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Corteo notturno dei lavoratori della Gesip.

Nel clima generale di insicurezza e precarietà la Sicilia diventa in queste ore il simbolo della gestione fallimentare della crisi da parte dei governi (siano essi tecnici o politici), e mentre i lavoratori della Gesip si interrogano con rabbia sul loro futuro, fatto di privatizzazioni e licenziamenti, altri lavoratori, quelli della Fiat di Termini, si trovano a fare i conti con un licenziamento, tanto annunicato quanto, ora, effettivo. Di questo parlano i più di mille partecipanti al corteo, di come affrontare la situazione e di come agire le lotte, ampia la solidarietà eccedente di rabbia per un presente fatto di sacrifici imposti, di restrizioni, di mancanza di lavoro e, soprattutto, di assenza di reddito e di futuro.

In piazza anche uno spezzone di studenti, medi e universitari, con lo striscione “cacciamoli tutti”, uno spezzone che non solo porta solidarietà ai lavoratori, ma che individua la controparte, accusa la gestione fallimentare della città e fa della finanza il primo nemico da combattere in questa crisi. Studenti e lavoratori, non una binomio retorico, ma l’uno specchio dell’altro, la precarità reale e quella promessa che si confrontano, volendo allontanarsi gli uni dai destini degli altri e sapendo che solo la lotta, come sempre, può realizzare il sogno di un futuro certo.

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