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Occupata la miniera di carbone di Aquisgrana

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Migliaia di giovani provenienti da tutta Europa nella mattina di venerdì 21 hanno occupato la miniera in occasione di un nuovo Sciopero Generale per il clima.

La miniera di lignite di Aquisgrana è una delle forti di maggiore produzione di CO2 della Germania, nonché una proprietà del colosso delle fonti fossili RWE.

Sulla città al confine col Belgio sono confluite migliaia di persone e diversi movimenti e organizzazioni che si battono contro il cambiamento climatico: da Ende Gelände (movimento che già da tempi non sospetti lotta contro il fossile e l’inquinamento ambientale con l’azione diretta), ai Fridays for Future.

A causa dell’utilizzo del carbone il governo tedesco non conseguirà gli obbiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti entro il 2020. Il carbone garantisce ancora il 40% del fabbisogno d’energia in Germania. Se si considerano i pessimi risultati del Cop 24 a Katowice e la guerra economica tra Cina-Russia e Stati Uniti che vede come campo di tensione, soprattutto sull’energia, l’Europa, sarà sempre più difficile che i governi si adeguino agli standard necessari per evitare la catastrofe, almeno che una forte pressione popolare e un’azione diretta dei giovani e degli abitanti dei territori a rischio ambientale non li costringa davanti alle loro responsabilità.

Domani e nei prossimi giorni sono state annunciate diverse altre iniziative con l’obbiettivo di mettere il difficoltà le aziende del fossile, in particolare le proteste si sposteranno alla miniera di Garzweiler non lontano dalla foresta di Hambach.

 

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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