InfoAut
Immagine di copertina per il post

A carte scoperte: le storie delle famiglie occupanti di Corso Acqui 289

Per questa ragione abbiamo deciso che fosse giunto il momento di presentare in maniera sintetica le dodici famiglie così che ognuno possa fare le proprie valutazioni e prendere di conseguenza le decisioni più opportune. E’ tutto vero, solo i nomi sono inventati per ovvie ragioni di privacy.

C’è Paola, una madre sola con due figli adolescenti a carico di cui uno è un disabile in carrozzina, per lei era fissato lo sfratto esecutivo per morosità incolpevole il 17 giugno. Il suo vicino di casa è Karim, disoccupato, invalido al 67% con due protesi d’anca e diabetico. Vive con la moglie disoccupata e tre bambini con meno di dieci anni, è inserito nella graduatoria delle case popolari e in quella dell’emergenza abitativa, la loro sistemazione abitativa precedente era una casa occupata che si trovava in uno stato a dir poco disastroso. Sopra di loro abitano Francesca, il suo compagno e i loro due bambini di 5 e 14 anni. Entrambi sono disoccupati e sono stati sfrattati a dicembre del 2014. I loro vicini di pianerottolo sono Alina, disoccupata e il suo compagno che fa piccoli lavoretti in nero come giardiniere. Dopo lo sfratto anche loro avevano trovato sistemazione in una delle tante case dell’ATC vuote ma la situazione dell’abitazione era invivibile. La bellissima notizia è che presto saranno in tre perché sta per nascere il loro primo figlio.

Nella seconda palazzina abitano Marta, disoccupata e il suo compagno che svolge lavori saltuari quando riesce a trovarli. Con loro vive la loro bellissima bambina di due mesi. Vivevano ospiti di amici. I loro vicini sono Mohammed, la moglie e due bambini di 2 e 4 anni. Entrambi sono disoccupati e vivevano in un alloggio definito dall’ASL insalubre. Nonostante questo per loro era programmato lo sfratto esecutivo il 16 giugno e sono iscritti sia nella graduatoria delle case popolari che in quella dell’emergenza abitativa. Al secondo piano abita Giovanni che lavora senza contratto, sua moglie disoccupata e i loro tre figli di 14, 11 e 4 anni. Vivevano in un buco in condizioni igienico sanitarie spaventose. Il loro padrone di casa, uno dei tanti squallidi personaggi che affittano case fatiscenti senza contratto, ha deciso di cacciarli di casa. I loro vicini sono Said e sua moglie entrambi disoccupati e con loro vive la loro figlia di 15 anni. Sono stati sfrattati a dicembre del 2014 e sono in lista sia nella graduatoria delle case popolari che in quella dell’emergenza abitativa.

Nella terza palazzina vive Abu, socio lavoratore di una cooperativa. Con lui la moglie e tre figli piccoli, il minore di tre mesi. Sono stati sfrattati a novembre del 2014 e sono inseriti sia nella graduatoria delle case popolari che in quella dell’emergenza abitativa. I loro vicini sono Katia che presto partorirà e il marito disoccupato. Sfrattati per finita locazione grazie ad uno dei tanti regali fatto recentemente dal Governo Renzi, sono iscritti in entrambe le graduatorie delle case popolari e dell’emergenza abitativa. Al piano di sopra abitano Valerio, un giovane ragazzo di 19 anni insieme alla mamma e alla sorella. Vivevano in un minuscolo appartamento insieme ad altre due famiglie. Per quell’aguzzino del proprietario di casa era normale affittare senza contratto un singolo appartamento a tre famiglie diverse con affitti insostenibili. In questi casi non sentiamo mai alzarsi il coro di indignazione per il mancato rispetto della legalità. I loro vicini di casa sono Andrei e la sua compagna entrambi disoccupati. Impossibile vivere insieme e pagare un affitto nella loro situazione.

Questo è il quadro, quello di dodici famiglie normali come tante altre, messe in ginocchio da una crisi economica e sociale devastante. Famiglie di quattro nazionalità diverse: italiane, albanesi, marocchine e rumene. All’interno delle tre palazzine vivono complessivamente 41 persone e fra queste vi sono 16 minori e due donne incinte.

Noi non abbiamo grandi certezze nella vita ma almeno una l’abbiamo ferrea. Se qualcuno è così irresponsabile da voler attuare uno sgombero queste famiglie non verranno mai lasciate sole. Se qualcuno vuole soffiare sulla brace del conflitto sociale tutti sanno che quello è il terreno che noi preferiamo.

Ognuno faccia il suo gioco, possibilmente a carte scoperte e senza colpi bassi. Noi mettiamo a disposizione due mani, quella destra con un ramoscello d’ulivo e quella sinistra pronta a rispondere colpo su colpo. L’altra guancia? Chiedete a qualcun altro di porgerla.

 

Dalle occupazioni di Corso Acqui 289

Movimento per la Casa


P.S: se il grande problema dell’amministrazione comunale di Alessandria davanti al dramma dell’emergenza abitativa sono le palazzine di corso Acqui ci permettiamo di consigliare 12 appartamenti vuoti pronti per essere abitati. Otto si trovano presso la ex sede della Banca d’Italia e 4 in una struttura come via Brodolini di proprietà del demanio militare che il Comune conosce bene.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Alessandriacasa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove

Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni?

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il doppio standard e l’ipocrisia del potere.

In questi giorni, due vicende ultra mediatizzate e per certi versi controverse, sono al centro del circo mediatico mainstream ma non solo. Il caso della grazia a Minetti e il rifiuto di far ritornare i bimbi con i genitori nella vicenda soprannominata dai più “la famiglia nel bosco”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un primo maggio attraverso il mondo

Questo Primo Maggio, come ogni anno, milioni di persone sono scese in piazza in tutto il mondo per esprimere la loro solidarietà internazionale e celebrare le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. Panoramica non esaustiva:

Immagine di copertina per il post
Bisogni

No Tav al 1 maggio di Taranto, il filo che ci unisce: intervento (VIDEO)

Mentre in tutta Italia si celebrava, spesso in modo rituale, la festa dei lavoratori, a Taranto il 1 maggio si è fatto quello che questa giornata dovrebbe essere davvero: conflitto, denuncia, parola libera.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo maggio: Torino si schiera contro la guerra

Per liberare il quartiere Vanchiglia oggi un altro passo è stato fatto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Usa: un altro tassello versole deportazioni di massa con i licenziamenti ai giudici dell’immigrazione

bbiamo chiesto a Giovanna Branca, giornalista freelance e coautrice del podcast sindrome americana, un commento a partire dal suo articolo uscito il 26 Aprile per il manifesto sui licenziamenti di massa nel settore della giustizia avvenuti durante l’amministrazione Trump. Da Radio Blackout In particolare, sono stati colpiti i e le giudici non allineati alla strategia […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un 25 aprile di lotta!

Da Torino a Pisa, passando per Milano e Roma la giornata del 25 aprile è stata partecipata in maniera significativa in tutta Italia. Proponiamo alcuni racconti della giornata.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Strike Days a Prato

Dal 17 aprile sono in corso gli strike days, una serie di scioperi e picchetti a oltranza organizzati e promossi dal sindacato di base Sudd Cobas per denunciare e combattere lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici a Prato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo Maggio a Torino: La loro guerra non la paghiamo!

Ripubblichiamo l’indizione per lo spezzone sociale del Primo Maggio torinese frutto del percorso cittadino Torino è Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Reddito del merito? Occhiuto: non idoneo. Torna al prossimo appello

Il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha presentato la sua proposta di reddito di “merito”: un contributo economico mensile destinato alle studentesse che manterranno una media dal 27 al 30. Una misura che si presenta come riparativa nei confronti dell’emigrazione giovanile, ma che in realtà non fa altro che aumentare competizione e disuguaglianze.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Alessandria difendiamo il diritto di sciopero, sabato 18 aprile in piazza contro la repressione e decreti sicurezza

“Mentre il settore della logistica cresce senza sosta, con l’apertura di nuovi magazzini e poli logistici in tutta la provincia alessandrina, le istituzioni del territorio, più che interrogarsi sulle condizioni di lavoro in questi stabilimenti, sembrano oggi per lo più occupate a colpire e reprimere le lotte dei lavoratori che, proprio all’interno di questo settore, si stanno moltiplicando, rivendicando un lavoro stabile e sicuro e in generale migliori condizioni salariali e contrattuali. Il diffondersi di lotte e scioperi, come il rafforzamento delle organizzazioni del sindacalismo combattivo sul territorio viene vissuto da padroni, prefettura e questura come un vero e proprio pericolo. Nessuno deve disturbare il manovratore”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Verso il 31 gennaio Torino è partigiana: le convocazioni delle piazze tematiche

Dalla casa al lavoro, dalla formazione alla ricerca, dalle lotte a difesa del territorio alla solidarietà per la Palestina e il Rojava: una raccolta delle convocazioni tematiche per i tre concentramenti di sabato 31 gennaio in occasione del corteo nazionale “Contro governo, guerra e attacco agli spazi sociali”.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Il caso Luigi Spera, il vigile del fuoco che chiedeva pace, ed ora è imprigionato in alta sorveglianza

Luigi Spera, attivista palermitano del movimento Antudo, arrestato a marzo con l’accusa di aver sanzionato la sede di Leonardo,  si trova recluso nel carcere di Alessandria, rinchiuso nella sezione di alta sorveglianza riservata ai detenuti condannati per reati eversivi

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“CASE IN RIVOLTA” – Bollettino delle lotte abitative

Terzo numero del bollettino delle lotte abitative “Case in Rivolta”, che lancia la settimana di mobilitazione collettiva diffusa a livello nazionale durante la settimana del 20 -26 maggio 2024.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Luigi scrive dal carcere speciale di Alessandria

Luigi ci scrive dal carcere di Alessandria. Pubblichiamo di seguito il testo.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Alessandria: manifestazione contro il deposito nazionale di scorie nucleari.

Sabato 6 aprile si è svolta ad Alessandria la manifestazione che si oppone alla realizzazione del deposito nazionale delle scorie nucleari sul territorio alessandrino.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: eseguito sfratto a sorpresa in tempi record!

da Prendocasa Torino Questa mattina, mentre con Mimmo e la sua famiglia resistevamo allo sfratto, ottenendo un rinvio al 7 marzo, l’ufficiale giudiziario si è presentato con la celere a casa di Mohamed e della sua famiglia in via Monginevro 68. Mohamed era sotto sfratto dopo essere stato truffato dalla sua proprietaria di casa che, […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La casa è un bisogno. Basta guerre, lusso e capitalismo

Sull’onda della mobilitazione nazionale dell’ottobre scorso i movimenti di lotta per il diritto all’abitare tornano in piazza.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Italia: più debiti, meno case

I tassi medi praticati dalle banche, secondo un’indagine dellaFederazione Autonoma Bancari Italiani-FABI, sono più cari per le famiglie italiane che vivono in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia (4,18%) e per quelle che risiedono in Sardegna e Sicilia (4,23%) rispetto alla media nazionale del 4,1%.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Negli USA le assicurazioni rifiutano le polizze sulla casa a chi si trova in aree esposte alla crisi climatica

Quanto sta succedendo in California, Florida e Louisiana ci pone delle domande anche alle nostre latitudini. A quale costo lo stato neoliberale ed il capitalismo sono disposti a ricostruire in luoghi in cui gli eventi estremi si fanno particolarmente intensi e cronicizzati? Il battage politico di questi giorni sull’Emilia Romagna sembra darci un’indicazione chiara e preoccupante…