InfoAut
Immagine di copertina per il post

La giostra brasiliana

||||

Lula si ferma ad un passo dalla vittoria al primo turno. Il ballottaggio del prossimo 30 ottobre sarà una battaglia, ma emerge la resistenza del fascismo bolsonarista. Al Congresso il partito del Messia Nero aumenta i suoi membri. La notizia positiva proviene dagli ottimi risultati delle candidature legate ai movimenti, alla sinistra sociale e alle organizzazioni popolari.

di David Lifodi da La bottega del Barbieri

Foto: https://www.brasildefato.com.br/

Il Messia Nero non è politicamente morto e il virus del bolsonarismo è tutt’altro che debellato. Le immagini dei sostenitori di Lula, rilanciate anche dai nostri telegiornali, in cui si vedono persone che si dicono ottimiste in vista del secondo turno, in programma il prossimo 30 ottobre, e che festeggiano il vantaggio di 5 punti percentuali su Bolsonaro, hanno un qualcosa di straniante e surreale.

Il 48,29% dei consensi ottenuti da Lula fa ben sperare in vista del ballottaggio, certo. Manca davvero poco, all’ex presidente operaio, per tornare al Planalto, ma in pochi si aspettavano il 43,31% di Bolsonaro, che, a questo punto, farà di tutto per rimanere alla guida del paese. Innegabile pensare che il secondo turno sia una formalità per Lula. Sarà battaglia vera, ma soprattutto, come ha scritto il giornalista Aram Aharonian, si è trattato di Un baño de realidad y una pesadilla postergada por cuatro semanas.

Non solo il processo di ridemocratizzazione del paese dovrà attendere un altro mese, sperando che non ci siano ulteriori sorprese, ma la pacificazione a cui puntava Lula e, soprattutto la defascistizzazione del paese, sembrano due obiettivi ben lontani dall’essere raggiunti nel breve periodo. Lula cercherà di stringere accordi anche con Ciro Gómez, del Partido Trabalhista Brasileiro, i cui 3 milioni di consensi potrebbero spingere il fondatore del Partido dos Trabalhadores verso la vittoria, ma la polarizzazione nel paese sembra sempre più evidente. Bolsonaro mirava a questo ed è riuscito in pieno a raggiungere il suo obiettivo.

Il neofascismo bolsonarista ha trovato la sua legittimazione nelle urne. Dei quindici governatori eletti al primo turno 5 sono lulisti (tra cui Fátima Bezerra, nel Rio Grande do Norte, Elmano de Freitas, nel Ceará e Rafael Fonteles, nel Piauí), ma 8 appoggiano Bolsonaro, a partire dagli stati del Paraná, Mato Grosso, Acre, Goiás, Minas Gerais, Roraima, e Tocantins. A sorpresa, nello stato di San Paolo, il bolsonarista Tarcisio Freitas è in vantaggio sul petista Fernadno Haddad, già sindaco della città di San Paolo e delfino di Lula sconfitto proprio da Bolsonaro nelle precedenti presidenziali.

Come se non bastasse, il solo Partido Liberal di Bolsonaro è riuscito a far eleggere 99 deputati federali e 8 senatori. Rispetto alle precedenti elezioni, i membri del Partido Liberal al Congresso sono addirittura cresciuti, per un totale di 112 eletti. Il candidato più votato è stato Nikolas Ferreira, divenuto il deputato federale con il maggior numero di consensi conquistati nella storia del Brasile e del suo stato, il Minas Gerais. Per far capire le dimensioni dell’affermazione bolsonarista, la coalizione di sinistra Brasil da Esperança, formata da Partido dos Trabalhadores, Partido Comunista do Brasil e Partido Verde ha guadagnato 138 seggi, non così tanti di più rispetto all’estrema destra.

Al Senato, tra gli uomini più vicini a Bolsonaro, sono stati eletti l’ex ministra della Famiglia e dei Diritti umani Damares Alves, il suo vicepresidente, il generale Hamilton Mourão e l’ex-ministra dell’Agricoltura Tereza Cristina, tra le maggiori sostenitrici dell’agrobusiness. Tra gli alleati del Messia Nera rieletti al Congresso anche altre due figure a dir poco controverse: Eduardo Pazuello, uno dei tanti ministri della Salute che ha permesso alla pandemia di dilagare in Brasile e Ricardo Salles, ministro dell’Ambiente noto per il suo disinteresse verso l’Amazzonia e per il suo disprezzo verso le tematiche ambientaliste.

In questo scenario di grande incertezza, l’appello al voto antifascista lanciato, tra gli altri, dal Movimento Sem Terra, e dall’Apib, l’Articolazione dei popoli indigeni, ha riscosso successo solo in parte poiché l’estrema destra ha avuto buon gioco nella sua azione volta a dividere il più possibile il paese e a demonizzare l’avversario.

Ci sono tuttavia anche delle notizia positive. Guilherme Boulos, storico esponente dei Sem Teto e del Psol – Partido Socialismo e Liberdade, è riuscito ad essere eletto al Congresso insieme a due militanti dei Sem terra.

Eletti anche altri storici membri dei Sem terra e del Partido dos Trabalhadores tra cui Marina dos Santos (Rio de Janeiro), Adão Pretto Filho (Rio Grande do Sul) e Rosa Amorim (Pernambuco). Insieme a loro, Ediane Maria (Psol, comunità lgbt e Sem teto), eletta deputata (San Paolo).

Tutto ciò si inserisce nell’ambito della cosiddetta “controffensiva istituzionale” lanciata dai Sem terra con quindici candidature impegnate a farsi portavoce della riforma agraria, dell’agricoltura contadina, del rispetto dei diritti umani e dell’uguaglianza razziale per impedire a Bolsonaro di trasformare il Brasile in una terra bruciata.

Un’altra buona notizia è rappresentata da Sônia Guajajara, prima deputata federale indigena ad essere eletta per il Psol nello stato di San Paolo. Durante la sua campagna ha attaccato duramente l’agronegozio, la pratica del garimpo, la distruzione dell’Amazzonia e condannato l’invasione della terre delle comunità indigene.

E ancora, non va dimenticato di segnalare l’elezione delle prime due deputate trans: Erika Hilton (Psol, San Paolo) e Duda Salabert (Partido Democratico Trabalhista, Mato Grosso).

In definitiva, se le candidature legate ai movimenti, alla sinistra sociale e alle organizzazioni popolari hanno riscosso degli ottimi risultati, non si può dire che il fascismo bolsonarista, anche in caso di affermazione di Lula al ballottaggio, sia stato sconfitto.

Se Lula sarà presidente, la strada per costruire un Brasile diverso sarà piena di ostacoli. In caso di sconfitta di Bolsonaro, come già avvenuto più volte in Venezuela e Bolivia, la destra è già pronta a gridare alla frode.

Da qui al 30 ottobre non sarà una passeggiata.

Leggi anche:

Brasile al ballottaggio: le possibili scelte dei candidati esclusi (di Geraldina Colotti)

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

BOLSONARObrasileLULA

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Di base in base. La fitta rete militare Usa-Nato in Italia

Alea iacta est. Il dado è tratto. Le nuove bombe nucleari USA a caduta libera saranno dislocate in Europa entro la fine del 2022 con tre mesi di anticipo sul cronogramma fissato da Washington con i partner NATO.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele: nasce il governo più a destra di sempre. Proteste fuori dalla Knesset

Al via dentro la Knesset, il Parlamento di Tel Aviv, il dibattito che porterà alla nascita del governo israeliano più a destra di sempre, fondato sull’accordo tra il Likud di Netanyahu (di nuovo premier), l’ultradestra religiosa e di quella, ancora più a destra, di Potere Ebraico e Sionismo Religioso, espressione politica dei coloni più oltranzisti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Tana dei Leoni non è un fenomeno transitorio: si profila una rivolta armata

Disincantati dal modello politico fallito dell’Autorità Palestinese e sempre più impressionati dalla resistenza armata a Gaza, una ribellione armata in Cisgiordania è semplicemente una questione di tempo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Perù: Per Lucha Indígena “Lo stato è il problema”

“La mobilitazione sociale in Perù è contro il potere economico che ha occupato lo stato. Per questo chiediamo la chiusura del congresso e l’inizio di un Governo Provvisorio delle organizzazioni popolari oggi in lotta di resistenza contro il neofascismo”.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Capodanno turco: continuano gli attacchi chimici alla rivoluzione curda

Il silenzio internazionale si fa scudo del presunto ruolo di mediatore di questo paese nella guerra tra Russia e Ucraina. Nel frattempo, la Turchia viola i trattati, usa armi illegali e colpisce con i droni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Caucaso: 60mila persone in piazza in Artsakh contro il blocco azero del corridoio verso l’Armenia

Dal 12 dicembre l’unica strada che collega Artsakh e Armenia è stata occupata dagli azeri, che – nonostante la presenza di truppe russe a controllo del corridoio – impediscono il transito dei beni di prima necessità: cibo, riscaldamento e anche farmaci.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Miti e misfatti dell’attuale crisi energetica

Con la distruzione dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 (avvenuta lo scorso 26 settembre), L’Europa ha tagliato i ponti dietro se stessa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Nazione Mapuche: “I nostri prigionieri non hanno commesso delitti, c’è una chiara persecuzione politica”

Per comprendere lo sciopero della fame di cui sono protagonisti i prigionieri politici mapuche del Coordinamento Arauco Malleco, parliamo con il portavoce del CAM, Rafael Pichún Collonao, che ci ha dichiarato che nonostante la criminalizzazione che subiscono da parte dello stato cileno, “loro sono decisi e in lotta”. di Carlos Aznárez e María Torrellas -Descrivici […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Attentato di Parigi: un video dimostra che la polizia ha mentito sull’arresto dell’aggressore

La polizia ha detto di aver catturato l’aggressore e le autorità si sono congratulate con loro perché lo hanno catturato “rapidamente”. Tuttavia, il filmato mostra che l’aggressore è stato neutralizzato dai negozianti e che la polizia è arrivata sulla scena molto tardi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Francia: attacco contro il centro culturale curdo Ahmet-Kaya, proteste e scontri di piazza

Dopo l’attacco, centinaia di giovani curdi e solidali si sono radunati attorno al Centro culturale dell’X arrondissement, dando vita a durissimi scontri con la polizia tra sanpietrini, lacrimogeni e cariche.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Brasile: Lettera del Movimento dei Senza Terra al popolo brasiliano

Il Brasile vive la peggiore crisi della sua storia, che si manifesta nell’economia, nella società, nell’aumento della disuguaglianza sociale, nei crimini ambientali, la fame, la disperazione e la mancanza di prospettiva che affligge più di 70 milioni di lavoratori.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Brasile: Gigante dell’agronegozio promuove un attacco armato contro gli indigeni nel Pará

Dei membri del popolo Tembé, del nordest del Pará, sono stati vittime di una violenta azione realizzata martedì (29) da guardie di sicurezza privata dell’impresa Brasil Bio Fuels (BBF), la maggiore produttrice di olio di palma dell’America Latina, che rifornisce gli impianti di biodiesel.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Neocolonialismo nell’Amazzonia brasiliana: il caso del colonialismo del carbonio a Portel

Un nuovo studio illustra il caso di un’iniziativa nel comune di Portel, nello stato del Pará, nell’Amazzonia brasiliana, che indica quello che può essere definito “colonialismo del carbonio”.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Brasile: Festa o no nella favela?

Qual è il futuro della relazione dello stato con le periferie urbane?

Immagine di copertina per il post
Culture

Gli sport da combattimento e Bolsonaro

Un punto di vista interessante sulla questione è sicuramente quello offerto dagli endorsement ricevuti in campagna elettorale dall’ex presidente Bolsonaro da parte di atleti di diverse discipline.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Lula è di nuovo presidente del Brasile

Il paese è spaccato anche geograficamente: Lula si è imposto in 13 Stati brasiliani, tutti nel nord e nord est, zone più rurali e povere, mentre Bolsonaro in 14, tutti nel sud e sud-ovest, storicamente più ricchi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Brasile: Le favelas contro Bolsonaro

Che la maggioranza della popolazione mostra un per nulla sorprendente disprezzo per la politica elettorale. Ma i dati crudi parlano di un contundente rifiuto dell’ultradestra, molto maggiore che in altri quartieri della città.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

BRASILE PRESIDENZIALI: LULA E BOLSONARO AL BALLOTTAGGIO IL 30 OTTOBRE

Il nuovo presidente del Brasile sarà deciso al ballottaggio, il 30 ottobre. Al primo turno Lula ha preso circa il 48% dei voti, mentre, presidente uscente, Bolsonaro il 43%. Luiz Inacio Lula da Silva ha preso 57.254.672 voti mentre Jair Bolsonaro (Pl, destra) 51.070.672. Il terzo posto nella scelta degli elettori è andato a Simone […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Aprile indigeno occupa Brasilia

In questo articolo l’autrice si fa eco delle mobilitazioni che da 17 anni i popoli indigeni del Brasile hanno effettuato nell’Accampamento Terra Libera. L’Accampamento Terra Libera, organizzato dalle comunità indigene a Brasilia, fa parte di una trama di azioni che si stanno già convocando da 17 anni durante il cosiddetto “Aprile Indigeno”, uno dei principali […]