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TAP: interdetta la pesca, l’ancoraggio e le immersioni presso la spiagga di San Foca

La Capitaneria di Porto ha emesso un’ordinanza in cui viene interdetta la spiaggia di San Foca. Ecco un altro esempio di come impatta sui territori l’intreccio tra devastazione ambientale e guerra.

Di seguito il comunicato del Movimento No Tap:

Su richiesta di TAP, con ordinanza 65/2022 , San Basilio viene interdetto alla pesca, l’ancoraggio e le immersioni!

Una fascia d’interdizione di circa 500 metri per parte (un quarto di miglio nautico) con al centro il gasdotto che, a partire dall’asse del tubo, si estende fino alle 12 miglia.

Ma Tap, che ha sempre onorato le sue promesse, non aveva ripetuto incessantemente che non ci sarebbe stato nessun impatto sull’economia locale? Ops… ora qualcuno lo dica ai pescatori.

L’opera non presentava alcun tipo di pericolosità, né ambientale né sociale, è stata la rassicurazione con la quale volevano reprimere la protesta di coloro che, fin dal progetto iniziale, ravvisavano pericolo ambientale e imposizione sociale: ci ritroviamo con navi militari a monitorare il gasdotto, obiettivo sensibile, e l’interdizione marina per un Km in larghezza, fino al limite delle acque territoriali italiane.

Le considerazioni su quanto questo territorio abbia beneficiato di un’opera nata già obsoleta e nociva, le abbiamo espresse molte, troppe, volte, ma evidentemente la potente narrazione di Tap prima, e le chimere delle compensazioni poi, hanno sedotto molte e molti. Forse convinti che avrebbero potuto brillare un poco anche loro di luce riflessa dato lo scintillio emanato da Tap.

Certo ora la luce è più fioca, ora c’è da fare i conti con la realtà. Una realtà che parla la lingua di una popolazione sempre più preoccupata e delusa, una realtà che marca plasticamente la distanza dalle istituzioni e da chi le rappresenta.

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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