale tregua tra Stati Uniti e Iran?

In queste ore è iniziato il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Se di tregua si può parlare.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Nuestra America Convoy

Pubblichiamo un importante contributo di un compagno appena ritornato dalla missione solidale a Cuba. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Proteste in Siria contro Israele

In questi giorni, a partire dalla notte tra il 31 marzo e il 1 aprile, si sono verificate in Siria proteste contro Israele immediatamente scattate a seguito della notizia del passaggio alla Knesset della legge che istituisce la pena di morte per i prigionieri palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tra le macerie di Gaza, le ragazze reagiscono, un pugno alla volta

Nella Gaza dilaniata dalla guerra, ragazze e giovani donne ricostruiscono un club di pugilato, usando lo sport per elaborare il dolore, sfidare le norme e trovare la forza in mezzo allo sfollamento.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele introduce la pena di morte per i palestinesi

Impiccagione, nessun appello e applicazione selettiva: la norma voluta da Ben Gvir e sostenuta da Netanyahu legalizza la disuguaglianza e istituzionalizza la punizione su base etnica.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Assemblea nazionale 7 febbraio

h 15:00 Villa Medusa-Casa del Popolo Bagnoli

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Niscemi non cade

La parola ai niscemesi

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: perquisizioni all’alba

Continua la criminalizzazione del movimento e delle mobilitazioni a Torino.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Minneapolis: le bugie che ti racconteranno

La città ghiacciata è sotto assedio. Nei lunghi e freddi inverni nel cuore del Midwest l’aria può diventare così fredda da rendere doloroso respirare.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

USA: Minneapolis sotto tiro. L’ICE spara ancora e uccide

Un altro morto a Minneapolis: nuovo omicidio da parte degli agenti dell’ICE. Bambini arrestati e piazze sotto attacco

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Svizzera migliaia di persone protestano contro il Forum di Davos

“No King”, “Smash World Economic Forum”: c’erano folle alla luce del fumo per le strade di Zurigo, una grande città svizzera, il 19 gennaio.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Iran: accettare la complessità per esserne all’altezza

Da quando è scoppiata la rivolta in Iran assistiamo all’ennesimo scontro tra tifoserie contrapposte all’interno del movimento antagonista e più in generale della sinistra di classe.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Le proteste in Iran colpiscono al cuore la legittimità del regime. Riusciranno nel loro intento?

La Repubblica Islamica ha sempre dato prova di creatività nel sopravvivere. Ma questa volta deve affrontare richieste che non possono essere placate con concessioni materiali.