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Francia. Sgombero all’Università di Nantes

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Stamattina all’alba, con una grossa operazione di polizia fortemente voluta dal rettore dell’Università di Nantes Olivier Laboux e dal prefetto Nicole Klein. 300 poliziotti armati hanno circondato gli edifici occupati da più di 150 giovani.

Lo sgombero è avvenuto a mano armata, con grande rapidità, buttando gli occupanti del Castello di Tertre e della residenza Censive per in strada. Tra di loro ci sono molti rifugiati che adesso si ritrovano senza un tetto e che denunciano pubblicamente la violenza dello sgombero che li ha “costretti ad abbandonare gli unici spazi abitabili per chi è rifugiato in questo paese, lasciandoci solamente il tempo di raccogliere poche cose prima di uscire“.

L’operazione di polizia è avvenuta probabilmente su indicazione diretta del rettore, quando la maggior parte degli studenti erano assenti dal campus per le vacanze. Uno studente arrampicatosi sul tetto del castello è sceso dopo alcune ore di resistenza, mentre presidi di solidali si formavano davanti ai cordoni dei CRS (Compagnies Republicaines Securité, la celere francese). Gli edifici, entrambi vuoti, erano stati occupati più di tre mesi fa da collettivi e movimenti studenteschi, in questi mesi in mobilitazione contro la selezione per l’ingresso nelle università annunciata per il 2018, in solidarietà a rifugiati e senza casa costretti a dormire per strada e spesso vittime del freddo a causa dell’infame assenza delle istituzioni francesi.

Sotto la sigla “Université de Nantes en lutte“ (“Università di Nantes in lotta“), il movimento ha di nuovo denunciato in questi giorni l’impressionante numero di morti in strada (tra 512 e 3012 secondo le cifre diffuse da vari enti) a fronte di oltre 2 600 000 alloggi vuoti in Francia, un dato vergognoso che sottolinea come le soluzioni all’emergenza ci siano e il così alto numero di senza casa (e conseguenti morti) sia attribuibile solamente alla colpevole assenza delle istituzioni della Repubblica.

Dopo gli sgomberi di stamattina, che danno un segnale chiaro su qualche voglia essere la politica sociale di Macron è stato diffuso un numero di emergenza a cui rivolgersi per chi si è trovato in strada e diramato un appello alla solidarietà. Serve sostegno sul posto e molti furgoni per riappropriarsi dei beni di chi è stato sgomberato e trasportarli al sicuro. A seguito dell’operazione poliziesca è stata collettivamente annunciata una risposta forte e chiara: “reagiamo subito, stasera! Di fronte agli sgomberi, rispondiamo con azioni e occupazioni!”.

 

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