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L’ultima mossa di Berlusconi o i primi passi di un Monti-bis?

Chi è contro chi? Quali sono gli schieramenti e gli interessi reali che le determinano ma soprattutto, quali sono le poste in gioco?

Siamo rimasti per qualche giorno a guardare, chiedendoci il senso di certe mosse, poco propensi ad accontentarci della vulgata che ci viene propinata dal coro generale del “Berlusconi-mummia” che rovina il “buon lavoro” del governo tecnico e i sacrifici – “enormi ma necessari” – degli/le italiani/e.

Con un’abilità non comune il Cavaliere sepolto torna ad imbracciare la vecchia armatura e si riposiziona sulla scena mediatica il che equivale a rientrare sulla scena politica (istituzionale). Quella vecchia volpe di Berlusconi conosce fin troppo bene la regola per cui “anche male, l’importante è che se ne parli”. Mi si nota comunque di più se vado! Un anno di galoppata grillina e un autunno scandito dalle primarie Pd in salsa americana avevano rubato la scena ad un Pdl che, né con Alfano né con la Santanché, riesce più a scaldare i cuori di chicchessia, soprattutto dopo lo sprofondamento miserevole degli scandali laziali. E allora, un colpo di reni sulla scena del buon vecchio medium televisivo è quello che ci vuole per tornare alla ribalta e cancellare in un sol colpo due mesi di iniziative della pseudo-sinistra. Qualunque siano gli esiti di questa ridiscesa in campo, Bersani è l’obiettivo colpito. Le carte si rimescolano e la tranquilla ascesa a Montecitorio non sarà più così scontata.

La vera mossa è però di Monti che – spread aiutando – impone l’attenti ai difensori dello status quo e della strada intrapresa un anno fa: le ragioni del Gran Capitale come garanzia generale di perpetuazione degli assetti, dei poteri, delle rendite esistenti (magari con l’occasione, servita dalla crisi sul piatto d’argento, di un’ulteriore espropriazione di plus-valore dai proletari/e). Il passaggio è stato giocato d’astuzia: man mano che le condizioni peggiorano e che il consenso si assottiglia sempre di più, quale migliore mossa che catturare tutt* nel ricatto del “senza di me, l’incognita del caos”…?

Verrebbe quasi da pensare che Berlusconi e Monti si son messi d’accordo se non fosse che, per vizio, non siamo complottisti e riteniamo che ognuno giochi le proprie carte, mossi dall’evidenza di un contesto nazionale che promette solo inasprimento della crisi e probabili, futuri, focolai di rivolta. Che ne sarà delle prossime mosse del Caimano dopo l’altolà del PPE è difficile da prevedere: l’obbedienza all’interesse generale di moderati o nuove sorprese a destra, raccogliendo frustrazioni e rancore della vecchia base sociale? Non è scontato, vista la sostanziale mancanza di ancoramento dei Casini, Montezemolo, Fini… e Monti (ci torneremo su nei prossimi giorni).

La Sinistra, quel che ne rimane, i suoi fantasmi e chi intende amministrarli pro domo sua, assieme alle più variegate frattaglie del ceto politico di movimento, non trovano miglior modo d’impiegare il proprio tempo che attaccare Grillo e i 5 Stelle per la “mancanza di democrazia interna”… Come se fosse un problema loro. Del resto, dopo un anno di deferente lealtà al governo dei Tecnici (“non siamo d’accordo ma siamo leali”) non resta altro che dagli addosso al capro espiatorio di turno. Tutti in fila: Partito di Repubblica, vendoliani, defunto Partito di Carta, Pdini, media mainstream e benpensanti di ogni risma. Non che c’interessi difendere il capopopolo genovese, solo non ci ricordiamo tanto astio per tanti altri tentativi di scalare le vette della rappresentanza, narratologicamente “a sinistra”, nei fatti sinistri esponenti di un sistema dei partiti duro a morire.

La variabile nascosta resta quella delle lotte, dei movimenti, della larga maggioranza (l’evocato 99%) di un proletariato sempre più spremuto e un ceto medio in verticale caduta di potere, benessere, diritti, dignità. Un processo di infinita proletarizzazione. Dalla nostra parte o si produrranno nuove forme di contro-soggettivazione e organizzazione (antagonista) o saremo confinati al triste e infausto ruolo di passivi spettatori di giochi che continuano a farsi in alto.

 

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