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Spot resiste allo sgombero e rilancia

Ancora una volta il rettore Augello si è sottratto alle proprie responsabilità politiche. L’Università di Pisa ha scelto di ignorare le soluzioni dal basso promosse dagli studenti e favorire i piani di investimento che condannano migliaia di studenti all’esclusione e all’impoverimento, invece di utilizzare il proprio patrimonio immobiliare come ricchezza collettiva per i bisogni studenteschi. Per questo dopo la resistenza a Palazzo Feroci i residenti di Spot si sono spostati a mensa per un momento comunicativo di rilancio verso altre tappe di mobilitazione contro le politiche di esclusione in università, a partire da domani in cui al Senato Accademico si riporteranno i vertici dell’ateneo davanti alle loro responsabilità.

 

Kevin, occupante di Spot, racconta i fatti di oggi in diretta su Parole Ribelli, trasmissione di Radio Blackout

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Di seguito il comunicato sulle vicende di stamani

 

Spot resiste e rilancia

 

Questa mattina a Spot – Studentato occupato autogestito ci siamo risvegliati e abbiamo trovato schierate le forze dell’ordine: polizia, vigili del fuoco e digos. La magistratura ha ordinato un’ispezione dello stabile per dichiararne l’inagibilità, e procedere successivamente allo sgombero. Dentro Spot eravamo varie studentesse e studenti che in questa città non riescono a pagare gli affitti esorbitanti e al nero, non riescono ad avere il posto alloggio del DSU per una mancanza strutturale di disponibilità (circa 1500 sono i posti mancanti) e non possono accettare di tornarsene a casa. Abbiamo occupato lo stabile di proprietà dell’Università chiuso da 5 anni, lo abbiamo sistemato e reso vivibile costruendo spazi sociali, aule studio, alloggi e una foresteria per gli studenti in emergenza abitativa. Questa è la prospettiva che come studenti pratichiamo per lottare contro l’unica via che ci viene imposta dalle istituzioni: l’impoverimento e l’esclusione.

Abbiamo ripetutamente chiesto una presa di posizione da parte dell’Università, prima con la Conferenza Università Territorio tenutasi il 21 ottobre poi al Consiglio d’Ateneo del 30 ottobre, ma abbiamo ricevuto solo dinieghi e porte in faccia. L’unica volontà che il rettore, il DSU e il Comune di Pisa esplicitano è quella di una finta facciata di dialogo e innovazione che in realtà si declina solo come progressiva alienazione del patrimonio pubblico e dequalificazione dei servizi e della didattica.

Di fronte alle problematiche poste dagli studenti quali la dequalificazione della didattica – con corsi di studio che vengono chiusi e discipline d’insegnamento che tacciono – e difficoltà ad accedere a tutti i servizi – mense, alloggi, trasporti- le risposte che sono state date si riassumono nella frase del sindaco: “dando Santa Croce in Fossabanda come studentato e mensa calerebbe il suo prezzo di mercato”.

Spot è una risposta a tutte le problematiche che abbiamo sollevato ma il rettore Massimo Mario Augello ha scaricato ogni responsabilità sulla magistratura facendo leva su presunte perizie di inagibilità che si sono rivelate fallaci e rifiutate anche dalla stessa; in questo modo la responsabilità politica in favore dello sgombero non viene assunta esplicitamente ma relegata a questioni tecniche.

Noi non accettiamo tutto questo. Continueremo a stanare le nostre controparti a partire da domani al Senato Accademico, l’8 novembre all’incontro organizzato dal DSU alla residenza I Praticelli verso l’assemblea d’Ateneo del 12 novembre dove saremo noi studenti a prendere parola e a decidere del nostro futuro.

 

 

Spot- studentato occupato autogestito

Assemblea per la Riappropriazione del Diritto allo Studio Universitario- ARDSU Pisa

 

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