InfoAut

Le soddisfazioni non vengono mai da sole: Brexit e dintorni

La disarticolazione, non solo embrionale a questo punto, dell’Europa così come l’abbiamo conosciuta non è più un trend ma oramai un dato di fatto che produce effetti a livello simbolico e politico. Gli scricchiolii evidenti ma finora scongiurati hanno sortito con la Brexit il primo grosso smottamento. E, ancora più significativo, non a livello di mere dinamiche economiche e geopolitiche – che pure riserveranno tra non molto altre sorpresine- ma sul piano delle reazioni e degli umori profondi a livello sociale del “common people”. E questo nonostante il terrorismo mediatico della campagna europeista, nonostante le minacce di tracolli di tutti i tipi, nonostante il paternalismo (via via divenuto sempre più sprezzante verso le “folle irrazionali”) di quel ceto “intellettuale” e accademico liberal legato a doppio filo all’èlite globali e al circo mediatico. Gli amanti degli eventi sono accontentati, solo che questa volta i consumatori hanno presentato loro il conto e… la City non brinda.

Assistiamo così, ben oltre il voto britannico, alla crisi profondissima dell’establishment europeista e globalista, della sua capacità di costruire consenso intorno alle promesse neoliberiste, sempre smentite dalla realtà ma sempre rilanciate con protervia e autoreferenzialità. È il segno del distacco abissale di chi governa dalla realtà sociale di base nel mentre tende a perdere il controllo sui processi che innesca. Ma è, in generale, anche l’inizio della nemesi storica per l’inetta e arrogante èlite europea post-Muro incapace di scuotersi dal giogo dell’impero a stelle e strisce.

Questo voto, piaccia o non piaccia, ha una chiara connotazione “di classe”. Si dirà, lo è al massimo per composizione sociologica, non per capacità di esprimere una propria prospettiva politica.

Illusoria consolazione, questa di non voler vedere il significato intrinsecamente politico di umori, istanze e reazioni proletarie e popolari in senso lato solo perché non conformi al senso comune di “sinistra”.

Reazioni che tralaltro sono l’analogo, con le debite differenze di contesto e di forme, di quanto si è visto emergere un po’ dappertutto in Europa, dalla Grecia alla Spagna, alla Francia e altrove, su su fino alle spinte che stanno dietro la vittoria elettorale dei cinque stelle qui da noi (al di là del corso di “normalizzazione” di Podemos e del M5s che il Brexit probabilmente accentuerà).

Si tratta – a sintetizzare in una battuta nodi che avrebbero bisogno di ben altra analisi – di quell’intreccio, contraddittorio e ambivalente, di sovranismo e nazionalismo, condito con le rappresentazioni le più confuse e “sporche” (come sull’immigrazione, peraltro condivise da molti immigrati), che per composizioni sociali iperproletarie sempre più ampie, trasversali a destra e sinistra tradizionali, viene a rappresentare una trincea contro l’austerity, contro gli effetti della

crisi scaricati sempre e solo in basso, contro le banche, contro le “caste” di ogni tipo, e in positivo un’istanza di tornare a contare. Ad una scala percepita come l’unica ancora in grado di tenere rispetto a problemi globali e strutturali, il che spiega lo strano ritorno del “nazionalismo” di contro a ricette “leghiste” e federaliste. Si guardi alla campagna presidenziale statunitense di Trump e Sanders, per restare in Occidente, e se ne avrà una conferma.

Non c’è qui bisogno di ribadire con quali contraddizioni tutto ciò si dà e ancor più si darà, senza processi lineari ed esiti scontati. A chi pensa sinceramente che non siamo affatto di fronte a spinte di “sinistra”, ed è vero, ma solo al rischio di reloading di vieti discorsi nazionalisti e razzisti se non fascisti – rispondiamo con un invito a considerare i fasti attuali della Grecia nell’era del “sinistro” Tsipras per capire perché date spinte di resistenza prendono certe direzioni, ma soprattutto a non “fotografare” le situazioni per quelle che sono al momento, con gli attuali protagonisti, o apparenti tali. Ma, più in generale, l’invito è a iniziare a prendere le misure di un problema con cui dovremo fare i conti di qui in avanti: come stare dentro la disarticolazione sistemica? Come affrontare passaggi “brutti e sporchi” tipici di ogni destrutturazione? Non siamo noi a essere no-euro, è la realtà delle contraddizioni europee e globali che probabilmente lo farà saltare; men che meno tifiamo per il ritorno a pseudosoluzioni come lo stato-nazione, è la crisi globale che farà saltare le costruzioni sovranazionali che non reggono e che già sta scomponendo la globalizzazione in un una serie di blocchi economici che vanno a scontrarsi. Potremmo continuare (già solo il terreno referendario è di per sé scivoloso).

Il punto politico cruciale del futuro un altro: non attardarsi su posizioni “a prescindere” (come l’europeismo in salsa socialdemocratica) aspettando di essere messi fuori corso dagli eventi, senza per questo nulla concedere a nostalgie retrò di alcun tipo. Con lucido realismo, con il realismo della trasformazione.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Editorialidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Apocalisse imperiale?

Dopo l’estrema minaccia che ha fatto pensare a un attacco nucleare Trump si ritira. Il passo indietro del presidente americano è di portata storica: un colpo per la credibilità dell’american dream. Da vedere quanto durerà. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Giovani Contro

Oggi la politica istituzionale in toto inizia ad avere un timore, ossia quello di vedere nei “giovani” un settore capace di organizzarsi, incidere e non avere alcuna fiducia nei confronti della delega e della politica dei partiti.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Autonomia energetica, sicurezza energetica: tutte favole

In questi giorni Meloni è volata in Algeria per definire nuovi accordi nuovi con Tebboune per aumentare l’importazione di gas dopo lo stop di gnl dal Qatar.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Tutti a casa!

Un voto contro il sistema e la guerra.
Ciò che abbiamo pronosticato qualche giorno fa alla fine si è avverato, stra-vince il No al referendum costituzionale e il Governo prende la più grossa batosta, in termini di consenso, di tutta la sua legislatura.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Quindi no!?!

La campagna referendaria sta giungendo al termine e lo scenario che si profila per il governo è più che incerto.
L’ennesima grossa magagna si interpone al cammino governativo che, fino alle mobilitazioni di settembre ottobre 2025, appariva privo di inciampi.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Guerra all’Iran: da un certo punto in là non c’è più ritorno

Ad oggi è possibile sostenere che gli USA non si aspettassero una durata della guerra di questo tipo. Nessun segno di de-escalation: gli attacchi aerei contro l’Iran si intensificano nella seconda settimana di guerra. I bombardamenti su Teheran sono indiscriminati, ospedali, scuole, civili, depositi di petrolio nel centro della città.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

L’Ordine imperiale e la Resistenza

Quello che inizialmente sembrava voler essere una sorta di guerra lampo, come successo in Venezuela, si sta trasformando in un conflitto che durerà nel tempo, scompaginando i piani iniziali.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

“Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune”

Si è da poco conclusa la due giorni di discussione “Per realizzare un sogno comune” del 21 e 22 febbraio a Livorno. Ore dense di scambio, di condivisione, di domande comuni in cui decine di realtà di lotta, centinaia di persone da tutta Italia e le isole, hanno provato a fare i primi passi per camminare insieme.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Ritratto di famiglia:Trump, Epstein e la Silicon Valley. Tra controllo dei corpi e nuovo ordine tecnologico

Trump pochi giorni fa al Congresso ha snocciolato una serie di orpelli discorsivi per dimostrare che tutto sta procedendo per “Rendere l’America Ancora Grande”.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Inizia la guerra totale in Medioriente? (in aggiornamento)

Questa mattina l’Iran è stato svegliato da un nuovo attacco congiunto di Israele e Stati Uniti. Numerose le città colpite e soprattutto, a finire sotto il fuoco dei missili sono state le strutture governative e dell’esercito. Non è ancora chiaro il volume distruttivo messo in atto e quanti membri dell’apparato iraniano ne abbiano pagato le conseguenze.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Trump pianifica il vertice internazionale anti-antifà

Gli Stati Uniti stanno organizzando una conferenza contro “Antifa”. È probabile che all’ordine del giorno ci sia anche la questione dell’inserimento del gruppo nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’UE. L’Ungheria e l’AfD si stanno preparando ad agire. Non è chiaro se il governo tedesco parteciperà al congresso anti-Antifa indetto da Trump; negli ultimi mesi, le sue risposte alle richieste di informazioni dell’AfD sull’argomento sono state vaghe.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

No alla sorveglianza speciale! Sosteniamo Stefano!

Il Questore di Torino Gambino ha richiesto due anni di sorveglianza speciale per Stefano, giovane compagno, studente e lavoratore che da anni si spende generosamente e in prima persone, nelle lotte a Torino e in Val di Susa. Il 14 aprile si svolgerà la prima udienza presso il Tribunale di Torino.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

MARCIA POPOLARE CONTRO LA SPECULAZIONE ENERGETICA, A DIFESA DEI CRINALI / SABATO 9 MAGGIO 2026

INVITO E APPELLO ALLA MOBILITAZIONE Sabato 9 e domenica 10 maggio 2026 per la difesa dell’Appennino Mugellano e della Montagna Fiorentina dalla trasformazione in sito industriale eolico.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Porto di Genova 6 aprile 2026

Sì stanno mettendo in viaggio diverse flottiglie che non puntano solo ad arrivare a Gaza, impresa già vissuta con alti rischi durante la navigazione, abbordaggi con forze speciali e detenzione israeliana , ma a restare a Gaza!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palantir e il capitale europeo: chi investe?

Chi finanzia le tecnologie della sorveglianza e della guerra? Ne parliamo con Daniele Grasso, data journalist di El País e dell’ICIJ, a partire da un’inchiesta sugli investimenti europei nel colosso Palantir di Peter Thiel.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La Pasqua resistente delle giovani: 4-5-6 aprile campeggio studentesco No Tav

In questi giorni si è svolto in Val di Susa il campeggio studentesco al presidio dei Mulini.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Quale tregua tra Stati Uniti e Iran?

In queste ore è iniziato il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Se di tregua si può parlare.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 1

L’approfondimento dal titolo “L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia” si sviluppa in tre parti che pubblicheremo in sequenza.