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Proiettili di gomma contro i minatori in sciopero a Rustenburg

Come ormai da un anno a questa parte, da quando la strage di Marikana ha acceso focolai di protesta in tutte le miniere del paese, i minatori chiedevano aumenti del salario e condizioni di lavoro più dignitose; non appena usciti dal sito minerario hanno trovato ad attenderli le forze di sicurezza che hanno tentato di ostacolare lo sciopero selvaggio facendo esplodere duri scontri.

A quel punto è intervenuta la polizia che ha sparato diversi proiettili di gomma sulla folla di manifestanti; il numero dei feriti sembra essere di almeno 10 minatori che sono stati ricoverati nell’ospedale della miniera.

La Lanxess, società tedesca, ha difeso l’operato della polizia che a loro dire avrebbe agito per legittima difesa e ha minimizzato sul numero di feriti causati dai proiettili di gomma, affermando che sarebbero stati solo due i minatori colpiti gravemente.

Il riaccendersi della protesta sta preoccupando non solo le società coinvolte (solo la settimana scorsa ad essere entrata in sciopero era stata la miniera di Marikana gestita dalla britannica Lonmin) ma anche il governo, che si trova a fare i conti con una crescita economica in calo e teme che il perdurare dei disordini nelle miniere possa essere un punto a sfavore per l’African National Congress (che attualmente detiene la maggioranza) in vista delle elezioni del prossimo anno.

A questo si aggiungono le continue guerre di potere tra i maggiori sindacati, sempre più impegnati a contendersi il numero di associati e sempre meno attenti alle richieste dei lavoratori, che in molti casi hanno infatti scelto di organizzarsi autonomamente e di incanalare le proprie rivendicazioni negli scioperi selvaggi.

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