InfoAut
Immagine di copertina per il post

I nativi Wet’suwet’en sfrattano la Coastal Gaslink Dal Sito Di Perforazione e ristabiliscono il Coyote Camp

||||

Report sulla rioccupazione del sito di perforazione e dell’area nota come Coyote Camp e sullo sfratto dei lavoratori della Coastal Gaslink sul territorio di Wet’suwet’en (popolo nativo delle aree interne del nord-ovest della cosidetta Columbia Britannica, NDT).

I difensori e i sostenitori della terra di Gidimt’en hanno ancora una volta sfrattato i lavoratori della Coastal Gaslink da un sito chiave di perforazione del gasdotto, proteggendo le sorgenti di Wet’suwet’en e rioccupando l’area nota come “Coyote Camp”.

All’inizio di domenica, in osservanza della legge Wet’suwet’en, i difensori della terra hanno imposto l’avviso di sfratto 2020 dei capi ereditari Wet’suwet’en a Coastal Gaslink, rimuovendo i lavoratori del gasdotto e ristabilendo il blocco che si è concluso il 19 novembre dopo due giorni di incursioni militarizzate della polizia.

Lo sgombero è avvenuto esattamente un mese dopo che RCMP (forza di polizia federale canadese NDT) ha effettuato 30 arresti su Wet’suwet’en yintah, mettendo in campo la terza operazione militarizzata su larga scala su terra Wet’suwet’en non ceduta dal 2019. Circa 100 RCMP, equipaggiati con armi d’assalto, fucili da cecchino e cani sono stati schierati mentre le acque alluvionali imperversavano in tutta la provincia, per facilitare la costruzione del gasdotto Coastal GasLink e il furto della terra sovrana Wet’suwet’en.

Il popolo Wet’suwet’en non ha mai venduto o in alcun modo ceduto il titolo alla terra Wet’suwet’en.

MohawkWomanWarriorFlagSupporters

L’azione di oggi segue il 24 ° anniversario della sentenza del tribunale di Delgamuukw-Gisday’wa del 1997, che ha dimostrato che il titolo Aborigeno non è mai stato estinto su 58.000 km2 di terre wet’suwet’en e Gitxsan. La Corte Suprema del Canada riconobbe i Capi Ereditari Wet’suwet’en come rappresentanti del collettivo Wet’suwet’en e l’Anuc ‘nu’at’en (legge Wet’suwet’en) come base della società Wet’suwet’en.

In violazione della sentenza Delgamuukw-Gisday’wa, della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni e dell’Anuc ‘nu’at’en, il gasdotto Coastal GasLink ha proceduto senza il consenso libero, preventivo e informato dei capi ereditari Wet’suwet’en.

All’inizio del 2020, i capi ereditari che rappresentano tutti e cinque i clan della nazione Wet’suwet’en hanno emesso un avviso di sfratto a Coastal Gaslink, portando a una serie di blocchi in tutta la terra di Wet’suwet’en e scatenando azioni di solidarietà a livello nazionale. Oggi, questo sfratto è di nuovo in vigore.

“Coastal GasLink non ha e non avrà mai il consenso del sistema di governo ereditario Wet’suwet’en e dovrebbe aspettarsi che la legge Wet’suwet’en prevalga sulle nostre terre. Nessuna quantità di violenza di stato contro di noi ci farà dimenticare la nostra responsabilità di proteggere l’acqua per tutte le generazioni future”, afferma Sleydo’, portavoce del Checkpoint di Gidimt’en.

Tradotto da It’s Going Down

[iframe src=”https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Funistoten%2Fvideos%2F625263731348616%2F&show_text=false&width=560&t=0″ width=”560″ height=”314″ style=”border:none;overflow:hidden” scrolling=”no” frameborder=”0″ allowfullscreen=”true” allow=”autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share” allowFullScreen=”true” ]

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

canadagasdottoNATIVI AMERICANI

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Governo libanese e Israele trovano accordo sul cessate il fuoco ma i combattimenti proseguono

Nella notte arriva la notizia di un accordo di cessate il fuoco trovato tra le parti chiamate in causa dal Dipartimento di Stato Americano, quindi Israele e il governo libanese, ad esclusione di altri soggetti presenti sul territorio, come l’organizzazione della resistenza Hezbollah. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Prolungata la detenzione per gli attivisti del Global sumud land convoy

Il tribunale libico della Cirenaica ha comunicato oggi che gli attivisti arrestati nei giorni scorsi rimarranno in carcere fino a data da destinarsi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pontedera: migliaia di persone in corteo contro la costruzione di una nuova base militare

Ripubblichiamo la corrispondenza dal corteo no base tenutosi a Pontedera in provincia di Pisa il 2 giugno 2026 tratta da Radio Onda d’Urto.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La guerra che trasforma

Condividiamo il testo di presentazione del laboratorio politico a cura di Glomeda.org che si terrà sabato 6 giugno presso lo Spazio Autogestito Grizzly, Fano

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: si intensificano i bombardamenti da parte di Israele

Il Libano è nuovamente al centro degli attacchi da parte dell’esercito israeliano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

BLOCCATO L’HUB LOGISTICO MILANO – PIOLTELLO

CONTRO LA GUERRA, PER LA PALESTINA E I DIRITTI DEI LAVORATORI! Oggi, in occasione dello sciopero generale siamo di nuovo alle porte di Logtainer e DSV a Pioltello, in provincia di Milano. L’hub è bloccato, i camion fermi, la macchina logistica che alimenta il genocidio in Palestina si inceppa, ancora una volta, per nostra mano, […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Land Convoy: aggiornamenti su Dina e Domenico fermati in Libia

Il Console Generale d’Italia a Bengasi ha compiuto ieri sera una prima visita a Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. Sette italiani sono stati rimpatriati mentre Dina e Domenico sono ancora fermati in Libia, dopo diversi giorni passati senza notizie ieri sera c’è stato un primo contatto che riporta di averli visti in condizioni buone ma di aver richiesto di migliorarne la situazione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stallo e guadagno: nuovi attacchi israeliani in Libano e un cessate il fuoco a rischio 

Come ormai è noto nella strategia – se così si vuol chiamare – di Trump mentre vengono intavolati incontri negoziali si aumenta la tensione sul campo. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Fermato e attaccato il convoglio in Libia della Global Sumud Land Convoy: due italiani arrestati. Libertà per Dina e Domenico!

Un gruppo di dieci attivisti e attiviste di vari paesi, Italia, Argentina, Spagna, Polonia, Uruguay,  Stati Uniti, Tunisia, Portogallo e Grecia, è stato fermato da una milizia libanesi affiliata alle Forze Armate Arabe della Libia (LAAF) e i solidali internazionali sarebbero stati incriminati con l’accusa di immigrazione illegale. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia in rivolta contro il governo Paz

In Bolivia proteste e scontri contro il governo di Rodrigo Paz, accusato di aver tradito le promesse sociali fatte in campagna elettorale, hanno raggiunto un punto di rottura.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sui diritti degli Indiani americani

In corrispondenza con noi Sibilla Drisaldi del Healing and Freedom Movement e Donald Hatch, detto Buddy, rappresentante della tribù Cheyenne e Arapaho del Sud Oklahoma. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Stati Uniti: Leonard Peltier, 80 anni di cui 48 di carcere

80° compleanno di Leonard Peltier, attivista per i diritti dei nativi americani e prigioniero politico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Cesena: la protesta contro il gasdotto SNAM ha già raccolto 38.000 firme

Sono quasi 38mila le firme raccolte in due mesi sulla piattaforma Change.org dalla petizione per chiedere a SNAM di deviare il percorso del proprio metanodotto che, se costruito sul tracciato previsto, comporterà la distruzione di un rifugio nel quale vivono oltre 60 animali e di un bosco di circa 600 alberi.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La linea del fuoco/1

Da più di quattro mesi il Canada brucia, ininterrottamente.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’avidità capitalistica favorisce l’aumento degli incendi selvaggi negli Stati Uniti nordorientali

Il 6 giugno, gli abitanti del centro di New York si sono svegliati con un fenomeno senza precedenti: il cielo era colorato di arancione e l’aria era densa di odore di legna bruciata.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Con l’approvazione del Mountain Valley Pipeline, Biden preferisce i profitti dei combustibili fossili al pianeta

In un’altra mossa che contraddice le promesse di azione sul clima fatte in campagna elettorale, l’amministrazione Biden ha recentemente concesso l’approvazione di un gasdotto di 303 miglia nel cuore dell’Appalachia, nonostante il clima si stia rapidamente destabilizzando.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’imperialismo ecologico e l’industria mineraria canadese

Il Canada ospita attualmente il 75% delle compagnie minerarie del mondo.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Italia come hub del gas in Europa.

A partire dall’articolo apparso su ReCommon “Il ruolo di Snam nel matrimonio tra Italia-Algeria“, emergono alcune questioni chiave nell’analisi della fase odierna.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

TAP: interdetta la pesca, l’ancoraggio e le immersioni presso la spiagga di San Foca

La Capitaneria di Porto ha emesso un’ordinanza in cui viene interdetta la spiaggia di San Foca. Ecco un altro esempio di come impatta sui territori l’intreccio tra devastazione ambientale e guerra.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“FREE LEONARD PELTIER NOW!”: INTERVISTA A CAROL GOEKE, COORDINATRICE DEL “RISE UP TOUR”

Jean Roach, Lona Knight, Carol Goeke: sono le tre donne e compagne native americane che sono arrivate lo scorso 12 settembre in Europa. Obiettivo: portare anche nel Vecchio Continente il Rise Up Tour for Leonard Peltier, ovvero “L’Insorgiamo Tour per Leonard Peltier”. Si tratta di un percorso tra Francia, Austria, Svizzera, Germania e Italia, per […]