InfoAut
Immagine di copertina per il post

Pisa. La lotta rinvia lo sfratto di Natale

Venerdì 23 dicembre si è tenuto lo sfratto esecutivo nei confronti del nucleo familiare di Gigliola e suo nipote minorenne. La lotta ha portato alla sospensione dell’esecuzione e al suo rimando al 2024.

Questo provvedimento esecutivo è stato richiesto dal proprietario per morosità. Da 66 anni questa inquilina vive in alloggi di proprietà di un marchese multi proprietario. Fino al 2009 viveva in un altro appartamento pagando regolarmente 450 euro, ma a seguito di mancanza di manutenzione straordinaria non effettuata dal proprietario, la stessa fu trasferita nell’attuale abitazione di via la pergola, con un affitto maggiorato a 750 euro. A seguito di difficoltà economiche e sociali che hanno portato allo sfratto a Gigliola è stato avviato un pignoramento della pensione a copertura degli affitti non pagati. Un lungo percorso di violenza istituzionale tra bandi, incontri, morosità incolpevole, nuovi sfratti, nuova morosità. Il marchese è sempre rientrato in possesso del debito ma l’avidità non ha fine e quindi il procedimento è stato riavviato sino ad arrivare allo sfratto sotto Natale: gesto massimo di prevaricazione e umiliazione.

Nel frattempo, l’8 novembre 2022, il consiglio comunale ha votato all’unanimità la richiesta di sospensione di utilizzo di forza pubblica agli sfratti. Ma la prefettura non ha ancora dato alcuna risposta. 

Da quel giorno famiglie come quella di Gigliola, sotto sfratto esecutivo o in strutture di emergenza, sono in presidio permanente assieme agli abitanti di sant’Ermete, affinchè le case popolari disabitate siano consegnate. Il 16 dicembre scorso una grande manifestazione si è conclusa presso i blocchi di alloggi popolari – tenuti incredibilmente vuoti – annunciando l’inizio dei lavori di autorecupero, in attesa dell’assegnazione di tali alloggi da parte di Apes e Comune.

Di seguito riportiamo il comunicato diffuso dalla Piattaforma Soluzioni Abitative di Pisa dopo la vittoria di questa mattina.

Basta pagare affitti altissimi: cancelliamo la legge 431/98

Sono le 8.15 minuti di mattina di venerdì 23 dicembre, in via la pergola a Pisa. Più di 70 persone sono presenti. Ci sono vicini di casa di Gigliola, tra cui altri affittuari dello stesso proprietario che aveva ordinato per oggi l’esecuzione giudiziaria. Ci sono i compagni e le compagne di scuola del nipote. Ci sono le altre famiglie sotto sfratto. Ci sono solidali, sindacati inquilini e gli attivisti e le attiviste di Diritti in comune. L’ufficiale giudiziario arriva da solo, senza avvocato né proprietario. alle sue spalle il personale della Digos e alcune volanti di Polizia e carabinieri. Ha in mano la notifica del rinvio dello sfratto, data febbraio 2023. Ma dopo un’ora di estenuante trattativa è stato ottenuto 1 anno e tre mesi di rinvio, da dicembre 2022 a marzo 2024. Come è stato possibile?

Dal 28 novembre – giorno del primo accesso dell’ufficiale giudiziario – lo sfratto di Gigliola è diventato di dominio pubblico. Giornalisti di testate nazionale l’hanno intervistata e soprattutto il passaparola di questo sfratto di natale è arrivato fino ai palazzi del potere. Lo scandalo che ha generato è dovuto a diversi fattori.

Primo, per il periodo natalizio. Lo sfratto è un trauma psicologico e sociale, avere scelto di farlo il 23 dicembre è stata una decisione dettata dalla volontà di umiliare e peggiorare ulteriormente le fragilità di un nucleo familiare già gravato da numerosi problemi. Questa violenza ha provocato uno sdegno unanime. Gigliola dal 2009 ha versato 750 euro al mese per dieci anni, per una casa classificata al catasto come A4, ovvero abitazione di tipo popolare. Una casa dove le manutenzioni straordinarie non sono state eseguite e per la quale il proprietario Mazzarosa ha vantaggi fiscali. Ma i prezzi rimangono altissimi. Il comune è intervenuto già con due contributi per ristorare il marchese di 24 mila euro. Pisa è diventata capitale italiana degli sfratti perchè i grandi proprietari immobiliari, si parla di una minoranza che possiede dai 50 ai 150 immobili locati o tenuti abbandonati, non hanno intenzione di abbassare affitti libero mercato diventati insostenibili per gli inquilini. 

Secondo, per la richiesta di sospensione di forza pubblica agli sfratti, votata all’unanimità dal consiglio comunale e rimasta ad oggi inevasa dalla prefettura. Ieri Forza Italia di Pisa, tramite i suoi capigruppo, ha fatto un comunicato dove ribadisce la necessità di far applicare la mozione per la sospensione degli sfratti al 28 febbraio. Se anche una forza politica della maggioranza di centrodestra, espressione della borghesia cittadina, fa queste richieste, significa che la tensione sociale è arrivata alle stelle ed è necessario un nuovo accordo tra inquilini e proprietari. A gennaio sono previsti altri decine di sfratti esecutivi nei confronti di famiglie che sono in graduatoria, ma alle quali il Comune nega l’assegnazione degli alloggi pubblici. Dall’8 novembre il presidio permanente in sant’ermete ha messo in luce l’esistenza di duecento abitazioni popolari tenute disabitate e dal 16 dicembre è iniziato materialmente l’auto-recupero di tre stabili abbandonati di alloggi comunali. Le case ci sono, e devono essere subito assegnate. Su questo punto la contraddizione tra sfratti in affitti privati e alloggi pubblici non consegnati a nuclei che aspettano da anni in graduatoria, è diventata inaggirabile.

Muro popolare al picchetto anti sfratto

Terzo. Per la crescita della sindacalizzazione autonoma degli inquilini e delle inquiline. Gigliola ha affrontato questa procedura di sfratto studiando in prima persona i contratti concordati che aveva sottoscritto, studiando i bandi della morosità che avevano permesso l’elargizione di fondi pubblici al marchese. Studiando le regole dell’accatastamento degli immobili locati che permettono vantaggi fiscali per i proprietari. Assieme ad altre persone. Questo è il sale della democrazia: mettere in discussione il potere diventato abuso nei confronti del diritto alla casa. L’ufficiale giudiziario stamani ha sostituto la data dell’esecuzione dello sfratto da febbraio 2023 a marzo 2024 solo e soltanto perchè Gigliola ha documentato in modo ufficiale l’accordo sottoscritto dalla proprietà, proposto dall’ufficio casa di Pisa. L’inquilina pagherà trenta euro al mese su 716 euro che il Comune verserà per tutto il periodo come indennità di occupazione, e Mazzarosa deve revocare il pignoramento di 62 euro mensile per le morosità pregresse, già saldate dall’inquilina. Lo sfratto di oggi è stato rinviato perchè le ragioni degli inquilini tenute invisibili per molto tempo sono diventate rivendicazioni di una lotta di massa.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

lotta per la casapicchetto antisfrattopisasfratto

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Blocchi al porto di Livorno: la mobilitazione continua

Mentre lə lavoratorə e lə studentə in Europa e nel mondo, si ribellano contro un sistema che sfrutta e che schiaccia, e i perbenisti urlano alla violenza sulle vetrine, oggi arriva l’ennesima nave statunitense con rifornimenti militari per Sigonella.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli espropri di Milano, i riot di Belfast, la guerra ibrida

L’impiego inflazionato del concetto di «guerra ibrida» nel dibattito pubblico impone una chiarificazione. Nella dottrina strategica e nella sociologia dei conflitti, la guerra ibrida (hybrid warfare) non indica qualsiasi turbolenza sociale che transiti per le reti digitali, bensì una precisa architettura offensiva e deliberata in cui un attore statale o para-statale  combina operazioni informative, guerra psicologica e manipolazione computazionale per destabilizzare un sistema bersaglio mantenendosi sotto la soglia dello scontro militare aperto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: dal 17 ottobre al 24 la mobilitazione contro guerra e carovita continua

Riprendiamo due contributi da Radio Blackout per restituire alcune voci della piazza del 17 ottobre a Torino contro il carovita e la guerra e il rilancio al corteo di sabato 24 ottobre da parte del gruppo Italiainpiazza17.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Agricoltori e autotrasportatori campani: i blocchi e presidi continuano

Come viene riportato da questo articolo su Altra Agricoltura, l’obiettivo della giornata di oggi per gli agricoltori campani era quello di portare la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi all’attenzione della Regione:

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cerignola si ferma contro il carovita

Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento, continueranno a farlo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Viminale identifica i camnionisti per rimuovere i presidi. “Non ci fermiamo”, i blocchi a sud continuano

Contro il caro-carburanti Scaffali vuoti in Calabria, Basilicata, Campania (bloccata la A1) e in alcuni casi anche in Puglia e Sicilia; in queste 2 ultime Regioni solo alcune sigle sindacali hanno ritirato i blocchi mentre il governo, per bocca del ministro Urso, ha iniziato a identificare i camionisti “per rimuovere tutti i presidi nelle prossime ore”. I primi numeri del Viminale parlano di 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo, oltre a disporre scorte di polizia per i tir non in blocco.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La Francia si prepara all’atto secondo

Un’esplosione in termini di numeri, di atti significativi e di convergenze inedite. Inediti anche gli arresti che il regime di Macron ha portato a termine con il 17 ottobre 2026: il maggior numero di arresti avvenuti dal 17 ottobre 1961.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Albania: “non ci fermiamo”. Cronache dalla rivolta.

Domenica 18 ottobre 2026. Quinta giornata di rivolta a Tirana. Oggi, lungo il boulevard principale, è stata letteralmente una battaglia durata oltre cinque ore. Il corteo parte a metà mattinata con l’obiettivo di raggiungere l’edificio del primo ministro. Oggi la polizia inizia la giornata sparando proiettili di gomma ad altezza d’uomo, con i fucili, o appostata su palazzi. E poi i soliti idranti, le cariche, il liquido urticante e i gas. Il corteo resiste, avanza

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: chi si è perso la festa di sabato ci va domenica

Il mondo al contrario, finalmente. Le merci non sono lì da vedere. Sono lì da prendere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Raccolta di contributi e punti di vista sulle piazze del 17 ottobre: dalla Francia all’Italia

Di seguito apriamo una raccolta di punti di vista a nostro parere interessanti su quanto sta succedendo da una parte all’altra delle Alpi sul tema del carovita, della crisi sociale e della guerra.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Rivolta al Don Bosco di Pisa: un carcere invivibile, tra sovraffollamento, degrado e sorveglianza

I detenuti denunciano su TIK TOK il peggioramento delle condizioni di vita e la presenza di dispositivi di sorveglianza nelle celle. Fuori dal carcere centinaia di familiari e solidali chiedono notizie. «Tutti sanno come entrano i telefoni e le altre sostanze».

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Smascherare il merito

Smascherare il merito è un’iniziativa che si è tenuta il 28 e 29 maggio 2026, due giorni di interventi e assemblee organizzati dallə studentə della Normale e della Sant’Anna, le scuole superiori universitarie di Pisa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pisa: boeing militare del Kuwait transitato dall’areoporto Galilei, movimentato materiale bellico

Nella notte di lunedì 24 agosto velivoli militari provenienti dal Kuwait sono transitati dall’aeroporto Galilei di Pisa, come denunciato da attivisti e attiviste del Movimento No Base e altre realtà pisane.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: via Garibaldi contro la demolizione del Newroz per costruire un parcheggio

Al telefono con noi un compagno del Comitato di Via Garibaldi di Pisa ci racconta la mobilitazione contro il progetto di demolizione dello spazio sociale antagonista Newroz per la realizzazione di un parcheggio.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Giornata di mobilitazione antifascista a Roma.

Raccogliamo alcuni contributi e comunicati riguardo la giornata di mobilitazione antifascista a Roma contro i raduni fascisti tenutisi nella capitale sabato 13 giugno.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Pisa: Appello per la libertà di lottare al fianco della Palestina, contro la guerra e contro i tentativi repressivi nella nostra città

In questi giorni cinquantaquattro persone che hanno partecipato al movimento per la Palestina nell’ultimo anno, hanno ricevuto le notifiche della conclusione delle indagini da parte della Questura di Pisa per le incredibili mobilitazioni di massa della scorsa estate e dell’autunno contro guerra e genocidio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: il Newroz deve restare uno spazio sociale, culturale e di quartiere.

Pubblichiamo il comunicato uscito a seguito dell’assemblea pubblica dal titolo “Dall’assemblea pubblica nasce il Comitato di Via Garibaldi.”

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX VIVE IN OGNI CASA OCCUPATA Per un 25 aprile di lotta e opposizione sociale

A ventitré anni dall’assassinio di Dax, continuiamo a ricordarlo non solo come compagno ma come parte viva di un percorso di lotta che attraversa il tempo e si rinnova ogni giorno. Dax vive nelle lotte che continuiamo a portare avanti, nelle case occupate, nelle assemblee, nei quartieri popolari che resistono alla speculazione e all’abbandono. Viviamo […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Resistere alla guerra, lottare per la pace

Respingere la guerra. Ricacciarla indietro. 

È quello che il movimento ha fatto ieri, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale. Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo.