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Caro amico ti scrivo..

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La lettera che Atlantia, la holding della famiglia Benetton, attuale concessionaria di Autostrade per l’Italia (anche dopo la strage di Ponte Morandi) ha inviato al ministro dello sviluppo economico, è una semplice sollecitazione al Pd, di nuovo al governo, di rispettare i consueti scambi di favori. Infatti, l’impatto delle ripetute dichiarazioni di caducazione della concessione avevano fatto perdere alla società un miliardo e 200 milioni di euro di capitalizzazione in tre giorni. E’ stata necessaria una scossa.

La famiglia Benetton in cambio dell’impegno per salvare Alitalia, chiede il rinnovo delle concessioni per la gestione di Autostrade e lo mette nero su bianco. Alitalia, in questo momento  con più di mille lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione straordinaria, è la solita merce di scambio. Infatti Atlantia guadagna con la concessione autostradale; la partecipazione in Alitalia da parte di Atlantia è la semplice restituzione di un favore per continuare a gestire il vero tesoro, Autostrade, a suon di aumenti, rincari e zero manutenzione, ponte Morandi docet.

Il Pd ovviamente, tramite la De Micheli, dichiara di non interpretare assolutamente la questione come un ricatto! Certo, è semplicemente la richiesta di rispettare i patti…

E così, dopo che la neoministra delle infrastrutture annuncia che non ci saranno revoche alle concessioni di Autostrade, a un anno e poco più dal crollo del Ponte Morandi, Atlantia supera per la prima volta in Borsa i valori del 13 agosto 2018, giorno prima della tragedia.

Ricordiamo altri generosi regali che il Pd fece ai Benetton, come nel 2017 quando dopo il confronto con l’allora commissario Ue, si decise di allungare la concessione della rete autostradale dal 2038 al 2042, in cambio dei soldi per la gronda di Genova. Nello stesso anno il governo di Paolo Gentiloni approvò un emendamento alla legge di Bilancio che permise ai concessionari di moltiplicare i già ingenti guadagni ottenuti al casello, facendo “in casa”, con le proprie aziende, il 40% dei lavori di manutenzione (prima era il 20%) senza dover partecipare alle gare d’appalto!

Insomma, questo Pd non si smentisce mai, è sempre una certezza.

Il Partito Democratico, con il suo ritorno al governo, mostra subito i suoi tentacoli e la collusione con gli imprenditori-padroni di questo paese. Nulla cambia come ben sappiamo. Pd e Lega hanno sempre sostenuto la famiglia Benetton e la loro gestione di Autostrade, mentre il M5S se a parole dice il contrario, nella pratica continua ad avvallare le decisioni dei soliti avvoltoi.

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