InfoAut

Turchia, PKK e il livello dello scontro

Partiamo da un dato di realtà: mentre scriviamo,a rivalsa dell’ ondata di proteste susseguitesi ai bombardamenti turchi contro le postazioni del PKK in Iraq e Siria, la polizia di Erdogan ha compiuto oltre 800 detenzioni provvisorie affiancate alla decisione dell’ autority delle Telecomunicazioni di impedire l’accesso a 96 siti web e 23 account Twitter a partire da 48 ore fa, compresi alcune agenzie curde e della sinistra parlamentare. Le detenzioni confermate per quanto riguarda appartenenti o presunti tali alle bande dell’ ISIS nel suolo turco sono state appena sedici.

Mentre scriviamo, la guerriglia dei valorosi e delle valorose contro le bande dell’ ISIS continua senza tregua, portando alla conquista di postazioni nel villaggio di Sarrin, circa centotrenta chilometri a nordest di Aleppo, nel Nord della Siria. Ieri notte l’esercito turco ha attaccato le postazioni dell’ YPG in prossimità della frontiera nel cantone di Kobane, e contemporaneamente dato fuoco a boschi nelle prossimità dei villaggi nel Bakur, e ucciso ragazzi giovanissimi durante le incursioni (l’ultimo, Beytullah Aydın, deceduto stamane ad Amed, di 11 anni). Nel mentre migliaia di persone si stanno incamminando lungo i monti del Qandil per dare sostegno alla guerriglia.

Mentre scriviamo, il CHP (Partito Popolare Repubblicano Turco) ha ufficializzato le accuse al Sistema di Intelligence Nazionale, posto direttamente agli ordini del Primo Ministro, di essere stato al corrente della prossimità dell’attacco dell’ISIS a Suruç, generalizzando la portata di un conflitto che sta vedendo diverse organizzazioni della sinistra parlamentare ed extra-parlamentare impegnate nei quartieri proletari di Istanbul come nel Sud del Paese. Tra questi, ricordiamo le operazioni repressive a Gazi, culminate ieri con gli scontri per impedire la celebrazione del funerale del membro del DHKP/C ucciso per mano poliziesca lo scorso venerdì; durante gli scontri di ieri, è morto un ufficiale di polizia.

Leggendo tra le righe e con cautela queste notizie, balza all’occhio che l’attacco al PKK è in buona parte comprensibile all’interno di un processo di delegittimazione dell’ HDP, il cui exploit nell’ultima tornata elettorale ha fatto saltare, almeno temporaneamente, l’aspirazione totalizzante dell’AKP. Ora, facendo leva su più livelli, da quello militare a quello mediatico, con la complicità del micidiale silenzio internazionale e la copertura più che distorta dei fatti di Suruç, il governo transitorio ha impresso una accelerazione brutale per rafforzarsi prima delle nuove elezioni e, al contempo, portare a casa delle operazioni volte ad assicurasi maggiore possibilità di manovra militare all’interno dell’ area medio-orientale.

La spinta dell’ AKP procede di pari passo anche ai piani superiori della diplomazia internazionale, mettendo sotto torchio la NATO per il lasciapassare della discrezionalità di bombardare potenziali nemici in quanto nemici di tutta la coalizione atlantica; discrezionalità che lascia ben intendere il voler tendere la corda sulla legittimità di reprimere la guerriglia curda quanto di volta in volta tenere sotto controllo l’espansione territoriale dell’ ISIS funzionalmente ai processi egemonici nell’area.

Un gioco delle tre carte che è stato debolmente cassato dalla Mogherini, che insiste sull’urgenza di un processo di pacificazione con il PKK evidentemente già saltato e che solo con un ristabilirsi dei rapporti di forza tramite una conflittualità ancora più alta potrebbe essere riaperto.

Il nodo della necessità del conflitto nel territorio turco come in Rojava, e sulla difficoltà di estenderlo a livello transnazionale come input organizzativo che ecceda le frontiere e contro-informi chi non intende esularsi dai processi di liberazione e autodeterminazione presenti e futuri, interroga a suo modo l’eterogeneità delle militanze nella loro prospettiva di essere parte integrante di questi processi anziché testimoniali, con tutta l’umiltà del caso e una paziente generosità quotidiana da sovrapporre ai sit-in e agli attestati circostanziali.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Editorialidi redazioneTag correlati:

erdoganguerranatopkkRojavasuructurchia

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Editoriali

“Make America Great Again”: il sogno è diventato un incubo

Trump sembra sia riuscito a trasformare il sogno Maga in un pantano, e molti dei sostenitori di quel progetto iniziano a prendere le distanze seriamente messi di fronte al fallimento e all’incoerenza del presidente.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Jesus Trump e i suoi vassalli.

Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nella Commissione von der Leyen, nota per i suoi endorsement all’invio di armi in Ucraina e in generale votata alla sedicente necessità di riarmo per difendersi da qualche fantomatica minaccia all’Europa, prende parola anche sullo scenario bellico in Asia Occidentale. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Apocalisse imperiale?

Dopo l’estrema minaccia che ha fatto pensare a un attacco nucleare Trump si ritira. Il passo indietro del presidente americano è di portata storica: un colpo per la credibilità dell’american dream. Da vedere quanto durerà. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Giovani Contro

Oggi la politica istituzionale in toto inizia ad avere un timore, ossia quello di vedere nei “giovani” un settore capace di organizzarsi, incidere e non avere alcuna fiducia nei confronti della delega e della politica dei partiti.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Autonomia energetica, sicurezza energetica: tutte favole

In questi giorni Meloni è volata in Algeria per definire nuovi accordi nuovi con Tebboune per aumentare l’importazione di gas dopo lo stop di gnl dal Qatar.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Tutti a casa!

Un voto contro il sistema e la guerra.
Ciò che abbiamo pronosticato qualche giorno fa alla fine si è avverato, stra-vince il No al referendum costituzionale e il Governo prende la più grossa batosta, in termini di consenso, di tutta la sua legislatura.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Quindi no!?!

La campagna referendaria sta giungendo al termine e lo scenario che si profila per il governo è più che incerto.
L’ennesima grossa magagna si interpone al cammino governativo che, fino alle mobilitazioni di settembre ottobre 2025, appariva privo di inciampi.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Guerra all’Iran: da un certo punto in là non c’è più ritorno

Ad oggi è possibile sostenere che gli USA non si aspettassero una durata della guerra di questo tipo. Nessun segno di de-escalation: gli attacchi aerei contro l’Iran si intensificano nella seconda settimana di guerra. I bombardamenti su Teheran sono indiscriminati, ospedali, scuole, civili, depositi di petrolio nel centro della città.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

L’Ordine imperiale e la Resistenza

Quello che inizialmente sembrava voler essere una sorta di guerra lampo, come successo in Venezuela, si sta trasformando in un conflitto che durerà nel tempo, scompaginando i piani iniziali.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

“Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune”

Si è da poco conclusa la due giorni di discussione “Per realizzare un sogno comune” del 21 e 22 febbraio a Livorno. Ore dense di scambio, di condivisione, di domande comuni in cui decine di realtà di lotta, centinaia di persone da tutta Italia e le isole, hanno provato a fare i primi passi per camminare insieme.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Utili monstre per banche e aziende energetiche, pagano i consumatori. Schettino: “un’economia che si basa sull’antagonismo di classe”

Utili milionari per i colossi energetici e bancari. Profitti record anche per le aziende italiane, come Italgas che chiude il primo trimestre con ricavi in crescita del 44,1%, cioè 661milioni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stretto di Hormuz: tra navi militari, missili, droni e propaganda il golfo Persico resta un pericolosissimo teatro bellico

Iran. Con il perdurare dello stallo dentro e attorno allo Stretto di Hormuz, nuovo pesante allarme Fmi sul caro energia che colpisce in particolare le classi popolari dell’Europa. “Con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perde 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Opuscolo: strumenti e piste di inchiesta a partire dal convegno di Livorno

Qui la prima parte del report della due giorni di Livorno, un lavoro che intende porsi come strumento utile all’orientarsi per sviluppare piste di inchiesta e conricerca negli ambiti trattati e individuati come centrali per intervenire nella “fabbrica della guerra”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo maggio: Torino si schiera contro la guerra

Per liberare il quartiere Vanchiglia oggi un altro passo è stato fatto.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano,Israele non si ferma continuano bombardamenti e demolizioni

Gli attacchi israeliani nel Libano meridionale hanno ucciso ieri la giornalista libanese Amal Khalil del quotidiano Al Akhbar e ferito una fotografa che la accompagnava.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino, Vanchiglia, Festival Altri Mondi / Altri Modi: video del dibattito “Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenza”

Si è conclusa la prima settimana di Festival Altri Mondi / Altri Modi che riprenderà dal 28 Aprile al 3 Maggio con la programmazione. Pubblichiamo il video del dibattito che si è tenuto domenica 26 Aprile con Youssef Boussoumah e Brahim Baya. Un momento di riflessione attorno alla lettura della guerra imperialista, quali sono le […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo Maggio a Torino: La loro guerra non la paghiamo!

Ripubblichiamo l’indizione per lo spezzone sociale del Primo Maggio torinese frutto del percorso cittadino Torino è Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina, colonizzazione armata e guerra permanente: uccisi ragazzi in Cisgiordania, Gaza spezzata dalla “linea gialla”

Coloni armati seminano morte nei villaggi palestinesi, aumentano violenze e sfollamenti in Cisgiordania. Nella Striscia Israele consolida l’occupazione del 53% del territorio trasformando la zona cuscinetto in frontiera militare stabile. Da Osservatorio Repressione La violenza contro i palestinesi prosegue senza tregua, tra l’espansione coloniale in Cisgiordania e la progressiva spartizione militare di Gaza. Nelle ultime […]