InfoAut
Immagine di copertina per il post

A chi serve la paura dei “mercati”?

||||

A circa sette anni dalla letterina di Draghi e Juncker che “suggeriva” allo Stato italiano una serie di riforme “utili” per la sostenibilità della sua economia, si ritorna a parlare del ruolo dei mercati e delle istituzioni finanziarie internazionali in merito alla politica economica del nostro paese.

 

Sia Giorgetti che Di Maio si sono dichiarati in recenti interviste, con tonalità differenti, decisamente preoccupati ma anche “pronti a resistere” ad un nuovo attacco speculativo. Adducendo anche il caso turco come possibile campanello d’allarme, date le probabili ripercussioni che quanto accade ad Ankara potrebbero avere sul sistema finanziario europeo.

Un giochino discorsivo, quello dei gialloverdi, che non fa altro che ricalcare il canovaccio dei primi mesi di vita di questo governo, riducibili alla costante costruzione di un nemico su cui impostare il dibattito politico, evitando di essere messi sotto accusa sulle effettive politiche del “cambiamento”.

La paura dell’azione dei mercati diventa così assolutamente funzionale alle politiche e alle retoriche governative, che come ovvio si limita all’invettiva, rassicurando l’alta finanza la quale sa benissimo di non essere in alcun modo minacciata dagli sproloqui di DiMaio buoni per qualche grafichetta su Facebook.

La baracca tiene anche grazie ai regali costanti delle finte opposizioni, ormai divenute sinonimo di negatività a livello generale. PD e Forza Italia, di fatto uniti in un nuovo Nazareno in nome della stabilità e dell’ossequio alla grande finanza, si intestano il ruolo di difensori della stabilità, crollando ulteriormente a picco nei sondaggi e nel gradimento difendendo il jobsact, le grandi opere inutili, lo strapotere della finanza in maniera quasi imbarazzante per distacco dall’opinione sociale prevalente sui temi.

Se il giochino al momento ancora funziona, dato che il consenso verso l’esecutivo è ancora forte, è perchè permette a Lega e M5S di continuare a porsi nel ruolo di antagonisti ad un sistema parassitario e anonimo, associato solamente a crisi ed impoverimento in arrivo da forze oscure e lontane, tutt’altro che democratiche e “vicine al popolo”.

Il discorso sovranista gialloverde sembra voler riproporre, solo quando gli è utile, in campo una sorta di schema colonizzatore-colonizzato tanto assurdo tanto funzionante nell’incasellare il rapporto tra Italia, UE ed istituzioni finanziarie. Non è una questione reale di difesa della sovranità: basti pensare a località come Ghedi, Aviano, Sigonella, Teulada per capire quanto a Roma ben poco interessi la sovranità effettiva. Con Trump si ha solo voglia di belle photo-opportunities, e senza dubbio non di mettere in discussione la NATO.

Quello che dal nostro punto di vista sappiamo è che nel corso degli anni ogni turbolenza sui mercati finanziari, ogni crisi del debito e di conseguente tenuta del sistema bancario, è sempre stata scaricata sulla popolazione sotto forma di iniezioni da cavallo di austerità oppure di stop alle tante promesse fatte perchè “non ci sono soldi”. E’ questo che dobbiamo aspettarci. Del resto, non si capisce come sia possibile rimanere all’interno dei vincoli di bilancio prescritti dall’UE, ridurre il debito e contemporaneamente finanziare flat tax, taglio alla Fornero e reddito di cittadinanza.

Sicuramente, sappiamo che non si andrà all’attacco dell’incredibile diseguaglianza in termini di distribuzione della ricchezza presente nel nostro paese. Eppure un modo per uscirne andrà trovato, e non è detto che basti la foglia di fico dei migranti.

Da un certo punto di vista, un attacco speculativo dei mercati è la cosa migliore che potrebbe succedere a Salvini e DiMaio. L’imperativo di mantenere la stabilità, che già si era manifestato all’epoca della formazione del governo con il caso-Savona, potrebbe cosi offrire un nuovo nemico ad un governo impegnato quotidianamente nella costruzione di un nuovo capro espiatorio..

Fornendo una via d’uscita per continuare nelle politiche da Gattopardo a cui assistiamo ogni giorno da parte di un esecutivo che probabilmente prega affinchè qualche fondo speculativo gli tolga qualche castagna dal fuoco…

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Editorialidi redazioneTag correlati:

finanza

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Meloni fallisce: l’Italia vuole tutto

L’Italia si sta ribellando al carovita di guerra ed è ciò che i giornali e il governo non possono ignorare. Centinaia di migliaia di persone sono tornate a manifestare anche sabato 24 ottobre da nord a sud, mettendo evidentemente in crisi Meloni e la sua cricca.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il 30 ottobre scendiamo in piazza uniti!

Il 30 ottobre sarà sciopero generale. Sarà una grande occasione per tornare in piazza, in tanti e tante, in tutte le piazze d’Italia per far sentire la voce di questo grande movimento che sta nascendo contro la guerra e il carovita. Grazie all’Unione Sindacale di Base ci sarà la possibilità per molti di poter scioperare e non entrare a lavoro e a scuola.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Italiani veri

Contro il carovita, contro il caro carburante e quindi anche contro la guerra. Piazze di molte città d’Italia in questo 17 ottobre si sono riempite in aperta opposizione al governo Meloni, causa della crisi sociale dilagante. Piazze piene anche oggi quindi, dopo una giornata di mobilitazione studentesca significativa per tutto il Paese.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

I giovani lo sanno.

Oltre 40 città si sono mobilitate nella giornata di sciopero studentesco di venerdì 16 ottobre. Il tema è chiaro: contro la guerra e contro chi vuole mandarci in guerra. Una guerra che si traduce in crisi sociale e impoverimento a tutti i livelli, la scuola è uno di questi.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

E’ la bolla: quanta energia nelle mani dei padroni

Stiamo entrando mani e piedi in un sistema di capitalismo finanziario in cui l’energia è la principale merce di scambio.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Elezioni 27: i partiti di fronte alla guerra e le basi materiali del movimento 

Le elezioni del 2027 si avvicinano, nessuno sa ancora bene quando saranno, ma la macchina elettorale e la conseguente campagna martellante è già partita alla grande.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

UniTo: dentro l’università della guerra digitalizzata e lo human-washing. Accogliamo le sfide del presente.

L’anno accademico a Torino si apre con la decadenza di 19 clausole etiche in materia di dual-use e accordi bellici. Proviamo ad analizzare più da vicino cosa questo significa e di che processo si fa portavoce. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

La morte del lavoro

Oggi scrivere dell’omicidio sul lavoro di Andrea Moretti, operaio rocciatore, non è facile.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

(E)lezioni tedesche

Chiamati alle urne gli abitanti del land della Sassonia-Anhalt hanno scelto: oltre il 44% dei voti è andato all’Alternative für Deutschland.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il governo cambia passo: prospettive di guerra in Europa?

Mykhailo Fedorov ex ministro ucraino alla Difesa, oggi tra i maggiori oppositori di Zelensky, annuncia il piano per una nuova impresa sostenuta da Peter Thiel in qualità di primo investitore, dopo essere stato nominato consigliere alla Difesa dal nostrano Crosetto.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Il volto della finta transizione: speculazione, inganno politico e l’ombra dell’atomo

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo articolo che analizza alcuni aspetti centrali in ambito energetico: l’ipocrisia del sistema e l’assenza di pianificazione, l’assalto delle società energetiche a discapito dei beni comuni, la sottrazione al dibattito scientifico a beneficio della polarizzazione ideologica, la carenza dal punto di vista progettuale e l’ampio spazio lasciato alla speculazione e, infine, l’uso massiccio dei tamburi della propaganda. Il nucleare oggi viene posto come alternativa sostenibile in un discorso totalmente ipocrita sulla priorità da dare alle rinnovabili. Un controsenso tecnico, pratico e di completa mistificazione della realtà. Teniamo alta l’attenzione!

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Come i fondi di investimento “verdi” finanziano le armi

Gli investimenti Esg nelle aziende della difesa hanno subìto un’impennata negli ultimi anni fino a raggiungere i 50 miliardi di euro, sull’onda delle pressioni congiunte dell’industria bellica e della Commissione europea.

Immagine di copertina per il post
Culture

“Una poltrona per due” e il Natale violento del capitale

Perché ogni anno, Una poltrona per due (Trading Places, 1983), di John Landis, viene puntualmente trasmesso dalla televisione italiana in occasione della vigilia di Natale?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Obbligazioni di guerra a sostegno di Israele

Un’indagine rivela che sette sottoscrittori di “obbligazioni di guerra” sono stati determinanti nel consentire l’assalto di Israele a Gaza.  Dal 7 ottobre 2023 le banche hanno sottoscritto obbligazioni emesse dal governo israeliano per un valore di 19,4 miliardi di dollari. di BankTrack, PAX e Profundo (*), da La Bottega del Barbieri Un’indagine condotta dal gruppo di ricerca finanziaria olandese Profundo […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“I padroni del mondo:come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia”

Venerdì 6 giugno presso il CSOA Askatasuna alle ore 19.30 si terrà insieme all’autore Alessandro Volpi la presentazione del libro “I padroni del mondo: come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia” (Laterza, 2024).  D’accordo con l’autore pubblichiamo l’introduzione del libro. Mappe. Esiste un legame evidente fra l’idea che serva una continua […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Armarsi per salvare il capitalismo finanziario! La lezione di Rosa Luxemburg, Kalecki, Baran e Sweezy

Per quanto grande sia una Nazione, se ama la guerra perirà; per quanto pacifico sia il mondo, se dimentica la guerra sarà in pericolo.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

L’emergenza perenne dei baschi verdi in Val di Susa

Si va a chiudere così un altro anno difficile per i paladini difensori del grande spreco dal nome TAV nuova linea Torino Lione. Scopriamo, se ancora ce ne fosse bisogno, che i soldatini a difesa delle recinzioni in val di susa sono stanchi e stufi.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Le compensazioni di carbonio delle foreste non hanno alcun beneficio per il clima

Uno studio sottoposto a revisione paritaria conclude che il 94% dei crediti per la deforestazione dichiarati dal più grande fornitore di compensazioni sono privi di valore.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il prezzo impazzito dello zucchero e l’impatto della finanza sui beni agricoli

Si stanno “negoziando” i contratti 2023-2024 e sono partite forti speculazioni finanziarie al rialzo, con conseguenze sui prezzi reali pagati dai consumatori. Diversi Paesi produttori stanno decidendo perciò di bloccare le esportazioni per difendersi, con effetti amari già osservati nel caso del riso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Sfruttamento e speculazione dei cacciatori di terre

o strapotere delle “imprese-vampiro” dell’industria e della finanza. di Saverio Pipitone (*), da La Bottega del Barbieri Pronto Fantomas. Al telefono Alberto Moravia, Julio Cortázar, Octavio Paz e Susan Sontag (scrittori) chiedono aiuto al famigerato personaggio mascherato per fermare un pazzo armato di laser che stava incendiando le grandi biblioteche del mondo. Il folle venne […]